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GEORGINA DEVON: Scandali di famiglia

TITOLO: Scandali di famiglia
AUTRICE: Georgina Devon
TITOLO ORIGINALE: Scandals
USCITA ITALIANA: GRS 466, novembre 2004
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
Londra, 1815
La bellissima Samantha Davidson, stella del palcoscenico londinese, era stata corteggiata da un'infinità di uomini, ma non le era mai accaduto di essere perseguitata dalle loro famiglie. Men che meno da quella di un uomo potente come il marchese di Longston. Eppure lui, Jon, è convinto di poter usare la propria influenza per impedire che il fratello minore, sposando un'attrice, trascini la famiglia al centro dell'ennesimo scandalo, e pur di screditarla non esita a ricorrere a mezzi subdoli e meschini. In breve però si rende conto che Dev non è l'unico ad essere sensibile al fascino e alla dolcezza della bella Samantha. Perchè quella chiacchierata vedova in realtà...
Il libro risale a qualche anno fa e si vede assolutamente nella trama che è quella tradizionalissima del protagonista alfa e dell'eroina che subisce un po', ma non troppo per fortuna!
Trama
La trama non è particolarmente originale ma è di quelle che ti piace sempre e comunque. Si parte dalla classica scena della moglie che muore dando alla luce il figlio primogenito, ma in questo caso si viene a sapere subito che il bambino è frutto di un tradimento. Dopodichè si fa un salto di circa dieci anni e Jonathan St James Marchese di langston è preoccupato perché il fratello minore, Deverell, si è invaghito di un'attrice e, addirittura, intende sposarla. Quando incontra Samantha Davidson scopre che è una donna molto dignitosa e orgogliosa, ma su di lui gioca un fascino particolare, tanto che non riesce a dimenticarla.
Personaggi
Come la trama, la costruzione dei personaggi è piuttosto tradizionale: il maschio dominante e l'eroina sottomessa. Ma, nonostante ciò, il tutto risulta piacevole e coinvolgente. Il problema centrale di Langston è quello di non avere fiducia, soprattutto nelle donne, proprio perché ha subito un tradimento crudele dalla prima moglie. Il suo cammino per poter riacquisire fiducia nelle donne, per potersi sciogliere con quel figlio che non è suo biologicamente ma che ha bisogno del suo affetto, è lungo e accidentato. Ho trovato proprio questo tema del figlio illegittimo molto insolito, che lascia un po' di amaro in bocca, ma nello stesso tempo di un'estrema dolcezza. È vero che è paradossale il fatto che il titolo venga ereditato da chi non condivide nulla del tuo sangue, ma nello stesso tempo quel bambino è proprio suo figlio. Certo il pensiero dei futuri figli del Marchese lascia qualche perplessità comunque...
Samantha è la classica eroina debole, ma non troppo, alla fine quando Jon sembra distrutto dalla loro lontananza è lei quella che regge il timone della coppia. Certo, lei ha avuto una vita ben difficile: orfana, abbandonata dal marito, ha cresciuto da sola la figlia Amalie e ha mantenuto l'onorabilità anche nel suo mestiere di attrice. Nonostante ciò, la sua schiena è sempre dritta ed è ben disposta a continuare a marciare da sola. Memorabili le scene in cui, ad ogni problema, Jon la trovava pronta a fare i bagagli.
Stile
Lo stile dell'autrice sa essere coinvolgente e appassionante. È soprattutto il crescendo della relazione tra i due protagonisti e l'acuirsi della loro attrazione fisica, a tenere avvinta la lettrice. L'autrice è bravissima a costruire la storia in maniera veloce e scorrevolissima. Fa leva soprattutto su azione e dialoghi, poca introspezione, ma il tutto sa costruire perfettamente la psicologia dei personaggi.

Molto bello.

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DEBBIE MACOMBER: Arcobaleno d'amore

TITOLO: Arcobaleno d'amore
AUTRICE: Debbie Macomber
TITOLO ORIGINALE: 74 Seaside Avenue
USCITA ITALIANA: Harmony Romance 29, giugno 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
Benvenuti a Cedar Cove, un luogo adorabile. Qualcuno a volte lo lascia, ma nessuno riesce a dimenticarlo.
Teri, estetista del salone di bellezza Nails, ha da poco sposato il campione di scacchi Bobby Polgar, ma si sente già soffocata dalle eccessive attenzioni del marito, che sembra non volerla mai perdere d'occhio. Bobby non è impazzito all'improvviso. La vuole solo proteggere, perché ha ricevuto minacce dagli scagnozzi di un avversario russo, motivo per cui ha anche iniziato a non partecipare più ai tornei. Nel frattempo Troy Davis riprende i contatti con la fidanzatina delle superiori, Rachel Pendergast è combattuta tra due pretendenti e l'infermiera Linnette McAfee soffre per amore. La vita nella piccola comunità viene colorata da storie di gioia e di dolore, riconciliazioni e profondo sentimenti.
Nuova puntata della serie corale guidata dalla cittadina di Cedar Cove, una cittadina piccola dove succede di tutto e di più e dove le vicende degli abitanti si intrecciano continuamente. Ancora una volta seguiamo la vicenda di alcuni personaggi che conosciamo già e di altri che vengono introdotti in questo libro per la prima volta.
In particolare, centrale è la vicenda di Bobby Polgar, campione di scacchi, e della moglie Teri che sono minacciati da un campione russo che vuole assolutamente vincere sull'avversario, anche usando mezzi forti.
Poi c'è la vicenda dello sceriffo Troy Davis, rimasto vedovo, e che riallaccia una relazione con Faith, la sua fidanzata ai tempi del liceo, ma la loro storia viene ostacolata dalla figlia di lui, Megan.
Ancora, va avanti la storia di Rachel, fidanzata con Nate, ma innamorata di Bryce.
Continuano le storie di personaggi che già conosciamo come Olivia, Grace, Meryellen ecc.
TRAMA
La trama, come sempre, è piacevole proprio per la varietà delle voci, delle situazioni. Come ho avuto modo di scrivere nelle precedenti recensioni, sorprende il fatto che in tutte le storie ci siano delle costanti. Ma da questo punto vista ho notato in questo una maggiore originalità. A me piace come l'autrice abbia saputo intrecciare le varie storie e rendere viva questa comunità di cui scopriamo via via gli abitanti più interessanti. Sembra di trovarsi davanti a una serie televisiva che ci tiene avvinte proprio perché non tutte le storie arrivano a conclusione. Se può dare fastidio il fatto che non si abbia una storia che inizia e finisce in un libro, è anche piacevole vedere come continuano le storie dei personaggi che conosciamo già.
PERSONAGGI
Proprio perché ci sono vari personaggi è abbastanza difficile dare una spiegazione esaustiva di tutti loro. Quello che sorprende in ciascuno di loro è il fatto che appaiano come persone normali che hanno sofferto in passato, che stanno magari attraversando qualche situazione in difficoltà. In questo libro hanno una qualche nota in più i personaggi di Bobby, un uomo dall'intelligenza straordinaria ma con qualche comportamento maniacale e ai limiti dell'autismo, che ha trovato l'amore in Teri una donna semplice, una parrucchiera, con un passato familiare piuttosto doloroso. Poi, interessante è anche il personaggio di Troy, lo sceriffo di Cedar Cove, marito amorevole per i tanti anni della lotta contro la malattia della moglie, ma che ora vorrebbe andare avanti con la sua vita.
STILE
Lo stile di questa autrice mi piace molto. Innanzitutto ha scelto di dedicare, a rotazione, ogni capitolo a un singolo personaggio. Questo, a volte, può dare fastidio perché interrompe il filo del discorso, altre volte dà vivacità al discorso e mantiene viva la tensione verso quello che può avvenire. Mi piace il modo veloce che ha di raccontare la vicenda e anche di dare molto spazio ai dialoghi che sono vivaci e credibili, tanto che ti sembra di avere davanti agli occhi la scena.
SERIE CEDAR COVE

