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BEVERLY JENKINS: Intrigo d'amore

TITOLO: Intrigo d'amore
AUTRICE: Beverly Jenkins
TITOLO ORIGINALE: Winds of the Storm
USCITA ITALIANA: I Romanzi Passione 9, marzo 2008
Guerra di Secessione: Zahra Lafayette, celandosi sotto il nome di battaglia "Farfalla", si è guadagnata una fama leggendaria. Finite le ostilità, le viene affidato un altro incarico: vestire i panni della tenutaria di un bordello a New Orleans, per indagare sul famigerato Ku Klux Klan. E nella pittoresca città incontrerà una vecchia conoscenza, l'affascinante Archer Le Veq. Nascosta dietro una maschera, Zahra si lascerà andare a un'ardente passione, senza sapere che, come Farfalla, aveva già conquistato il cuore di Archer.
Questo libro è stata un'enorme sorpresa, da un po' di tempo a questa parte non restavo così incantata e catturata da una storia che stavo leggendo. A questo punto posso dire che mi dispiaccia il fatto che questa autrice non sia stata più pubblicata da Mondadori perché è una bella novità.
La trama è molto particolare. Inizia nel 1863 al tempo della Guerra di Secessione quando Zahra Lafayette, spia nota con il nome di "Farfalla", libera il prigioniero Archer Le Veq. Alcuni anni dopo, quando la liberazione degli schiavi neri, sancita dal 13esimo Emendamento, viene messa a dura prova dalle azioni di gruppi, come quella del Ku Klux Klan che perseguitano i neri liberati. Per questo motivo la Farfalla torna in azione, nei panni della tenutaria di un bordello, Lady Domino, a New Orleans. Qui ritrova Archer, ricco proprietario di un albergo. Tra di loro la passione scoppia immediata, anche quando non si fidano ancora reciprocamente e alla fine lotteranno insieme per una causa comune. Di questo libro mi è piaciuto:

  • Innanzitutto, la trama che per me è stata sorprendente, una piacevole boccata d'aria fresca, qualcosa di completamente diversa dai soliti romance storici. L'ambientazione americana è poco seguita e ancora di più quella relativa alla Guerra di Secessione, strano, visto che è un grande momento della storia americana, mentre invece si è più appassionati all'epopea del Far West. Ancora più originale è la presenza di protagonisti afroamericani che lottano contro la discriminazione razziale. Per la prima volta, a mi esperienza, la rete di spie non si occupa di Napoleone, ma di sgominare delle associazioni con l'intento di colpire la razza e quei politici che si occupano dei loro diritti.
  • A questo aggiungo che la ricostruzione storica è particolarmente attenta e puntuale. Molte volte negli storici, le autrici introducono dei dati storici con un atteggiamento meramente didascalico. In questo caso le conoscenze del periodo, frutto di un attento studio e ricostruzione, sono inserite, qui e là, in maniera appropriata e senza appesantire il racconto. In maniera particolare, mi ha molto colpita la ricostruzione di New Orleans, soprattutto perché avevo sotto gli occhi le immagini della città distrutta da Katrina. Alla fine del libro, l'autrice rivela di aver scritto il libro proprio nei giorni dell'uragano che ha devastato la sua città. Della ricostruzione storica, mi ha sorpresa soprattutto scoprire che esisteva anche tra i neri una sorta di "aristocrazia" formata da persone che si sono arricchite dopo la liberazione o che avevano delle origini legate ad antiche famiglie locali.
  • Archer è proprio un rappresentante di una grande e potente famiglia della città. Egli è un albergatore, ricco, affascinante. In effetti, tutte queste prerogative fanno un po' dimenticare che si tratti di un nero d'America. Comunque, io lo immaginavo tipo Denzel Washington. Al di là della grande fisicità è un uomo malizioso, provocatore, biricchino, poco propendo all'amore perché teme di soffrire. All'inizio il suo approccio con Zahra è un po' una sfida, ma poi diventa per lui qualcosa di essenziale. La sua psicologia non è particolarmente sviluppata, ma è un personaggio molto piacevole proprio per questo aspetto da simpatica canaglia.
  • Zahra è una ragazza dal passato difficile. E' di origini umili, ha fatto il suo dovere nei confronti della causa della liberazione della sua gente. Le grandi speranze che aveva riposto nell'esito della guerra sono state deluse, i suoi genitori sono stati costretti a tornare nella Palude, dove la vita è particolarmente difficile. Richiamata a prestare il suo servizio lo accetta coraggiosamente. Il suo incarico le risulta meno pesante del previsto, soprattutto quando coinvolge Archer e la sua numerosa, chiassosa ma ossequiosa famiglia. Zahra è terrorizzata dal dover rivelare la sua identità ad Archer perché teme soprattutto le differenze socio-economiche tra la sua e la famiglia di Archer.  E' bloccata dal senso di inferiorità, ma anche dalla poco convinzione di poter far innamorare di sé Archer.
  • Infine, ho molto apprezzato lo stile dell'autrice, sapientemente bilanciato tra ricostruzione storica, azione, descrizione e dialoghi. In maniera particolare mi sono piaciuti moltissimo i dialoghi, sempre vivaci, maliziosi e realistici. Così come mi è piaciuta anche la caratterizzazione dei personaggi secondari che fanno da sfondo alla vicenda, ma in modo attivo. Soprattutto tutti loro, chi più chi meno, dalle prostitute di Lady Domino, al cocchiere Alfred, alla madre di Archer, Juliana, ai suoi fratelli, alle altre spie, hanno ciascuno qualche particolare che li rende unici e interessanti.
Un libro davvero meraviglioso e spererei di poter leggere altro di questa autrice.
SERIE FRATELLI LE VEQ
  • TROUGH THE STORM
  • INTRIGO D'AMORE

