domenica 25 aprile 2021

KAREN MARIE MONING: Highlander. Amori nel tempo

 

Per lei supererà la barriera dello spazio e del tempo, perché nulla potrà impedirgli di conquistarla, di stringerla a sé in un abbraccio eterno.

Hawk è un predatore leggendario, invincibile sul campo di battaglia quanto nelle camere delle dame di tutto il Regno. Nessuna donna è in grado di ignorarne il fascino, ma mai nessuna è riuscita a scalfire il suo cuore… Finché un mago assetato di vendetta non trasporta Adrienne de Simone dalla Seattle del Ventesimo secolo alla Scozia medievale. Prigioniera di un secolo troppo distante da lei, con la sua intraprendenza e i suoi modi diretti, Adrienne diverrà la sfida più ardua che Hawk abbia mai affrontato. E quando i due vengono costretti a sposarsi, Adrienne si ripromette di tenerlo a debita distanza… Ma lui le ha sussurrato che presto non potrà fare a meno di pronunciare il suo nome nel buio nella notte, e questa volta lei dovrà ricredersi, perché anche nel più duro dei predatori può celarsi la premessa di una felicità sconfinata. Per assaporarla insieme dovranno vincere le ultime resistenze che stringono i loro cuori.


domenica 18 aprile 2021

LAURA MANCINELLI: I dodici abati di Challant. Il miracolo di Santa Odilia. Gli occhi dell’imperatore

 

Sospesi tra storia e invenzione in un Medioevo che sembra vero, sono qui raccolti in un unico volume tre romanzi di Laura Mancinelli, in cui l’autrice approda a una visione fantastica e ironica della tradizione e della società medievale. I dodici abati di Challant, dove, in una cornice di ironia mondana e gaudente, dodici monaci ricevono l’incarico di sorvegliare un feudatario che eredita un castello con la clausola di mantenere fede a un maligno voto di castità. Il miracolo di Santa Odilia, immagine della vita che si afferma in chiave religiosa, ma non trascendente, attraverso la storia di due Odilie: la prima devota e pia, la seconda giovane e bella. E infine, conclusione ideale di questa metafora, Gli occhi dell’imperatore, dove una contessa piemontese, un cavaliere musico-poeta e l’imperatore Federico II, ormai prossimo alla morte partecipano a un affascinante percorso di avventure e sentimenti, che è anche un intreccio di entusiasmo, rassegnazione e senso del destino.

Laura Mancinelli è stata una docente di letteratura tedesca, ha scritto diversi testi di analisi letteraria, ma anche narrativa di ambientazione medievale. Questo libro, in particolare, raccoglie tre racconti lunghi pubblicati tra la metà degli anni ’80 e la metà degli anni ’90.

Ogni racconto presenta dei personaggi tipici del mondo e della letteratura medievale. Ogni racconto dà l’opportunità di analizzare questi tipi umani. Si va dal signore del castello, alla dama, al menestrello/trovatore, al chierico, al filosofo aristotelico… Nel secondo racconto, in particolare, si analizza il mondo monastico, il tema del miracolo e della sacra reliquia. Sono tutti temi che chi ha studiato storia/letteratura medievale conosce molto bene.

Innanzitutto bisogna dire qualcosa sulla forma letteraria prescelta: si tratta di un racconto lungo che dà l’opportunità di sviluppare delle trame, un po’ meno i personaggi. Forse non era proprio nelle intenzioni dell’autrice sviluppare delle psicologie quanto dei tipi umani che caratterizzano il mondo medievale. Passando nello specifico allo stile letterario, esso si differenzia da racconto a racconto: mentre nel primo si nota la volontà di riprodurre la parlata, lo stile, il periodare di un testo antico, anche se questo non viene fatto in maniera costante, negli altri racconti il richiamo al passato avviene attraverso l’inserimento di versi di ballate, canzoni, cioè forme poetiche del periodo storico di riferimento.

Mi è piaciuto? Non molto. Innanzitutto perché difficilmente un racconto, anche se lungo, mi dà soddisfazione, non riesco quasi mai ad apprezzare in pieno storia e personaggi. A questo si aggiunge che in questo caso le storie mi sono sembrate solo uno spunto per far conoscere aspetti della vita medievale, senza dare particolare attenzione alla costruzione della trama. Forse possono essere degli spunti per parlare con gli studenti di storia  e letteratura medievale in maniera poco impegnativa, ma per il resto mi è piaciuto poco.


domenica 11 aprile 2021

DANIEL GLATTAUER: Le ho mai raccontato del vento del Nord

 

Un’e-mail all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l’impaccio iniziale, tra Emmi Rothner – 34 anni, sposa e madre irreprensibili dei due figli del marito – e Leo Leike – psicolinguista reduce dall’ennesimo fallimento sentimentale – si instaura un’amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da staccare di reciproca ironia, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo epistolare dell’era Internet, Le ho mai raccontato del vento del Nord descrive la nascita del legame intenso tra Emma e Leo: un amore nato solo con le parole può mai sopravvivere a un vero incontro?

Questo credo sia il romanzo di Daniel Glattauer, un autore viennese, che ha avuto grande successo. Io lo avevo comprato tempo fa e tenuto da parte ed ora è arrivato il suo turno. La trama è abbastanza banale: si tratta di una relazione virtuale/extraconiugale a mezzo e-mail, strumento abbastanza probabile per l’ambientazione di qualche anno fa.

Si può dire che ci sono due protagonisti: Leo ed Emmi che si incontrano fortuitamente per una e-mail mandata per errore e da quel momento scambiano e condividono pensieri, frustrazioni, stuzzicandosi a vicenda. Ho trovato soprattutto Emma di un’insopportabile… Probabilmente doveva essere esattamente così, poiché è una donna frustrata e repressa che diventa sempre più petulante man mano che le sue incertezze aumentano e le sue insicurezze la tormentano sempre più. Leo mi è sembrato un po’ più riuscito, equilibrato e nello stesso tempo realistico.

Il tema è quello eterno: ossia il triangolo, il tradimento virtuale. L’eterna domanda se il tradimento è tale anche se non consumato.

Lo stile è molto particolare perché il testo è fatto dalle mail che i due si scambiano. Quindi la narrazione  risulta prevalentemente “dialogata”, spezzata quindi; trovavo irritante la notazione del tempo passato tra una mail e l’altra (ma, per carità, capisco anche il realismo di questa scelta). Naturalmente mi sono mancate le narrazioni e le riflessioni. Qui e là sono presenti alcune pagine più articolate in cui i due personaggi esprimo più diffusamente il loro punto di vista, ma questa prosa spezzettata non mi è molto piaciuta.

Arriviamo al punto, ho trovato del tutto irritante questo libro. La storia, abbastanza trita, poteva avere un suo aspetto di modernità, dato proprio dal fatto che era sviluppato sulla base di un canale comunicativo diverso. Ma ho capito di essere poco propensa a queste formule innovative, preferisco il mio  classico romanzo dalla prosa fluida e avvolgente. Ma ciò che mi ha irritata maggiormente è stata Emma con il suo tono insistente e petulante di chi dovrebbe essere più accorta e invece insiste per portare avanti la “relazione”. Credo che l’amore possa nascere anche in contesti insoliti, tra persone che non si sono mai viste ma che hanno condiviso i loro pensieri più intimi, però ritengo che tutto ciò in questo libro non sia stato effettivamente descritto.