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J. QUINN - E. JAMES - C. BROCKWAY: La lady perfetta


TITOLO: La lady perfetta
AUTRICE: J. Quinn – E. James – C. Brockway
TITOLO ORIGINALE: The Lady Most Likely...
USCITA ITALIANA: I Romanzi 1009, giugno 2012
TRE STELLE DEL ROMANCE VI INVITANO AL RICEVIMENTO DELL'ANNO
Hugh Dunne, conte di Briarly, deve prendere moglie. Per aiutarlo, sua sorella Carolyn prepara una lista di appetibili candidate e le invita, insieme ad alcuni interessanti gentiluomini, a un ricevimento nella propria casa di campagna. In particolare, ci saranno la bellissima e timidissima Miss Gwendolyn Passmore, la schietta Miss Katherine Peyton, ma anche il famoso eroe di guerra capitano Neill Oakes, l'ambitissimo conte di Charters e... naturalmente Cupido, che si divertirà a scombinare le carte in tavola. Cosicché l'esuberante padrone di casa avrà il suo bel daffare per trovare la donna più adatta a catturare il cuore indomito del fratello.
Esperimento ben riuscito questo, ma avevo pochi dubbi, considerata la bravura delle autrici coinvolte. Sono state talmente brave da riuscire a rendere credibile e quasi piacevole la modalità racconto. Come saprete da altre mie recensioni, non amo molto il racconto perchè mi sembra, soprattutto, difficile rendere piacevole, credibile e appassionante per le lettrici la storia così concentrata in poche pagine. In questo caso, ho trovato efficace il ricorso alla cornice, ossia al racconto che tiene unite le tre storie. Si parte dalla necessità di cui Hugh Dunne conte di Briarly si sembra appena accorto di aver bisogno di una moglie e di un erede. Per questo motivo sua sorella Carolyn Lady Flenchley decide di organizzare una festa in campagna alla quale invitare alcune ragazze adatte al ruolo. Ne seleziona alcune in una lista ma, man mano che la festa va avanti ci si accorge che le fanciulle in questione sono attratte da altri uomini e suo fratello non sembra esserne abbastanza turbato.
Nel primo racconto la bella della Stagione, Lady Gwendolyn Passmore che in realtà è una ragazza solitaria e schiva, cerca di sfuggire al nugolo di ammiratori che la perseguita. Solo Alec Darlington Conte di Charters sembra capire il suo stato d'animo inizia tra loro una bella complicata, anche se ostacolato da Octavia, la sorella di lui...
Nel secondo racconto, la seconda scelta di Briarly Katherine Peyton si trova davanti Neill Oakes, l'uomo di cui è innamorata sin da quando aveva 14 anni ma che l'aveva inspiegabilmente abbandonata, e che ora ricompare nell'improbabile ruolo di chaperon...
Infine, nel terzo episodio, finalmente Briarly trova la donna adatta a sé in Lady Georgina Sorrell, la migliore amica della sorella, quindi una donna che conosce da sempre, ma che aveva sposato un uomo talmente diverso da lui, che non avrebbe mai pensato di suscitare il suo interesse.
Ci sono diversi aspetti positivi di questo libro:
  • Innanzitutto mi è piaciuta la novità, la sperimentazione di affidare a tre autrici, tutte bravissime, un'unica storia, magari vista da prospettive diverse.
  • I riferimenti alla cornice della storia, in maniera particolare i passi in cui è presente Carolyn sono spassosissimi, tanto da farmi pensare che una storia su di lei e il marito andrebbe fatto, se non è stata già fatta e mi è sfuggita. È una coppia vivace che emerge in maniera molto vivida già dalle poche pagine che le sono dedicate.
  • Dei tre racconti ho apprezzato soprattutto il secondo perchè ha già un antefatto, quindi non si verifica la poco credibile situazione di un amore sbocciato nell'arco di 20 pagine. Invece questo è il culmine di una vicenda che risale a quattro anni prima e con un amore che ha resistito anche a una lunga lontananza.
Invece non mi è particolarmente piaciuto:
  • L'Hugh dell'ultimo episodio perché l'ho trovato poco legato e coerente allo stesso personaggio presente in cornice e negli altri racconti. Un uomo molto deciso e predatore, sicuro nell'intento di voler conquistare Georgina, quando negli altri racconti sembrava preso dalla volontà di conquistare una delle donne della lista.
Tutto sommato, un libro interessante.