  • LE ETA' DELL'AMORE
  • TORMENTI DELL'ANIMA
  • LUNGO LA VIA
  • SUSSURRI SULL'ACQUA
  • TUTTI I GIORNI DELLA NOSTRA VITA
  • 5B POPPY LANE
  • TEMPESTA DI FUOCO
  • ARCOBALENO D'AMORE

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LYN RANDAL: Il segreto di Leda

TITOLO: Il segreto di Leda
AUTRICE: Lyn Randal
TITOLO ORIGINALE: Warrior or Wife
USCITA ITALIANA: GRS 639, giugno 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
Roma, 106 d.C.
Al centro dell'arena assolata dell'Anfiteatro Flavio una donna è pronta ad affrontare il destino che l'attende. La folla acclama il suo nome, Leda, la più celebre gladiatrice di tutti i tempi. Tra il pubblico c'è anche Marco Flavio Donato, l'uomo che l'ha abbandonata per partecipare alle campagne di Dacia al seguito dell'imperatore Traiano. Ora Donato è tornato a Roma, e vuole sposarla per riparare ai torti che involontariamente le ha inflitto. Ma Lelia, ripudiata dal padre proprio a causa della sua relazione con il giovane decurione, ha scelto di soffocare il dolore e la vergogna cercando ogni giorno la morte in combattimenti all'ultimo sangue. La dolce Lelia di un tempo ora è diventata l'invincibile Leda, e forse è ormai troppo tardi perché possa accettare il suo amore.
Lyn Randal si segnala per la scelta di ambientazioni insolite e di trame molto particolari, anche questo libro lo conferma. Ambientato a Roma nell'età imperiale, racconta la storia di una donna Valeria Lelia che, dopo aver perso l'uomo che amava e il figlio, decide di fare la gladiatrice.
Al suo ritorno dalla campagna di Dacia, Marco Flavio Donato vuole ritrovare la donna che ama e, ritrovandola nell'arena, decide di liberarla e di sposarla. L'inizio del matrimonio tra i due è molto complicato perché manca la fiducia e ci sono troppi segreti nascosti...
Trama
La trama è, appunto, piacevole e insolita sia per l'ambientazione, che è abbastanza inconsueta, che per il destino della protagonista abbandonata che decide di prendere in mano la sua vita e di lottare per raggiungere i propri obiettivi. Come accade spesso, però, ho trovato alcuni passaggi poco motivati, così come la conclusione piuttosto affrettata. Il testo dà una spiegazione delle malefatte della cattiva, ma nonostante ciò esse risultano poco motivate e credibili, forse un tantino esagerate.
Personaggi
I due protagonisti sono entrambi piacevoli. Marco Flavio Donato si riscatta dalla classica figura del seduttore: ha abbandonato Lelia non per capriccio ma per paura nei confronti dell'amore. Una volta tornato, però, si rende conto dell'errore commesso e va alla ricerca di Lelia. Per lui è scioccante ritrovarla come combattente nell'arena e subito decide di sposarla. Si comporta con lei con molta pazienza, anche se poi è capace di rovinare tutto con la sua immotivata gelosia e mancanza di fiducia. Questo suo atteggiamento è, in qualche modo, motivato dal terribile senso di abbandono che l'ha perseguitato da quando la madre è andata via.
Valeria Lelia ha certamente alle spalle un dolore grandissimo, ha perso tutto: l'uomo che amava, il sostegno della sua famiglia e, infine, il suo bambino. Questo avrebbe distrutto chiunque, ma lei non si è arresa, anzi ha inizia a combattere e non si è arreso all'idea di aver perso il figlio. È perfettamente logico che ora abbia difficoltà ad affidarsi totalmente a Donato. È proprio un bel personaggio equilibrato.
Stile
Lo stile è molto piacevole: scrittura veloce, non eccessiva nelle descrizioni o troppo fiorita. Ben bilanciata tra dialoghi, azione e introspezione. Ho notato un bell'espediente niente affatto banale: l'inizio in medias res e poi un lungo flashback. In questo modo ha avuto modo di far iniziare il libro con una scena molto coinvolgente.

Davvero un libro piacevole!

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ZOE ARCHER: Il venditore di sogni

TITOLO: Il venditore di sogni
AUTRICE: Zoe Archer
TITOLO ORIGINALE: Love in a Bottle
USCITA ITALIANA: GRS 638, giugno 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
Inghilterra, 1763
Sophie Andrews coltiva la passione per la botanica nonostante la disapprovazione dei genitori e l'ostilità della comunità scientifica, che non è disposta ad accogliere una donna tra i suoi membri. Ironia del destino, l'unica persona a mostrare un certo interesse per le sue ricerche è Ian Blackpool, un ciarlatano che gira per le piazze dei villaggi vendendo filtri d'amore e che, pur essendo l'uomo più bello che lei abbia mai visto, è fermamente convinto che l'amore sia soltanto una questione di reazioni chimiche il cui segreto si nasconde nella proprietà delle piante. Quando Ian propone alla fanciulla di aiutarlo a dimostrare la sua teoria, Sophie accetta con entusiasmo e sfidando il volere dei genitori fugge insieme a lui. Ma l'uomo di cui si è innamorata ricambia i suoi sentimenti, o tutto quello che è disposto a offrirle è un matrimonio riparatore?
Che ventata di freschezza e di novità è stato questo libro! Per nulla scontato, piacevole e veloce da leggere, ma anche con una capacità di coinvolgimento emotivo non indifferente. La trama coinvolge il venditore ambulante – futuro visconte Ian Blackpool / Ian Claypool che gira per l'Inghilterra vendendo un elisir d'amore a dei poveri creduloni e la giovane Sophie Andrews, figlia di un gentiluomo di campagna, benestante, appassionata di botanica. I due metteranno insieme i loro interessi scientifici: trovare il segreto scientifico dell'amore e studiare le piante, ma si ritroveranno a unire anche i loro cuori.
Trama
La trama mi è piaciuta moltissimo perché l'ho trovato originale. Non è la prima volta che leggo la storia in cui un nobile si finge uno spiantato, ma in questo caso c'è veramente in ian un desiderio di vivere in maniera diversa, da liberarsi dai vincoli del suo stato sociale. Inoltre, in tutto il romanzo c'è questo senso di libertà, di spensieratezza, di ottimismo (volendo quel certo ottimismo scientifico ottocentesco). Inoltre nel romanzo si creano situazioni consuete, come il ricevimento, la vita familiare, ma anche episodi totalmente diverse, come la partecipazione alle fiere in cui i protagonisti devono vendere l'elisir.
Personaggi
Ian mi è piaciuto abbastanza, anche se non ho del tutto compreso alcuni suoi aspetti. Posso attribuire la sua fuga a un non ben specificato desiderio di libertà e di conoscere il mondo. Ma a cosa è dovuta la sua convinzione di essere incapace di amare? Inoltre, perché ha un rapporto conflittuale col padre, visto che, da quel poco che si capisce, non mi pare che questi sia particolarmente dispotico? Insomma, di Ian mi piace quella rappresentazione del giovane, affascinante che sa cavarsela in ogni circostanza e che riesce a manipolare col suo fascino il prossimo; non mi piace quel pizzico di tormento che gli è stato dato perché non è ben spiegato.
Sophie mi piace perchè è la classica ragazza ingenua. È sempre vissuta in campagna, dedita alla sua passione per la botanica. È totalmente inesperta delle schermaglie d'amore ma, nonostante ciò, ci si tuffa a capofitto. Inevitabilmente è destinata a soffrire e riesce a sopportare con coraggio e orgoglio la sofferenza. Un personaggio femminile fresco, che ispira tenerezza e non ti fa ammattire con le sue sciocchezze.
Da sottolineare anche la tenerezza dello zio Alforth che ha riversato in Sophie tutto l'amore perso in seguito alla morte della sua amata Violet.
Stile
Lo stile è pregevolissimo. Il romanzo si legge in un batter d'occhio perché la storia è scritta con leggerezza, ma in modo accurato, con scene anche molto divertenti, dialoghi ben fatti. Non c'è nulla di eccessivo nè di immotivato.

