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ROBYN DONALD: Agli ordini del principe

Il rapimento non è un buon presupposto per il corteggiamento. A volte, però…
Il principe Luka di Dacia è nella fase conclusiva di una delicata trattativa diplomatica per cercare di liberare suo cugino, tenuto in ostaggio. Alexa Mitton è una fotografa che deve raccogliere materiale da presentare a un concorso internazionale. Sarà pure bella, ma essendo una fotografa è considerata un pericolo per antonomasia. Diviso tra passione e privacy, Luka dispone che Alexa sia rinchiusa nella sua dimora, circondata dal lusso, per il suo esclusivo piacere. Solo lui, infatti, potrà godere della compagnia di quella splendida donna. E nel frattempo risolvere nella massima segretezza la crisi del paese. A cose finite, ci sarà spazio per un’allettante proposta?
La sensazione è quella di una trama eccessivamente favolistica: Cenerentola e il Principe Azzurro, solo in versione un po’ più battagliera.
Siamo in Nuova Zelanda dove, in visita ufficiale, il principe di Dacia, Luka, partecipa a una cena nella quale Alexa lavora come cameriera. Una prima occhiata tra i due rivela già un vivo interesse, ulteriormente rafforzato quando il principe la salva da un tentativo di aggressione. Nonostante la sua alterigia, connaturata al suo ruolo, quindi, il principe sembrerebbe cordiale e gentile. Ma ancora non sa che Alexa appartiene all’odiata categoria dei fotografi che tanto lo perseguitano. Tra l’altro, inizia a pensare che lo stia seguendo e spiando, ritrovandosela sempre tra i piedi.
Per tutta risposta, la rapisce e la rinchiude in una delle sue case dove, tra vari battibecchi, si alimenta la reciproca attrazione.
Tutto procede in maniera abbastanza scontata: Luka completa la sua missione diplomatica, Alexa torna al suo tran tran quotidiano tra mille rimpianti e nostalgie per il suo bel principe perduto, finché lui non torna per condurla con sé e rivelarle una inaspettata parentela regale.
Storia abbastanza scontata, ormai trita e ritrita. Non è il caso di sfidare i fratelli Grimm su questo filone, solo in un caso ci si è riusciti pienamente, ed era “Pretty Woman” e lei era Julia Roberts… e lui era Richard Gere.
Appena sufficiente

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