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VALERIE KING: L'avventuriera

TITOLO: L’avventuriera
AUTRICE: Valerie King
TITOLO ORIGINALE: An Adventurous Lady
USCITA ITALIANA: I Romanzi 776, agosto 2007
GIUDIZIO PERSONALE:Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
VERSO IL MISTERO PIU’ PROFONDO, QUELLO DELL’AMORE
Una sorpresa attende lady Evelina Wesley, figlia del conte di Chelwood, erede di Wildings Hall. Da una polverosa soffitta appare una mappa che potrebbe condurre a un antico tesoro, sepolto proprio in quella zona. Piena di entusiasmo e generosità, Evelina non esita a coinvolgere i vicini nella ricerca. Non ultimo, lord Gage, conte di Rotherstone, uomo solitario ed enigmatico. La tenerezza e la bellezza della fanciulla fanno breccia nel cuore di Gage, ma potrà il loro amore essere davvero più forte dei segreti che lui le nasconde?
Questo  libro vuol essere il classico Regency: ambientazione di campagna, il gruppo di vicini che interagisce, una o più coppie che si avvicinano e scoprono l’amore, nel segno della tradizione austeniana. Raramente mi sono annoiata così tanto!
La vicenda prende il via dal fortuito ritrovamento di una mappa che indirizza verso un tesoro nascosto. A trovarla è Lady Evelina Wesley che ha da poco ereditato Wildings Hall e vi è andata ad abitare con la madre e i fratelli minori. La ricerca di questo tesoro dà l’opportunità a tutti i vicini di collaborare e conoscersi.
Ad una prima analisi sembrerebbe che le indicazioni portino verso la casa di Lord Gage, conte di Rotherstone, il suo misterioso vicino di casa. La ragazza cerca di avere il permesso di effettuare le sue ricerche ma il conte è piuttosto elusivo. Quando, finalmente, lo incontra si rende conto che è un uomo bellissimo, dal fascino un po’ burbero, ma non del tutto chiuso ad un rapporto di buon vicinato, anzi i loro primi incontri si concludono con degli appassionatissimi baci. Evelina (che nome orrendo!) si compiace quando si rende conto di essere riuscita a far uscire dal proprio guscio il conte e a riportarlo ad un rapporto di cordiale vicinato con gli altri amici del gruppo coinvolti nelle ricerche del tesoro. In realtà, Gage sta sfruttando queste circostanze per mettere in atto la sua vendetta contro chi, anni prima, aveva rovinato suo padre.
Questa ricerca del tesoro è piuttosto scombinata: consiste in un gruppo di signorotti e signorine di campagna che vagano per le proprietà senza trovare nulla di interessante, nel frattempo non fanno altro che spettegolare tra di loro e sorvegliarsi reciprocamente. Alla fine il mistero si risolve piuttosto facilmente, semplicemente cambiando leggermente prospettiva. Addirittura il notaio di Rotherstone intuisce subito dove si trovi il tesoro ma, per qualche inspiegabile motivo, non vuole rivelarlo a Evelina che è costretta a continuare la ricerca. Che nervi!
L’aspetto più interessante del romanzo, cioè lo stile umoristico, è piacevole all’inizio ma si annacqua quasi subito. La storia d’amore è pressoché irrilevante. Non è il primo Regency classico che leggo (ad esempio ne ho letti tanti della Balogh d’annata, soprattutto quelli da racconto breve) ma questo mi si è rivelato del tutto insopportabile!

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