Per me questa autrice è stata una grande scoperta ma mi pare che non abbino pubblicato nient'altro di suo, purtroppo!

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PHILIP ROTH: Patrimonio

PHILIP ROTH: Patrimonio
Patrimonio, una storia tocca le corde delle emozioni con la forza di sempre. Lo sguardo di Philip Roth si posa sul padre ottantaseienne che, famoso per il vigore, il fascino e il repertorio di ricordi connessi a Newark, lotta contro un tumore al cervello destinato ad ucciderlo. Il figlio, colmo di amore, ansia e paura, lo accompagna in ogni fase dello spaventoso viaggio finale, mettendo in luce la determinazione a sopravvivere che caratterizza la lunga e testarda relazione di Herman Roth con l'esistenza.
Questo libro è un'esperienza molto forte che mette alla prova la testa e il cuore del lettore. Questo libro mi è stato regalato e mi è molto prezioso perché, come dice il titolo, è diventato un patrimonio che mi porto nel cuore.
Il libro è stato scritto da uno degli autori americani più amati, apprezzati e acclamati dell'ultimo secolo. Un autore ebraico che si porta sulle spalle il lascito della storia di un popolo e di una comunità, tutto sommato fortunata, trapiantata in un paese che ha dato loro speranza e opportunità. Tutto ciò viene letto e raccontato dall'autore tramite gli occhi di un padre che è arrivato alla fine del suo viaggio. Philip ci racconta per flash le esperienze, ma soprattutto il carattere del padre, Herman, un uomo proveniente da una povera famiglia ebrea arrivata a Newark. Egli, col suo lavoro di assicuratore, ha saputo dare alla propria famiglia un futuro, speranze e grandi possibilità. Quest'uomo è sempre stato una roccia ed ora il figlio lo deve vedere sfiorire pian piano per colpa di una malattia. Il libro non è soltanto il ricordo di alcuni momenti fondamentali della vita del padre e della sua famiglia; è il percorso di una esperienza umana e la consapevolezza, dolorosa, della destinazione verso la quale navighiamo tutti. È la consapevolezza che quello che noi tutti siamo è inevitabilmente legato a quello che i nostri giocatori, e i nostri antenati ci hanno lasciato, è il patrimonio di cui tutti siamo depositari. A mio avviso, nel corso della lettura non possiamo fare a meno di pensare che questo patrimonio non è soltanto qualcosa di genetico, il nostro aspetto, o psicologico, il carattere che sviluppiamo, ma in generale la nostra umanità, o fragilità, la nostra ancora ma anche la nostra vela.
Non è una lettura facile o leggera anche perché ti mette inevitabilmente di fronte al tema dell'inesorabile passare del tempo e del consumarsi della vita. Nello stesso tempo l'autore riesce a trattare il tutto anche con toni che appaiono a volte leggeri; ogni tanto emerge il famoso humor ebraico, e sempre attraverso uno stile godibilissimo. La scrittura è accessibilissima al grande pubblico, pur essendo niente affatto semplicistica o banale.


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KATIE MACALISTER: Scandalo inglese

TITOLO: Scandalo inglese
AUTRICE: Katie MacAlister
TITOLO ORIGINALE: The Trouble With Harry
USCITA ITALIANA: GRS 637, giugno 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 2/5
Inghilterra, fine XIX secolo
Per evitare la rovina finanziaria, Frederica Pelham, detta Plum, decide di rispondere all'inserzione matrimoniale di un vedovo, e poco tempo dopo lo sposa. Solo in seguito il consorte le rivela di non essere il segretario di un ricco marchese, bensì Lord Harry Rosse in persona, e di avere addirittura cinque figli! Per Plum è un duro colpo, anche se non può certo lamentarsi dell'inganno visto che nasconde a sua volta dei segreti imbarazzanti, come l'accusa infamante che macchia la sua reputazione, o la presenza di un ex marito che minaccia di rivelare a tutti il suo scandaloso passato. Insomma, Plum desiderava soltanto un po' di pace e di sicurezza, ma come riuscirà a ottenerla tra tanti equivoci e ricatti?
Ancora una volta Katie MacAlister offre un romanzo molto movimentato e divertente, secondo quello che è il suo consueto stile. Con una trama che ricorda molto "Tutti insieme appassionatamente" leggiamo la storia di Harry Haversham Marchese Rosse il quale, non riuscendo più a sostenere la vivacità dei suoi cinque figli, decide di cercare una nuova moglie per mezzo di un annuncio sul giornale. Questo sembra proprio fare al caso di Frederica Pelham che, oltre ad essere in una difficile situazione economica, vorrebbe tanto poter avere un bambino. Con sua meraviglia si rende conto di essersi fidanzata con un marchese e di avere acquisito ben cinque figli. Peccato che il marito non le voglia concedere il suo più grande desiderio.
Trama
Ho trovato la trama un po' troppo approssimativa. Nonostante avesse degli spunti davvero gradevoli, trovo che abbia messo insieme un po' troppe cose: la costituzione problematica del nuovo nucleo famigliare; lo scandalo che accompagna Plum; le indagini svolte da Harry. In tutto ciò diventa decisamente secondario e di scarsa importanza lo spazio dato alla storia d'amore tra i due protagonisti per cui non si capisce quando, come e perché abbiano sviluppato sentimenti reciproci. Molto spesso il libro dà l'impressione di una grande confusione e a ciò contribuisce l'affastellarsi dei temi nonché dei personaggi. A questo si aggiunge che ci sono situazioni che si sviluppano in maniera incomprensibile.
Personaggi
E' vero che il romanzo è giocato tutto su toni molto leggeri, ma mi ha deluso lo scarso studio che si è fatto dei personaggi. Alla fine risultano tutti delle macchiette comiche senza spessore.
Plum è una donna con un passato scandaloso alle spalle: in passato è stata "sposata" con un bigamo e questo l'ha esclusa dalla società. Si è creata un'ulteriore possibilità di scandalo scrivendo un libro erotico. Ora cerca di tornare alla normalità e il suo matrimonio, fin troppo prestigioso, la impensierisce non poco. Nonostante ciò, non c'è in lei un vero e proprio malessere in quanto supera con un sorriso anche queste nuove difficoltà.
Harry è un povero disperato con questa nidiata di figli che farebbe impazzire anche i santi, cerca sia una compagnia per la sua solitudine. Non riesce mai ad essere veramente eroico perchè è troppo goffo, troppo inerme di fronte ai figli, anche se al momento giusto sa difendere Plum. Non ho trovato per nulla realistici i due personaggi: Plum è troppo spregiudicato per una donna del suo tempo e Harry accetta come se fosse normale una moglie esperta di posizioni amatorie.
I bambini da sfondo sono veramente odiosi, caso più unico che raro. Di solito i bambini o sono resi molto male o sono davvero teneri. In questo caso erano davvero insopportabile capaci di creare una confusione incredibile facevano perdere assolutamente il filo del racconto.
Stile
Ormai si è capito che lo stile caratterizzante dell'autrice è quello brillante. Ma nel caso di questo racconto ho trovato che diventasse davvero eccessivo: certe situazioni erano davvero paradossali, troppo sopra le righe, la battuta messa là in maniera eccessiva. Naturalmente tutto ciò contribuiva a dare ancora meno credibilità al racconto.

L'ho trovato davvero una lettura poco appassionante, ti strappa qualche risata ma poco altro.