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JO GOODMAN: La maschera dei sensi


TITOLO: La maschera dei sensi
AUTRICE: Jo Goodman
TITOLO ORIGINALE: One Fobidden Evening
USCITA ITALIANA: I Romanzi Passione 7, gennaio 2008
Un sontuoso abito d'epoca, una maschera dorata e Cybelline Caldwell diventa la regina Bodicea. La giovane vedova è decisa a trovare un cavaliere per trascorrere una notte di passione, mantenendo però celata la propria identità. Il prescelto è lord Christopher Hollings, conte di Ferrin. Ma anche affascinante libertino. Il quale non ha nessuna intenzione di fermarsi a una maschera pur di conquistare il cuore della donna che l'ha sedotto.
Questo libro è decisamente meritevole di attenzione per tutti gli aspetti interessanti che contiene, oltre al fatto di essere opera di una delle autrici più brave che conosco. La storia inizia in un'atmosfera molto inquietante e maliziosa durante un ballo in maschera. In questa circostanza Christopher Hollings conte di Ferrin incontra una donna che indossa il particolarissimo costume di Budicca e con lei trascorre un momento di straordinaria passione. Il suo ricordo è talmente indelebile che inizia le ricerche di questa misteriosa donna. Convinto di incontrare una persona che la conosce, in realtà, si trova davanti una splendida donna, Cybelline Caldwell. Inizialmente entrambi nascondono la loro vera identità, pur sapendo che entrambi stanno mentendo. Il ballo in maschera, per loro, continua ma, pian piano, iniziano a scoprire a vicenda molto più di quanto si aspettavano. Cybelline è una giovane vedova che ha deciso di concedersi, per una volta, il lusso di una notte di passione, convinta di avere a che fare con un libertino senza scrupoli che dimenticherà quell'incontro poco dopo. Al contrario, Ferrin è un uomo serio e intelligente che si nasconde dietro una fama, forse esagerata, di libertino. L'incontro notturno gli è rimasto talmente tanto nel cuore e nella mente che ritrovare Boudicca è fondamentale per lui. Presa in prestito l'identità di un suo amico si presenta a Cybelline. Tra i due l'attrazione è fortissima e, ancora di più, l'esigenza di mostrarsi per quello che sono realmente. La loro vicenda si intreccia a una, molto più inquietante, su delle strane lettere minatorie che Cybelline riceve.
Di questo libro mi è piaciuto:
  • La trama del mistero è davvero appassionante perchè riguarda un tradimento da parte del marito morto di Cybelline, per giunta morto suicida, con l'ex amante che le manda periodicamente le lettere d'amore tra i due. La risoluzione del mistero non è di facile risoluzione, anche se poi l'epilogo è decisamente strano, rocambolesco.
  • Mi sono piaciuti molto i protagonisti, per la loro costruzione psicologica, nessuno dei due è banale e lineare. Cybelline è una donna ferita, che ha perso tutte le sue sicurezze. Il suicidio del marito è stato il momento di deflagrazione, ulteriormente aggravato dalle lettere minatorie. La scarsa attenzione che il marito le prestava, alla luce di quanto scoperto ora, ha un'ulteriore spiegazione. L'opera di seduzione attuata con Ferrin intende scacciare quell'incubo oltre che sogni che la inquietano. Dall'altra parte Ferrin è la persona posata, meditativa e calcolatrice di una famiglia piuttosto bizzarra. Ha mantenuto una fama di libertino per poter vivere tranquillo nel ton e anche perchè le sue vere passioni per la tecnologia sono poco capite dalle persone che lo circondano. Trova in Cybelline una persona a cui confidare tutti i reali pensieri nascosti, anche per avere con lei una minima possibilità di successo.
  • Il personaggio di Anna, la figlia di Cybelline è caratterizzata molto bene. Diversamente da come capita solitamente, la bambina di circa due/tre anni è caratterizzata in maniera realistica, oltre ad essere protagonista e artefice di alcune delle scene più esilaranti.
Non mi sono piaciuti:
  • In alcuni punti ho trovato il romanzo eccessivamente verboso: una serie di dialoghi infinita che sembravano non portare a nulla, soprattutto quando i protagonisti si nascondono vicendevolmente l'identità.
  • Come non notarlo? La copertina è davvero orribile. Dà abbastanza bene l'idea del ballo in maschera, però la trovo davvero poco elegante. A parte che la figura maschile, così scura e muscolosa, ha poco a che vedere con l'immegina di Ferrin.
Fate, comunque, bene a recuperare questo libro, se non l'avete detto.

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