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BRENDA JOYCE: Lezioni di galateo

TITOLO: Lezioni di galateo
AUTRICE: Brenda Joyce
TITOLO ORIGINALE: A Lady At Last
USCITA ITALIANA: GRS Special 101, settembre 2008
GIUDIZIO PERSONALE: SUFFICIENTE
Caraibi – Londra, 1820
Per salvare il padre condannato al patibolo, la bellissima Amanda Carre, detta La Sauvage, arriva persino a offrire il proprio corpo al dell'isola in cambio della grazia. Solo l'intervento di un affascinante corsaro inglese, Cliff de Warenne, presente per caso alla scena, le impedisce di rovinarsi, ed è proprio a lui che Rodney Carre affida la figlia, chiedendogli di accompagnarla a Londra e di aiutarla a trovare la madre che lei non ha mai conosciuto. Cresciuta su una nve pirata, Amanda però non sa nulla di etichetta e galateo, e durante il lungo viaggio Cliff si rende conto che l'unico modo per consentirle di frequentare l'alta società – è diventare il su tutore, insegnarle le buone maniere e infine trovarle un marito adeguato. Ma resistere alla passione si fa sempre più difficile, e quando Amanda, diventata ormai una vera lady, debutta in società...
Nuovo volume della lunga serie de Warenne di Brenda Joyce, anche in questo caso un romanzo molto complesso e ben sviluppato.
TRAMA
Il capitano Cliff de Warenne si trova a dover assistere all'impiccagione del famoso pirata Rodney Carre e si sente in dovere di proteggerne la figlia, Amanda Carre, e di portarla con sé in Inghilterra dove spera di affidarla alla nobile madre. Per poter presentare la ragazza all'Alta Società londinese è necessario che lei cambi comportamento e si affini nei modi. Durante questa fase preparatoria, l'attrazione tra i due è fortissima, nonostante Cliff ci tenga a ricoprire scrupolosamente il ruolo di tutore.
PERSONAGGI
Cliff è un altro degli affascinanti de Warenne. Rispetto ai fratelli e fratellastri che lo hanno preceduto è meno duro ma più avventato. Ha lasciato da ragazzo la famiglia per costruirsi il proprio avvenire in mare; è famoso per essere un libertino, ma proprio ora con Amanda vuole fare la cosa giusta e cerca di resistere continuamente alla tentazione. È un po' restio ad ammettere il suo amore ma non è del tutto ottuso, non è quel tipo di eroe che si intestardisce a negare l'evidenza.
Amanda è la classica ragazza un po' selvaggia che si deve pettinare le piume ed è destinata a diventare una gran dama. Ha quella ingenuità di chi ha vissuto senza troppe regole e restrinzioni e non conosce infingimenti. Per fortuna trova nei de Warenne in generale una famiglia che la accetta per quello che è, apprezzandone anche lo spirito originale. È disperatamente innamorata di Cliff e non si vergogna di usare qualsiasi mezzo per poterlo sedurre, in questo senso ribalta il classico rapporto tutore – pupilla, perché lei non è assolutamente vittima.
STILE
La Joyce è assolutamente la creatrice di grandi trame, questa forse non spicca particolarmente per originalità nè ci sono particolari colpi di scena. Devo dire che rispetto agli altri libri della serie ho faticato un po' di più a portarlo avanti perchè ha un ritmo piuttosto lento che non mi ha particolarmente catturata. Quello che continuo ad apprezzare in questa autrice è la costruzione dei dialoghi che sono molto realistici, a volte dotati di quel filo di ironia e umorismo che ti rendono piacevoli i personaggi.
Non bellissimo, ma necessario per completare una bella serie.

SERIE DE WARENNE
  • The Conqueror
  • Promise of the Rose

  • La sposa americana
  • Ballo in maschera
  • La scelta di Eleanor
  • Lezioni di galateo
  • The Perfect Bride
  • A Dangerous Love