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LUCY BLUE: Angelo oscuro

TITOLO: Angelo oscuro
AUTRICE: Lucy Blue
TITOLO ORIGINALE: Dark Angel
USCITA ITALIANA: RM Mystere 46, gennaio 2009
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
Gareth sta tornando nelle Highlands con una missione: vendicare la morte del padre. Attaccato da una banda di fuorilegge, viene tratto in salvo da Roxanna, donna bellissima ed enigmatica. Il suo segreto? L'immortalità tragica delle creature delle tenebre, e Gareth potrebbe essere la sua prossima preda. Eppure, uniti da un antico potere, la principessa vampiro e il cavaliere mortale scopriranno che il desiderio può essere più forte del destino.
Ho voluto concludere la serie Bound in Darkness che mi era abbastanza piaciuta nelle sue due prime puntate e che aveva una trama che coinvolgeva strettamente i tre libri che quindi andavano letti in rapida successione. Si conclude, quindi, la ricerca del Calice che dovrebbe permettere ai tre vampiri Simon, Tristan e Siobhan di riconquistare la loro natura umana e nello stesso tempo permetterebbe di sconfiggere il perfido Lucan Kivar. Ai tre si aggiunge in questo libro la principessa Roxanna, che il nano Orlando ha portato con sé chiusa in un'ampolla dall'oriente. Roxanna esce dall'ampolla e la prima cosa che vede è una carneficina che lei vendica cibandosi dei briganti che l'hanno commessa. Del gruppo assalito sopravvive solo un cavaliere, Gareth McKail che lei cura e di cui si innamora. Seguire Gareth le consentirà di tornare sulle tracce del Calice...
TRAMA
La trama è sicuramente molto avventurosa e con un pizzico di suspense perché la lettrice sa bene dov'è il cattivo e che non è tanto lontano dai protagonisti e si aspetta da un momento all'altro che le cose possano precipitare. Dal punto di vista emotivo ho trovato quest'ultimo libro meno intenso dei due precedenti, dove la storia d'amore, quasi disperata, era molto meglio delineata. Qui è come se le premesse della storia d'amore ci siano tutte, infatti le scene del capanno quando i due protagonisti sono soli sono molto belle, ma poi il rapporto tra loro due è inevitabilmente sopraffatto dall'azione e dalla ricerca di Lucan Kivar.
PERSONAGGI
I due personaggi principali si caratterizzano, secondo me, per l'inversione dei loro ruoli.
Stavolta è Roxanna ad essere un vampiro e ad avere tutte quelle remore e quei tormenti tipici del personaggio che si sente indegno. Roxanna è una donna che ha visto ciò che di più terribile c'era: la sua casa e la sua famiglia distrutta da Lucan Kivar, se stessa costretta a diventare un mostro. Avrebbe preferito morire, si è fatta rinchiudere nell'ampolla pur di non dar libero corso alla sua natura mostruosa. Ora che è riuscita non riesce ad accettare di poter essere comunque amata.
Gareth è un personaggio meno problematico, nonostante abbia avuto delle ombre nel suo passato: il padre ucciso e la madre che lo porta via dal clan scozzese, la sua doppia appartenenza inglese e scozzese. Tutto sommato, è riuscito a superare queste difficoltà. Ora che torna al suo clan e che gli viene offerta la possibilità di guidarlo, non si sente in grado di assumere questo incarico, ma nello stesso tempo sente che qualcosa lo chiama per poter aiutare la donna del suso cuore. Gareth è un eroe che non esita a dichiararsi innamorato e a lottare per il suo amore, nonostante Roxanna continui a porre ostacoli. Per il resto ci sono anche i personaggi dei precedenti libri, e anche diversi personaggi di sfondo. Naturalmente tutto concorre a creare un clima di suspense e di paura.
STILE
L'autrice conferma la bravura evidenziata nei precedenti libri: buona caratterizzazione dei personaggi, trama sempre veloce e coinvolgente; giusto equilibrio tra azione e introspezione.

SERIE BOUND IN DARKNESS

  • IL BACIO DELLA TENEBRA
  • IL CAVALIERE DEL DIAVOLO
  • ANGELO OSCURO

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JULIA LONDON: Duchi e imprevisti

"Il Marchese di Middleton, unico erede del potente ducato di redford, aveva un'aria imponente ed emanava un'energia palpabile che trasudava potere e ricchezza". È proprio così che Jared Broderick, Marchese di Middleton appare agli occhi di Lady Ava Fairchild nel momento in cui fa il suo ingresso nell'elegante sala da ballo. I pettegolezzi sul suo conto si sprecano: pare che frequenti una bella vedova piuttosto smaliziata e che non intenda "mettere la testa a posto". Non solo. Pare che, insieme alla caccia, sedurre le donne sia la sua principale occupazione. E pare inoltre che suo padre, il duca, stia cercando di spingerlo fra le braccia di lady Elizabeth Robertson, dotata di un ricco patrimonio ma infinitamente meno dotata di fascino e grazia. Almeno questo è ciò che riportano le cronache mondane... Perciò Ava si accontenta di contemplare da lontano il bel marchese, consapevole del fatto che un uomo del suo fascino non potrà mai interessarsi a lei. E invece una sera, dopo che in seguito a un banale contrattempo Ava si è infilata per sbaglio nella carrozza di lui, i due sis ritrovano fianco a fianco e iniziano a flirtare. E non passa molto perché dalle prime schermaglie si arrivi ai baci appassionati. Per Ava è l'inizizo di un sogno. Già si vede al fianco di quell'uomo irresistibile, oggetto dell'ammirazione e dell'invidia di tutte le dame del bel mondo. E, inaspettatamente, quel sogno diventa realtà. Perché l'improvvisa morte della madre lascia Ava senza un patrimonio e nell'impellente necessità di cercarsi un marito. E perchè anche Jared si ritrova messo alle strette dal padre, che minaccia di diseredarlo se non darà una discendenza al ducato di Redford. In quattro e quattr'otto si celebra così il più chiacchierato matrimonio dell'anno: un'unione nata per convenienza ma destinata a sfociare in un amore intenso e appassionato.
Il libro racconta il classico matrimonio di convenienza. Jared Broderick Marchese di Middleton è sempre più oppresso dal padre che vuole che si sposi e faccia il suo dovere nei confronti del casato. I rapporti tra i due non sono mai stati tra i migliori, per questo motivo Jared sceglie una moglie diversa da quella scelta per lui, si tratta di Ava Fairchild, una giovane nobildonna ma economicamente decaduta. Il matrimonio sembrerebbe basarsi su un semplice accordo, fino a quando Ava sente l'esigenza che la loro unione sia arricchita da un sentimento reciproco.
Trama
La trama non è particolarmente originale. Il classico matrimonio di convenienza che dovrebbe trasformarsi in una tenera storia d'amore. In questo caso il matrimonio di convenienza nasce dalla decisione di Jared di ribellarsi ai voleri del padre. La trama soffre, secondo me, di un eccesso di semplificazione, ci sono pochi passaggi ben spiegati, mentre nella maggior parte dei casi le svolte sono proposte in maniera frettolosa. Una per tutte, la decisione di sposare Ava è inspiegabile, ma ancora di più è incomprensibile il processo in cui i due protagonisti si sono innamorati a vicenda.
Personaggi
La lettura è, in generale, leggero e molto leggera è la delineazione dei personaggi. C'è un tentativo di definire la psicologia di Jared che sarebbe stato un bambino molto solo, tenuto a distanza dal padre, della madre non si sa nulla. A parte il fatto che questa era la tendenza dominante del tempo, non si capisce perché la cosa avrebbe innescato un rapporto molto conflittuale tra padre e figlio. Nello stesso tempo, il padre viene descritto come un libertino che avrebbe continuamente tradito la madre, ma poi qui e là si intuisce che tutta questa severità è una facciata che cade velocemente. Dall'altra parte Ava è davvero nulla. Di lei si intuisce che è una ragazza allegra, spigliata, che deve fronteggiare, assieme alla sorella Phoebe e alla cugina Greer, le difficoltà innescate dalla morte della madre. Come già detto, non si capisce quando né perché si sia innamorata di Jared. Ma a questo punto emerge un po' del suo carattere: è vulnerabile quando non riesce a sopportare la vista dell'amante del marito, ma è anche forte e audace quando si ribella e tenta di sedurre il marito. Ma tutto ciò resta come solo attaccato al personaggio in maniera poco credibile.
Stile

Predomina una nota di leggerezza. Non mi piace il fatto che la trama si sviluppi in maniera troppo semplicistica. Non mi piace la scarsa perizia nello sviluppare i personaggi. Non so quanto sia da attribuire ai tagli, ma per la maggior parte della lettura, ho trovato il romanzo noioso e poco credibile.