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STEFANO PIEDIMONTE: Nel nome dello zio

Lo Zio è un boss della camorra, lucido, spietato, con un grande talento imprenditoriale. Un leader e un affarista noto, due doti decisive nei Quartieri Spagnoli. Ha però una fatale debolezza: il Grande Fratello. Non si perde una puntata del GF neanche quando è costretto a vivere in latitanza, braccato dall'agente di polizia Woody Alien, così soprannominato per la bruttezza intellettualoide, che potrebbe incastrarlo grazie a un misterioso informatore. Allora i guaglioni dello Zio - i cinque "mostri" Alberto o' Malamente, Germano Spic e Span, Sandruccio la Zitella, Pasquale Bruciulì e Biagio o' Femminiello - arruolano un "bravo ragazzo" per mandargli un messaggio dalla Casa: il pusher Anthony, ventenne incensurato, ma in compenso lampadato e depilato. Dopo un estenuante addestramento, Anthony riesce a superare il provino ed entra nel cast. E sarà proprio lui a dare il colpo di... scena.
Con una scrittura plastica e uno humour paradossale, Stefano Piedimonte ha trovato un modo speciale di raccontare una realtà dura come quella napoletana: restiuisce operai e manager del crimine ai loro gesti, ai loro tic, al loro linguaggio, alla loro infernale quotidianità, e proprio per questo li colpisce nel vivo.
Questo autore ho trovato un modo molto originale per parlare di criminalità organizzata: quello di farcela apparire sorprendentemente vicina e simile. Dietro tutti questi personaggi grottescamente descritti si celano figure stranamente e drammaticamente familiari, la criminalità, con le sue regole, i suoi codici, ma anche le sue piccole abitudini assomiglia a tanta realtà che ci circonda.
Come altro descrivere il giovane Anthony che dissipa la sua vita dietro guadagni facili, che non riesce a concepire una vita diversa, anche perché cresciuto in una realtà che non conosce altro? Quali sono i suoi orizzonti culturali? Quelli basati solo su un certo tipo di immagini e un'idea delle apparenze che non è frutto solo dell'appartenenza a una ben precisa realtà criminale. In fondo la sua immagine non è molto diversa da quella offerta e spacciata come vincente da certi mezzi di comunicazione. In fondo Anthony sembra riprodurre in piccolo la figura di Fabrizio Corona, e lui, come tanti altri, è indotto a mitizzare certi stereotipi, soprattutto perchè ha un background culturale che definire fragile è già troppo.
Dall'altra parte abbiamo l'immagine grottesca, quasi ridicola, della Camorra che non ha però l'effetto di renderla meno pericolosa e quasi umana. Lo Zio, da tutti conosciuto per la sua spietatezza, diventa ridicolo davanti a uno schermo che trasmette le immagini del Grande Fratello e si innamora della presentatrice. La sua sfrenata passione lo trascina nel pericolo (e questo non è molto diverso da quel boss catturato per aver ordinato una pizza!). La moglie che lo denuncia solo perché mossa dalla gelosia, mica per senso di giustizia. Il tutto riduce questi uomini a delle figure così meschine che non possono essere assolutamente oggetto di mitizzazione.
Il libro si caratterizza, soprattutto nella prima parte, per un umorismo davvero fortissimo e quasi spiazzante, godibilissimo da leggere.
Il finale lascia una certa amarezza in bocca.

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PAOLA PICASSO: Il pirata misterioso