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PAMELA CLARE: Proibito

TITOLO: Proibito
AUTRICE: Pamela Clare
TITOLO ORIGINALE: Carnal Gift
USCITA ITALIANA: Originali Euroclub
GIUDIZIO PERSONALE: INSUFFICIENTE
Concessa in dono a un ospite giunto da lontano. La bellissima Brighid non riusciva a crederci: il perfido conte signore della tenuta voleva regalare via il suo corpo e la sua verginità, come se fosse stata un animale. D'altra parte, cosa c'era da aspettarsi dagli usurpatori inglesi? Da quando avevano conquistato il bel suolo irlandese, tutto era cambiato, e ben in peggio. Brighid li odiava dal profondo del cuore. Tutti. Indistintamente. Anche lo splendido cavaliere che aveva difeso la sua gente dalla prepotenza del conte e che aveva salvato la vita a suo fratello. Lo splendido cavaliere a cui era stata offerta come pegno di amicizia. E che non la voleva prendere... Sola con lui nella sala del castello, la giovane scopre che il magnifico Jamie non ha alcuna intenzione di profanarla, non la vuole, farà soltanto un po' di scena con qualche bacio per tenere buono il conte che li osserva. E scopre anche che quei baci, quelle carezze, non le bastano, le risvegliano dentro qualcosa di atavico e sconvolgente, a cui non sa dare un nome. Brighid vorrebbe andarsene, dimenticare, ma il suo destino è ormai intrecciato a quello del meraviglioso straniero. Così non le resta che imparare, giorno dopo giorno, che non tutti gli inglesi sono uguali. E che la linea che separa odio e passione è a volte pericolosamente sottile...
Ho avuto l'impressione che questo romanzo fosse un'accozzaglia di un po' di tutto gestito malissimo.
TRAMA
Si parte da un'ambientazione molto carina perché siamo in Irlanda nel '700 e c'è la questione dei difficili rapporti tra la gente del luogo e gli inglesi invasori. In maniera particolare il conte locale sta vessando particolarmente i suoi coloni. In maniera particolare, Brighid Ni Maelsechnaill subisce delle sgradite avances e addirittura viene offerta all'amico Jamie Blackwell, che invece di approfittare di lei cerca di proteggerla, ma si ritroverà in grave pericolo a causa di questa scelta.
PERSONAGGI
Entrambi i personaggi sono, a mio parere, decisamente freddi, poco sviluppati dal punto di vista psicologico e abbastanza stereotipati.
Jamie Blackwell è un uomo di origini americane ma schieratosi dalla parte degli inglesi. La sua missione è trovare aiuti per le truppe inglesi durante la Guerra Civile. Il suo impegno verrà interrotto nel momento in cui sarà coinvolto nella difesa di Brighin e della sua famiglia. È il classico uomo nobile, forte e coraggioso che è deciso nel trattare la donna ma nello stesso tempo è anche molto dolce. Non è particolarmente memorabile né per l'uno né per l'altro senso.
Brighin è una donna orgogliosa, fiera delle sue origini irlandesi e della suia fede cattolica. Difende in ogni modo la sua dignità di donna, anche in un contesto storico-sociale in cui le donne erano destinate a soccombere.
Anche lei non mi è rimasta assolutamente nel cuore.
STILE
L'autrice è abbastanza brava nello sviluppare la trama, anche scegliendo una ambientazione insolita, l'Irlanda del '700. L'autrice predilige i dialoghi, ha sviluppato decisamente meno la descrizione e la narrazione.
Probabilmente il libro risente negativamente dei tagli subiti, ma ho trovato la trama sviluppata male, in maniera immotivata.

SERIE
SERIE FAMIGLIA BLAKEWELL-KENLEIGH
  • SCHIAVO DEL DESIDERIO
  • PROIBITO
  • RIDE THE FIRE



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MARGARET MOORE: L'ultimo cavaliere

TITOLO: L'ultimo cavaliere
AUTRICE: Margaret Moore
TITOLO ORIGINALE: The Notorious Knight
USCITA ITALIANA: GRS 651, settembre 2008
GIUDIZIO PERSONALE: sufficiente.
Inghilterra, 1204
L'arrivo di Bayard de Boisbaston e del suo seguito al castello di Averette coglie lady Gillian di sorpresa, ma ancora più sconcertante è il contenuto della lettera che il cavaliere le consegna. Adelaide, la sua sorella maggiore che vive a Londra, la informa infatti di essersi sposata, rinnegando il loro comune voto di rimanere nubili. E come se non bastasse, le spiega di aver incaricato Sir Bayard, fratellastro del marito, di proteggerla da una possibile rappresaglia di cui potrebbe essere vittima in quanto è stata scoperta da lei una congiura contro re Giovanni. Lady Gillian, però, lontana dagli intrighi della corte, mal sopporta la presenza di Boisbaston, e il valoroso guerriero, dopo tante sanguinose battaglie, si trova a dover affrontare la più difficile: quella per il cuore della sua dama.
Questo libro prosegue la vicenda iniziata nel precedente La dama e il cavaliere dove era stato sventato un attentato contro re Giovanni Senzaterra. Temendo eventuali ritorsioni contro il castello di Averette, Armand de Boisbaston manda il fratello Bayard de Boisbaston per proteggere la sorella della moglie, Gillian D'Averette.
TRAMA
La trama è ben sviluppata e articolata e caratterizzata da molti aspetti: dallo svilupparsi della storia d'amore tra i protagonisti, al rapporto tra i nuovi soldati arrivati e la gente del posto e, naturalmente, il dipanarsi del mistero degli attentatori. Non c'è nulla lasciato al mistero: sappiamo chi sono i buoni e chi sono i cattivi, anche se ci sono personaggi che si evolvono nel corso della vicenda. Non ho particolarmente apprezzato lo svilupparsi della vicenda d'amore perché ho avuto la sensazione che la dichiarazione d'amore sia arrivata un po' troppo improvvisamente.
PERSONAGGI
Entrambi i personaggi hanno una costruzione psicologica un po' superficiale, non ci sono grandi motivazioni ai loro atteggiamenti se non in qualche riferimento a genitori particolarmente severi che hanno rafforzato i legami con i rispettivi fratelli.
Bayard è un uomo dolce e compassionevole, ha questa fama di essere un grande seduttore, ma di tutto ciò non si dà conto nel nostro libro perché lui si sa tenere ben lontano da qualsiasi tentazione e si innamora molto seriamente di una donna non particolarmente appariscente per bellezza.
Gillian è la meno bella delle sorelle, ma quella che ha maggiormente il piglio direttivo. Ha gestito molto bene il castello di Averette e non vuole rinunciare alle sue prerogative e alla sua indipendenza. All'inizio tratta malissimo Bayard, ma poi si rende conto che lui la rispetta e che merita il suo rispetto. Nessuno dei due protagonisti, però, è un personaggio che entra nel cuore della lettrice.
STILE
Autrice di grandi esperienza, molto abile nel ricostruire il medioevo della Guerra dei Cent'anni, molto brava nelle descrizioni, dialoghi molto più limitati. Mi piace il modo di ricostruire l'intera comunità del castello dando spazio anche a figure minori, in modo da rendere la descrizione molto più viva.
Lettura piacevole, ma non eccezionale.





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