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JULIA QUINN: Il segreto di Miranda

TITOLO: I segreti di Miranda
AUTRICE: Julia Quinn
TITOLO ORIGINALE: The Secret Diaries of Miss Miranda Cheever
USCITA ITALIANA: RM 1055 settembre 2013
GIUDIZIO PERSONALE: 5/5
OGGI MI SONO INNAMORATA” AVEVA SCRITTO SUL DIARIO DA BAMBINA...
All'età di dieci anni Miranda Cheever non mostrava segni di particolare bellezza, ed era rassegnata ad un futuro senza grandi aspettative. Ma il pomeriggio in cui l'audace e affascinante Nigel Bevelstoke, diciannovenne visconte Turner, le ha baciato la mano promettendole che un giorno sarebbe stata bella quanto già era intelligente, qualcosa è cambiato in lei: da quel momento Miranda gli ha donato il suo cuore. Otto anni più tardi la bimba si è fatta una splendida donna, ma il tempo non è stato altrettanto generoso con Turner, vedovo pieno di amarezza e di risentimento. Soltanto al proprio diario Miranda confida di non avere mai smesso di amarlo, e non permetterà che lui le sfugga di nuovo.
Quando Julia Quinn inizia una nuova serie lo fa sempre con il botto! Questo romanzo è davvero splendido e merita una lettura attenta, anche se in automatico ti induce a leggere in maniera molto veloce. Già da quando avevo letto sul sito dell'autrice il primo capitolo mi aveva incuriosita e la lettura di tutto il libro non mi ha affatto delusa.
Miranda Cheever è quella ragazza che tutti definiscono insignificante, soprattutto se viene continuamente paragonata alla sua migliore amica Olivia Bevelstoke. Fin da bambina si è perdutamente innamorata di Nigel Bevelstoke Visconte Turner, anche se l'ha sempre guardato da lontano. Ora, però, che lui è un vedovo distrutto e amareggiato da un matrimonio molto sfortunato sembra iniziare a guardarla con occhi diversi.
Trama
La trama è, a mio avviso, splendida. Non ha nulla di rilevante o di eccezionale o di originale, ma è tutto condotto in maniera straordinaria. Mi è piaciuto l'amore persistente e duraturo di Miranda per un uomo che ha saputo toccarle il cuore con poche e intelligenti parole. Nonostante i suoi sentimenti vengano calpestati continua ad amare Turner, anche se sa far valere le sue esigenze personali. Mi è piaciuta la straordinaria amicizia che lega Olivia e Miranda, il rapporto tra le due è sviluppato in maniera realistica e si intuisce già quanto Miranda venga messa in ombra dalla ben più brillante e affascinante Olivia. Naturalmente il finale è eccezionale, molto commovente.
Personaggi
I personaggi sono tutti ben delineati. Per loro prevale sempre la nota brillante tipica di questa autrice.
Miranda è una protagonista anomala perché non è accentratrice, non si impone per personalità, ma nonostante ciò dà la sua impronta alla storia. Come già rilevato, si nota che Olivia ha una forte capacità di metterla nell'ombra, ma nonostante sembri passare in secondo piano, resta comunque nella memoria già solo per le sue secche battute o le tenere annotazioni del suo diario. Nigel, o meglio Turner, dovrebbe essere un eroe tormentato ma non riesce ad esserlo fino in fondo, all'autrice scappa sempre la mano e fa di lui un personaggio divertente, per non dire comico. L'infelice primo matrimonio lo blocca nel riconoscere i sentimenti che prova per Miranda anche se la lettrice li intuisce ben prima che lui abbia il coraggio di verbalizzarli. Secondod me, Olivia prende troppo spazio: ha già il suo romanzo, è vero che l'autrice non poteva nascondere la sua personalità debordante ma trovo che qui abbia decisamente esagerato. Ci sono tanti altri personaggi di sfondo e come al solito la madre, in questo caso di Nigel e Olivia, è, così come Lady Bridgerton, una presenza molto dolce ed equilibrata.
Stile

Come al solito per la Quinn prevale la nota brillante e ironica, ma non mancano i momento dolci e commoventi. Come sempre sono ssplendidi i dialoghi e la sua capacità di farci “vedere” i personaggi come se li avessimo vivi davanti ai nostri occhi.

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HEATHER & ROSE MACDOWELL: Omelette

Erin è distrutta: ha appena perso un promettente posto di lavoro nell'ufficio marketing di un'azienda importante e la sua carriera è in caduta libera. Altrimenti perchè avrebbe accettato di diventare cameriera, per quanto al famoso Roulette, uno dei ristoranti più glamour di New York? Nel santuario di Carl, chef di inarrivabile bravura e con un particolare talento nel mettere a disagio i novellini, Erin scopre che la vita dietro al grembiule è anche peggio di quel che sembra: sprovvista di qualunque esperienza o talento nell'ineffabile arte del servire, in balia dello sconfinato egocentrismo di Carl e delle intemperanze di Gina, la nevrotica miglie del proprietario, impara a sue spese che la cameriera perfetta è un po' schiava e molto psicologa. Erin vuole disperatamente fare del suo meglio, ma riesce solo a collezionare una magnifica serie di piccoli grandi disastri. E come se non bastasse, un destino in vena di complicazioni spinge sulla sua strada l'affascinante e fidanzatissimo Daniel, produttore televisivo e habitué del Roulette, di cui si innamora perdutamente. Esilarante e irresistibile, Omelette è una commedia sofisticata e brillante, dove le ragioni del cuore e quelle del palato si sposano in un menu di alta classe, da assaporare dalla prima all'ultima pagina.
Lettura estiva perfetta: divertente ma non eccessivamente stupida o irreale e paradossale. La trama è più o meno quella spiegata in copertina.
Trama
La trama, appunto, non presenta tratti di particolare originalità: è la classica storia della protagonista, Erin, che ha perduto il posto di lavoro e si deve arrangiare lavorando come cameriera in uno dei ristoranti più rinomati della città e, non avendo esperienza, combina guai su guai. Ma, nonostante ciò, le circostanze lo portano sempre a salvarsi e ad avere la meglio, tanto da essere considerata da una critica enogastronomica di grido uno dei pochi aspetti positivi del ristorante. Alle disavventure lavorative si affiancano quelle sentimentali. Ho trovato la parte sentimentale superflua e comunque gestita male nel contesto e la storia d'amore tra Erin e Daniel è incomprensibile sia per i suoi inizi che per la sua evoluzione.
Personaggi
Erin è il personaggio principale nonché voce narrante ma non ha né una particolare verve né una storia forte che la facciano emergere. Probabilmente la sensazione che dà di una ragazza spersa è corretta ma a volte ha degli atteggiamenti chiaramente ispirati e Bridget Jones ma non riesce ad essere altrettanto ironica né sopra le righe come la Rebecca di I Love Shopping. Insomma un personaggio molto debole.
Daniel, il suo partner, è particolarmente scialbo. Non ha quegli aspetti di dolcezza, di fermezza che hanno di solito i compagni di queste eroine. L'ambientazione principale, è naturalmente, il ristorante e i personaggi migliori sono quelli collegati ad esso. Primo tra tutti lo chef, Carl, tutto preso da se stesso, dalla sua carriera, e dalla competizione con altri cuochi stellati. Impone all'interno del ristorante un clima da Masterchef e non a caso te lo immagini come il Carlo Cracco della situazione. Tra i colleghi di Erin emerge Cato, il suo mentore, e i proprietari del ristorante, i diabolici Steve e Gina che vorresti tanto strangolare.
Stile

Lo stile è molto agile e veloce, il libro si legge velocemente. Si capisce che le autrici avevano come punto di riferimento libri più famosi ma non ne hanno saputo riprodurre gli aspetti più scintillanti e divertenti.

