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HELEN KIRKMAN: Il mercenario della Frisia

TITOLO: Il mercenario della Frisia
AUTRICE: Helen Kirkman
TITOLO ORIGINALE: Fearless
USCITA ITALIANA: GRS 597, agosto 2007
GIUDIZIO PERSONALE:Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
Inghilterra, 875
Costretta ad abbandonare le sue terre, occupate dai vichinghi, l’impavida Principessa Judith trova rifugio alla corte di Alfredo del Wessex. Relegata tra le dame di compagnia della regina, assiste impotente alla guerra tra il suo popolo e le orde danesi, finché il sovrano stesso non le affida una missione di fondamentale importanza per la sopravvivenza del regno: convincere il ricco mercante Einhard ad aiutarli ad allestire una flotta in grado di proteggere la corte del Wessex. Einhard, però, non ha intenzione di lasciarsi coinvolgere in una contesa che potrebbe compromettere la delicata missione in cui è impegnato. Di fronte al suo rifiuto, l’ingegnosa Judith decide dunque di ricorrere a misure poco temerarie per ottenere l’aiuto dell’affascinante mercante frisone. Un piano che potrebbe funzionare, se solo…
I tempi sono estremamente drammatici per il piccolo regno sassone del Wessex governato da re Alfredo e stretto dalla morsa dei vichinghi. I suoi cavalieri gli hanno giurato fedeltà e si sono messi al suo servizio. Anche se non è un cavaliere, anche Judith, principessa senza regno dell’Anglia orientale, ha giurato di far di tutto per proteggere e combattere per l’amato re Alfredo, incluso affrontare un terribile mercante frisone. Judith si è proposta per accompagnare l’ambasciatore di Alfredo, Hunferth, inviato per rintracciare Einhard, famoso mercante della Frisia, allo scopo di chiedergli di allestire una flotta che possa contrastare quella vichinga. Einhard si trova lungo le coste dell’Anglia per occuparsi dei propri interessi e non ha nessuna intenzione di farsene distogliere per servire un re straniero. A questo punto entra in gioco Judith, disposta persino a recitare la parte dell’irresistibile seduttrice (proprio come il personaggio biblico di cui porta il nome) pur di convincere il mercenario a passare alla loro causa. Einhard, però, è molto più scaltro di lei e capisce le sue intenzioni. Quello che nessuno dei due si era aspettato è la profonda attrazione fisica che scatta ogni volta che i due semplicemente si sfiorano.
Sono, però, troppi i misteri tra i due e poca è la fiducia reciproca: Einhard teme che la ragazza voglia raggirarlo con la seduzione, Judith teme di riporre la propria fiducia nell’uomo sbagliato e che lui li possa tradire, passando nelle file dei vichinghi. I due protagonisti sono indubbiamente dei personaggi tormentati: ciascuno di loro si porta sulle spalle il peso di passati dolori e sensi di colpa, ciascuno di loro riesce a trovare nell’altro il giusto conforto.
Judith, da donna forte e indipendente, ha dovuto subire la distruzione della propria casata e del proprio regno, la morte dei suoi cari, la tortura subita dal fratello senza poter far nulla. Si ritiene responsabile di quel fallimento e di non aver avuto il coraggio di fare la sua parte. Da quel momento ha costruito un muro protettivo attorno a sé, fatto di freddezza, distacco e negazione del dolore, e ha accettato il destino di principessa esule. Ora, però, ha il coraggio di prendere in mano il proprio destino e di combattere per l’uomo che ama.
Einhard è gravato da vari sensi di colpa: la morte precoce della moglie dopo il parto, la morte del padre e il rapimento del figlio di 8 anni mentre lui era via per mare. In ogni circostanza di pericolo lui sembra non essere in grado di proteggere chi ama. Per questo cerca disperatamente di mantenere le distanze da Judith.
Devo confessare che gli altri libri della serie non mi erano particolarmente piaciuti, per cui mi accostavo a questo libro con un po’ di dubbi. Invece man mano che andavo avanti la storia mi prendeva sempre più. Molteplici gli elementi che mi piacevano: la grandissima passione tra i due protagonisti che si esplicava in dolcissime scene d’amore; il protagonista maschile, così appassionato e tormentato. Mi piace il modo in cui l’autrice riporta i pensieri dolorosi e nascosti dei sue personaggi, quel modo che ha di dire  e non dire così da non rivelare immediatamente tutti i segreti dei suoi personaggi, ma di farli scoprire via via ai propri lettori.
Quest’autrice ha uno stile molto particolare a cui ci si deve abituare pian piano: l’azione è bilanciata dalla riflessione: in molti passaggi si riportano le meditazioni dei personaggi, non necessariamente in modo lineare, a volte lasciando in sospeso qualche ragionamento per farlo, poi, scoprire in un secondo momento. È uno stile che può risultare ostico, per me a volte lo è stato, ma in questo caso è contemperato da una fortissima storia d’amore.

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