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MARY BALOGH: Cuori rubati

TITOLO: Cuori rubati
AUTRICE: Mary Balogh
TITOLO ORIGINALE: The Secret Mistress
USCITA ITALIANA: I Romanzi Emozione 21, dicembre 2013
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
Lady Angeline Dudley sta per fare il suo debutto in società, però si comporta più come un maschiaccio che come una debuttante. In quanto sorella di un duca, sa di essere destinata a un uomo ricco e titolato, ma l'amore non è affatto garantito. Eppure lei lo trova. Durante la fermata a una stazione di posta il nuovo conte di Heyward, l'irreprensibile Edward Ailsbury, la sottrae coraggiosamente alle avance di un libertino, rubandole il cuore. Edward deve sposarsi e assicurare un erede alla propria casata, e nonostante sia attratto da Angeline, lei non è l'esempio di perfezione che cerca. Destino e amici cospirano per spingerli l'uno nelle braccia dell'altra ma solo alla passione toccherà l'ultima parola...
Questo è il terzo e ultimo libro dedicato ai tre fratelli Dudley. Dal punto di vista dell'ordine cronologico è il primo, ma arriva per ultimo e dopo tanto tempo dalla pubblicazione dei primi due perché la sua protagonista Angelina Dudley, che era già apparsa negli altri due, gridava il bisogno di un romanzo tutto suo. In effetti era un personaggio così singolare che lo meritava. La serie ha esordito in maniera sfolgorante con Signora del suo cuore, da tutti universalmente ritenuto un romanzo straordinario, per poi affievolirsi nel corso della sua evoluzione. Io oso dire che in generale la creatività della Balogh si è affievolita nel corso del tempo.
Trama
La trama non si discosta molto da quella degli ultimi libri che ha scritto. I due protagonisti, Angeline Dudley ed Edward Ailsbury Conte di Heyward si incontrano per la prima volta in una locanda. Lei aspetta il fratello per recarsi a Londra per il debutto e si fa sorprendere da due gentiluomini nella sala comune senza chaperon. L'uno la insolentisce mentre Heyward la difende. Da quel momento Angeline capisce che quello è l'uomo che fa per lei. Naturalmente a Londra i due si incontrano ai vari ricevimenti e tutti sembrano tramare per metterli insieme. Quando arriva la prima, fredda proposta di matrimonio da parte di Edward, Angeline la rifiuta.
Personaggi
Angeline era già stata ben costruita nei precedenti libri ed è un personaggio singolare. Niente affatto la classica fanciulla timida e riservata, ma al contrario vivace e logorroica, originale nel modo di vestire. Tutto questo, che già sapevamo, trova qui una spiegazione: la ragazza ha vissuto da sola da quando la famiglia si è smembrata: i genitori si sono separati, i fratelli sono andati via. Ciò che le è sempre bruciato sono le critiche della madre, bellissima, sul suo aspetto fisico non adeguato. Per questo ha deciso di enfatizzare ulteriormente la sua bizarria. Ha proprio bisogno di un uomo come Edward che le die certezze ed equilibrio.
Edward non mi è piaciuto affatto come eroe. Nei precedenti romanzi erano intriganti il suo silenzio e il suo distacco, ma qui non era un personaggio in grado di reggere il carico di un romanzo suo, troppo convenzionale e noioso. Sicuramente un uomo più credibile di molti eroi da romance, ma non un eroe che fa sospirare e sognare le lettrici. Non era semplicemente un eroe beta perchè non aveva il tratto della dolcezza a contraddistinguerlo, era solo incolore. Per questo la sua svolta passionale sul finale risulta ancora meno credibile. Ancor di più Edward risente del confronto con Tresham che, seppur appare per poco, lascia intuire quel fascino che dispiegherà nel suo romanzo.
Stile
Purtroppo devo ribadire quanto già detto altrove: la Balogh ripropone sempre la stessa trama, con alcune varianti, e le stesse situazioni. La stagione londinese e i suoi ricevimenti e intrattenimenti fanno da sfondo agli incontri tra Angeline ed Edward. Come sempre c'è il ricevimento di campagna e il gioco delle coppie al suo interno. Come sempre, la trama ha ben poca azione e molto dialogo e introspezione. Una volta troppo ripetuta, questa situazione risulta noiosa perché troppo vista. Se non si hanno personaggi forti, tutta questa costruzione perde di stabilità e in questo caso di personaggi forti c'era solo Angeline.

Lo stile della Balogh è sempre molto accurato. Si vede che c'è dietro un'autrice che ha studiato la Austen e che ne sa riprendere alcune caratteristiche: il dialogo ironico tra tutte. Resta una maestra della scrittura.

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DAINA CHAVIANO: L'isola degli amori infiniti

Miami, 1994. Cecilia, giornalista di origine cubana, ascolta da Amalia, un'anziana dal fare enigmatico, una storia nata nel lontano passato; una vicenda fatta di sentimenti e passioni, in cui i destini in apparenza distanti di tre famiglie – appartenenti alle tre etnie del popolo cubano: cinese, africano e spagnolo – si incrociano per le strade di un'Avana misteriosa e magica. Cecilia rimane incantata, rivive dolori, battaglie e illusioni dei protagonisti del racconto, fino a scoprire che anche lei è destinata a farne parte... L'isola degli amori infiniti è una saga familiare che affascina per la sua originalità e i suoi toni quasi da favola. Un romanzo in cui culture, credenze e usanze diverse si mischiano sull'onda di un sentimento universale: l'amore.
Questo romanzo mi ha lasciato un po' perplessa e un po' interdetta. Domandandomi come iniziare questa recensione, non mi è venuto in mente nulla di davvero indicativo in poche parole su quello che era il mio pensiero a proposito. Mi dispiace dirlo, ma appartiene a quella categoria di libri che ti lascia ben poco.
Come spiegato nel quarto di copertina, viene ripercorsa una saga familiare che collega una famiglia cinese a una spagnola e nera e vi si sommano tutte le etnie che compongono il popolo cubano. Attraverso il racconto che l'anziana Amalia fa a Cecilia si ricostruisce la storia della sua famiglia. Ogni generazione è caratterizzata da un grande, drammatico e imperituro amore messo alla prova dai drammi dell'esistenza personale e dalla storia.
Nello stesso tempo Cecilia, che è una giovane e solitaria giornalista, investiga su delle apparizioni di una casa per poterne scrivere un articolo.
Trama
La trama prende spunto da una ispirazione che poteva risultare valida perché c'è un po' di tutto. Dal mistero alla storia d'amore, dalla saga familiare ai riferimenti alla storia di Cuba. Il tutto, però, appare sempre come sviluppato fino a un certo punto e poi lasciato lì, non ben sviluppato. Faccio qualche esempio: la storia della casa fantasma che appare a intermittenza e che è collegata a Cecilia, viene portata avanti, si scopre il legame con Cecilia ma non si capisce il motivo di questo strano fenomeno se non per un generico desiderio dei suoi famigliari di proteggerla. E, ancora, la storia tra Cecilia e Roberto che è solo leggermente accennata. Considerando che il focus della storia è su altro, si faceva meglio a evitare del tutto questo elemento.
Personaggi
Anche sui personaggi, sembra che molto sia solo accennato e che non ci sia spazio e tempo per approfondire meglio. In questo caso mi riferisco soprattutto ai personaggi del lungo racconto di Amalia che avrebbero potuto essere molto più affascinanti se solo si fosse dato maggior spazio alla loro vicenda. Questa è una di quelle saghe che avrebbe avuto bisogno di centinaia e centinaia di pagine per poter trattare con soddisfazione la loro storia. Molti passaggi possono risultare incomprensibili, altri promettono bene, soprattutto la storia d'amore tra Amalia e Pablo con l'incontro delle due etnie, cinese e cubano-spagnola potevano avere un maggiore sviluppo.
Stile
Ho come avuto la sensazione, per tutto il libro, che l'autrice volesse scimmiottare, diciamo ispirarsi, al realismo magico di Marquez o della stessa Allende, attraverso i misteri della cultura cubana e cinese. Ma anche in questo caso, non riesce ad essere altrettanto suggestiva, né riesce a inserire l'elemento “paranormale” in maniera adeguata alla storia.

Questo libro è stato un'esperienza poco esaltante e molto deludente per molti versi.

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TITOLO: Il destino di una stella
AUTRICE: Miriam Formenti
USCITA ITALIANA: RM 1024, ottobre 2012
GIUDIZIO PERSONALE3/5
IL CUORE NON PUO' SBAGLIARE NEL RICONOSCERE L'AMORE
Di ritorno da una missione diplomatica nello Stato Pontificio, il maggiore Riccardo Rubino Leoni è oggetto di uno scambio di persona e gli vengono rocambolescamente affidati una ragazza sotto l'effetto del laudano e un incarico molto insolito. Nottetempo, la giovane crede di vivere in un sogno con l'uomo che ha sempre desiderato, e riesce a coinvolgere nella propria passione chi le sta accanto. Solo all'alba, nuda su un pagliericcio e di nuovo in sè, Stella si rende conto di essere stata rapita e posseduta, e riesce a darsi alla fuga. Ma nella Milano del XVIII secolo, pur fra mille intrighi e menzogne, il destino ha in serbo ben altri scenari per un amore che non poteva sapere di avere un futuro...
è il primo romanzo che leggo di questa autrice italiana e, nonostante lei abbia una certa esperienza, questo non mi ha molto convinta. La storia ha degli aspetti davvero interessanti e altri piuttosto deludenti. Siamo nell'Italia settentrionale del XVIII secolo e una giovanissima Stella Battaglia Dal Bianco è stata costretta a sosare il vecchio principe Alderico, che la tormenta con il suo desiderio di avere un erede. Dal momento che il principe è vecchio e non ha mai avuto nessun figlio da nessuna delle tre mogli decide di simulare un rapimento e di far violentare la moglie da un lontano parente. Qualcosa non va come prestabilito e a incontrare Stella nel cuore della notte sarà il marchese Riccardo Rubino Leoni. I due vivono insieme una straordinaria notte d'amore, ma si ricontreranno soltanto tre anni dopo...
Trama
La trama ha in sé degli elementi interessanti: il matrimonio forzato, la sposa bambina infelice; l'incontro d'amore vissuto come un sogno. Ma poi la lettrice non può evitare di sbruffare di fronte a degli elementi che risultano a mio avviso troppo ingenui e poco credibili. Stella che s'innamora di un ritratto; Riccardo che la incontra dopo tre anni e subito la associa alla donna conosciuta in quella casina di caccia; le deduzioni troppo immediate sulla paternità di Eleonora; il dubbio sulla fedeltà della moglie innescato da qualche parola e da una miniatura e, francamente, anche il matrimonio troppo veloce, senza alcuna apparente obiezione da parte di una Stella che non conosce Riccardo e ha alle spalle una terribile esperienza matrimoniale.
Personaggi
I personaggi, a mio avviso, sono poco sviluppati e stereotipati.
Stella avrebbe delle buone premesse perché è una ragazza che è stata amata dai suoi genitori ma che, una volta caduta nelle mani della sorellastra cattiva, deve subire gli orrendi soprusi di un matrimonio infelice e di un marito crudele. È interessante il fatto che si rifugi in un suo mondo di sogno, così come il suo ritrovato coraggio per il bene della figlia, ma di lei nulla intuiamo nello sviluppo della storia d'amore con Riccardo, a parte una certa attrazione iniziale e un improvviso amore.
Riccardo è ancora meno sviluppato. A parte lo scandalo familiare che ha coinvolto suo fratello e la cognata e, quindi, una certa diffidenza sulla fedeltà delle donne, di lui non sappiamo altro. Certo, si capisce che è buono e generoso data la sua voglia di aiutare Stella, anche senza avere la certezza che Eleonora sia sua figlia. Ma non possiamo dimenticare che tutto è partito dal fatto che lui si è approfittato di una ragazza sotto effetto di droghe...
Stile
Lo stile è scorrevole e questo è un punto a suo favore. Non si può dire che si legga velocemente, ma questo dipende dalla trama che, in qualche punto lasciava piuttosto perplessi. Ho apprezzato l'originalità dell'ambientazione e il tentativo di ricostruzione accurata.

Non saprei se consigliarlo!

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STEPHENIE MEYER: Eclipse

Mentre Seattle è funestata da una serie di strani omicidi e una vampira malvagia continua a darle la caccia, Bella Swan si trova ancora una volta in serio pericolo. È arrivato per lei il momento delle decisioni e dei sacrifici: basterà il fidanzato Edwarda farle dimenticare il magnifico amico Jacob? Troverà il coraggio necessario a diventare una Cullen? Obbligata a scegliere fra l'amore e l'amicizia, è consapevole che la sua decisione rischia di riaccendere la millenaria lotta fra vampiri e licantropi. Nel frattempo l'esame di maturità è alle porte e per Bella il momento della verità si avvicina... Travolgente e sensuale come i precedenti episodi della saga, ECLIPSE è un romanzo in cui il desiderio, soffuso eppure inesorabile, si mescola a una forte dose di suspense mentre avvenimenti inaspettati sconvolgeranno per sempre le regole degli umani e degli immortali.
Terzo e penultimo capitolo della saga della Meyer legata alle storie dei vampiri e dei licantropi. Pian piano ci stiamo avvicinando al momento della scelta finale, quando Bella diventerà vampiro a sua volta, rinunciando alla sua vita umana. Raccontare la trama di questo romanzo è pressochè impossibile, visto che di trama, a mio avviso, c'è ben poco. Come già nei precedenti libri c'è il tentativo da parte di Bella di farsi trasformare da Edward un vampiro, con lui che tentenna e che quando cede pretende prima di sposarla. Oltre a questo continua la lotta con il licantropo Jacob per la conquista della ragazza. E Bella si rende conto di amare anche Jacob, oltre ad Edward, ma nonostante ciò vuole sposare quest'ultimo. Tutta la trama è condita dai racconti di come e perché sia i vampiri che i licantropi si siano trasformati.
Trama
Ho trovato la trama del tutto inconsistente, e non mi riferisco alle caratteristiche nude e crude del fantasy, ma al fatto che realmente non succede nulla fino ai tre quarti del libro quando avviene finalmente lo scontro tra i vampiri, i Cullen contro i neonati, e l'uccisione di Victoria. Per il resto non succede nulla, ci sono racconti del passato dei personaggi e i protagonisti che continuano a discutere sull'opportunità o meno che Bella diventi vampiro.
Personaggi
I personaggi, tutti, sono molto semplici e stereotipati, ma il personaggio più inconsistente di tutti è Bella che è l'emblema della ragazza sciocca che fa sempre e comunque il contrario di quello che la ragione indurrebbe a fare. Per non parlare di un certo maschilismo di fondo: Jacob ed Edward decidono, tramano senza minimamente prendere in considerazione quelli che possono essere i desideri o le esigenze di Bella. Era davvero irritante sentirli parlare davanti a Bella senza neanche considerarla. Devo ancora capire quale sia il fascino da Principe Azzurro di Edward Cullen. Io lo trovo solo inquietante e... raggelante!
Stile
Ho già detto che trovo la trama inesistente. Ritengo, inoltre, lo stile troppo banale, la scrittura troppo monotona. Dalla sintassi, che è troppo puerile, al lessico che è davvero troppo ripetitivo, insomma l'autrice non conosce l'esistenza dei sinonimi.
Purtroppo mi manca ancora l'ultimo romanzo della serie da leggere, ma è stata tutta davvero oscena, un insulto all'intelligenza dei lettori!


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LUCY BLUE: Il cavaliere del diavolo

TITOLO: Il cavaliere del diavolo
AUTRICE: Lucy Blue
TITOLO ORIGINALE: The Devil's Knight
USCITA ITALIANA: RM Mystere 40, giugno 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
Tristan DuMaine, cavaliere normanno, fa ritorno al castello di famiglia. Sotto forma di vampiro. Tristan ha un'unica ossessione: vendicarsi di Siobhan, la bellissima guerriera sassone che è stato costretta a sposare. Eppure, in un mondo di barbarie e violenza, al di là dell'odio implacabile Tristan e Siobhan scopriranno di essere destinati ad amarsi per l'eternità.
Questo è il secondo volume della serie Bound in Darkness, una serie paranormale con la presenza di vampiri, ambientata nel medioevo inglese. In Scozia gli abitanti del luogo non accettano la presenza dei conquistatori normanni, ecco il motivo per cui dei ribelli guidati da Sean Lebuin prendono d'assalto il castello di Tristan DuMaine, costringendo quest'ultimo a sposare Siobhan, sorella di Lebuin.
Subito dopo il matrimonio Tristan viene ridotto in fin di vita, ma in suo soccorso arriva Simon duca di Lyan che, per salvargli la vita, lo trasforma in vampiro. Da vampiro, Tristan torna per vendicarsi dei suoi aguzzini, prima tra tutti proprio Siobhan che si era divertita a tormentarlo, ma in realtà tra i due era stata fortissima l'attrazione sin da subito e, nonostante l'odio che prova, neanche Siobhan riesce a resistervi.
Trama
La trama è davvero intrigante. Pur possedendo i soliti temi, conditi con l'elemento fantasy. I paranormali, tanto di moda, come quello del vampiro che è anche licantropo, il tutto viene messo insieme in maniera accattivante. Sempre affascinante il tema dei due mortali nemici che, nonostante tutto, si desiderano reciprocamente e si innamorano. Da tenere conto che la storia di Tristan e Siobhan si collega alla storia che tiene uniti i tre romanzi che è quella che coinvolge Simon nella ricerca del Calice che li dovrebbe aiutare a distruggere Lucan Kivar e a ritornare mortali. Quindi c'è anche quest'altro elemento molto accattivante.
Personaggi
I due protagonisti sono ben costruiti.
Siobhan è una ragazza che ha perso tutto da bambina e che ha visto i suoi cari morire per mano dei normanni. Per questo il suo odio per i conquistatori è fortissimo così come grandissimo è il suo senso di colpa rispetto alla passione che Tristan le induce. Ha un carattere un po' indeciso in alcuni momenti, non si capire se voglia tradire o meno il marito, ma è comprensibile il suo senso di fedeltà nei confronti del suo popolo.
Tristan è un personaggio meno sfaccettato, è un guerriero, un tenero padre con la figlia Clare, un valido e misericordioso castellano. Ci fa vedere benissimo il momento della sua trasformazione e sembra che viviamo insieme a lui lo shock, il dolore legati alla sua trasformazione e la sua sete di sangue, molto meglio di quanto non sia stato fatto in altri romanzi di vampiri. Il suo rapporto con Siobhan è un po' complicato: vorrebbe essere l'uomo alfa prepotente, ma alla fine non ci riesce e finisce sempre per essere tenero e dolce con lei.
Ci sono anche personaggi minori sviluppati bene: Orlando, il mago, già apparso nel libro precedente; Silas, amico di Tristan; Clare, la figlioletta del protagonista. Sempre molto inquietante la figura di Lucan Kivar che si impossessa dei corpi dei morti ed ha sempre quest'aria ingannevolmente gentile.
Stile
Lo stile dell'autrice è molto attento, maturo e appassionante. Riesce a mescolare sapientemente l'azione incalzante, con la riflessione, i momenti dolci con quelli di una crudeltà efferata per non parlare del macabro. Il tutto viene raccontato con una giusta misura di credibilità della storia, tranne quando l'elemento fantasy è molto forte. La scrittura è scorrevole ma nello stesso tempo attenta e non banale.
Da leggere!

SERIE BOUND IN DARKNESS

  • IL BACIO DELLA TENEBRA
  • IL CAVALIERE DEL DIAVOLO
  • DARK ANGEL

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CLAIRE DELACROIX: La candida sposa

TITOLO: La candida sposa
AUTRICE: Claire Delacroix
TITOLO ORIGINALE: The Snow White Bride
USCITA ITALIANA: RM Mystere 39, giugno 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 1/5
Eleanor, vedova per la seconda volta e in fuga dai parenti del marito, trova rifugio tra le mura del castello di Kinfairlie. Ma le ombre del passato la costringono a continue menzogne, impedendole di aprirsi alla gentilezza del padrone di casa, l'affascinante Alexander. Solo quando la vita di Alex sarà in pericolo, Eleanor non esiterà a usare le proprie pozioni per salvare un amore nel quale anche lei sa di credere.
Io non so come abbiano fatto a scrivere la trama nel quarto di copertina, visto che essa è quasi totalmente incomprensibile. Un libro difficilissimo da leggere e da finire, totalmente incredibile. Pare che l'autrice volesse continuare la serie ma si sia fermata, ha fatto bene! Non me n'è piaciuto particolarmente neanche uno!
La storia inizia a Natale quando nel castello di Kinfairlie arriva una giovane donna dall'aria affranta e anche molto misteriosa. Le fanciulle del castello, Annelise, Isabella ed Elizabeth, ma anche Madeline e Vivienne, protagoniste dei precedenti libri la accolgono nel castello e subito fanno in modo di intrappolare il fratello e di costringerlo a sposare Eleanor e lei accetta l'inganno. Alexander Lammergeier, signore di Kinfairlie dovrà risolvere il grosso mistero della moglie, e le sorprese per lui sono molteplici e ogni volta porteranno qualche nuovo problema.
Di questo libro NON mi è piaciuto:
  • La trama in generale è davvero senza capo né coda, consiste in una serie di misteri e di bugie che Eleanor dice e nasconde che mettono costantemente nei guai Alexander e tutto il castello. E quando si pensa che ne sia stato risolto uno, ne arriva un altro che mette nuovamente in dubbio quanto si era capito fino a quel punto. La cosa risulta davvero esasperante per il lettore.
  • Andando nello specifico, ci sono altri aspetti della trama che ho trovato ridicoli, ad esempio il fatto che i due protagonisti si sposino il giorno dopo essersi conosciuti e attraverso una macchinazione ridicola. È davvero assurdo il motivo per cui Alexander accetta subito di sposarlo così come è assurdo il fatto che Eleanor, dopo due matrimoni terribili, accetti subito di sposare un altro uomo.
  • Ho trovato assurdo che nei 15 giorni in cui si sviluppa la trama succede veramente di tutto e di più con una fretta e un accavallarsi di fatti eccessivi.
  • Ho trovato davvero terribile il protagonista maschile, sulla protagonista femminile sorvolo, che viene messo costantemente in ridicolo da tutto quello che gli succede e che cerca di affrontare, a volte con esiti terribili. È vero che nei precedenti libri era stato lui a macchinare contro le sorelle e ora subisce lo stesso trattamento, ma questo toglie assolutamente fascino e autorevolezza al protagonista.
Se proprio devo trovare qualcosa che mi sia piaciuto:
  • dico che ho apprezzato leggermente un certo umorismo che pervade il romanzo. Purtroppo molto spesso vittima di questo umorismo è proprio Alexander con quell'effetto ridicolizzante di cui sopra.
Davvero un libro estremamente brutto!

SERIE GIOIELLI DI KINFAIRLIE
  • Contesa d’amore
  • La magia della rosa rossa
  • LA CANDIDA SPOSA



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