TITOLO: Il pirata misterioso
AUTRICE: Paola Picasso
USCITA ITALIANA: I Romanzi Mondadori 805, marzo 2008
GIUDIZIO PERSONALE 1/5
UNA DEBUTTANTE PER LO SPARVIERO DEI MARI
Durante una vacanza nel castello del suo futuro marito, la bellissima Violet Roquefort viene rapita dal Cavaliere Nero, un misterioso pirata le cui avventure tengono banco nei salotti di tutta Londra. Hidalgo, questo il suo nome, porta la prigioniera sulla sua isola. Dove si rivela per quello che in realtà è: un affascinante e raffinato gentiluomo. Ma l'amore travolgente che nasce tra loro è anche una minaccia per il grande segreto che Hidalgo custodisce. Potrà il nobile pirata rinunciare a Violet?
Che libro orribile! Non mi faccio fermare nelle mie recensioni dalla solidarietà per un'autrice italiana, non me ne importa proprio. Questo è il primo libro di questa autrice che leggo e, francamente, al momento non mi verrebbe proprio voglia di leggerne un altro. Provo a riassumervi la trama che, comunque, a mio parere, è del tutto inconsistente. 
Siamo in Inghilterra nel 1825 e una delle splendide debuttanti dell'anno, Violet Roquefort viene corteggiata da Edward Blackwood. Nonostante la famiglia, anche per motivi economici, cerchi di convincerla ad accettare questa corte, lei non è del tutto convinta, soprattutto perché c'è nel ragazzo qualcosa che non la convince. E' una ragazza che aspira alla libertà e a fare nella vita qualcosa che vada oltre al ruolo di moglie e madre. Durante la Stagione si imbatte più volte in un misterioso cavaliere che viene chiamato il Cavaliere Nero e che tutti dicono sia un pirata. Quest'uomo la salva e la stuzzica. Finché la rapisce...
Di questo libro non mi è piaciuto:
  • E' di una lentezza esasperante, ma non nel senso che si dilunga, anzi per molti versi è del tutto superficiale, ma perché a metà libro non è sostanzialmente successo nulla. Seguiamo semplicemente Violet alle prese con i suoi corteggiatori quando vorrebbe essere da tutt'altra parte. Il protagonista maschile appare solo di sfuggita. Non che nella seconda metà la storia decolli, ma almeno vediamo i protagonisti interagire.
  • E' un libro assolutamente prevedibile, già alla sua prima apparizione capiamo che Hidalgo altri non è che Damien Blackwood che si sarebbe salvato dall'attentato del fratello e il cui corpo sarebbe scomparso senza che gli altri famigliari si preoccupassero di cercarlo e che, una volta guarito dalle ferite, non sarebbe tornato a casa a reclamare i propri diritti solo per non creare uno scandalo. Già così si capisce che, oltre che prevedibile, questo libro è anche completamente assurdo.
  • Violet è una protagonista noiosa e inconsistente: dovrebbe essere moderna e indipendente ma poi sembra piuttosto conformista. Più che altro possiamo dire che è un personaggio poco sviluppato. L'autrice ha solo creato l'azione si è poco disturbata di farci capire qualcosa della psiche dei suoi personaggi.
  • Hidalgo: una cosa sola posso dire, non pervenuto!
Di questo libro mi è piaciuto:
  • Mi è piaciuto il fatto che fosse abbastanza breve (200 pagine)! Già così è stato piuttosto difficile finirlo, figurarsi se fosse stato più lungo.
Orrendo, scartatelo!

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TITOLO: Un nome dal passato
AUTRICE: Maria Masella
USCITA ITALIANA: I Romanzi 1018, settembre 2012
L'AMORE PUO' GUARIRE DAI RICORDI DEL PASSATO
Dopo anni di lontananza in Inghilterra, Marco Morante ha accantonato i contrasti con il padre, proprietario terriero, e sta facendo ritorno nella tenuta di famiglia. Di passaggio a Genova, del tutto casualmente si imbatte una prima volta in Lisa, bella e misteriosa, e quando la ritrova in casa di conoscenti come parente povera, non può negare di sentirsene attratto. Ma lei è sconvolta da quell'incontro, che le ha risvegliato i ricordi dolorosi, e cerca di tenersi lontana da lui. Saranno poi bizzarre circostanze, e un'audace proposta di Marco che potrebbe renderla indipendente, a spingerla ad abbandonare la vita grigia in cui si era rifugiata. E ad aprirsi alla speranza di un amore...
Maria Masella è una brava autrice italiana che propone una buona storia, di sicuro ha dalla sua la capacità di creare storie sempre abbastanza nuove e originali.
Come è per lei classico, questa storia è ambientata a Genova nel periodo Risorgimentale. Il protagonista Marco Morante sta tornando in Italia  dall'Inghilterra, dove si era rifugiato dopo un furioso litigio con il padre. Ad un ricevimento ha intravisto una donna bellissima che ha, poi, ritrovato a casa di amici nel ruolo di parente povera. La fanciulla pare inaccessibile e le situazioni della vita li hanno allontanati. Lisa Cecchi, infatti, nonostante tenti di passare sempre inosservata, ha dalla sua una straordinaria bellezza che la mette in cattive situazioni. Per questo viene cacciata dai parenti che l'hanno ospitata, deve trovarsi un lavoro, anche come ricamatrice. Alla fine, a causa di grandi difficoltà, deve accettare la bizzarra proposta di Marco di fingersi sua moglie. Quini lo segue nella tenuta della sua famiglia...
Di questo libro non mi è piaciuto:
  • Ci sono certi passaggi della trama che mi sono sembrati un po' ingenui: certi salti senza una precisa spiegazione, certe premesse non ben sviluppate. Faccio un esempio, quando Lisa conosce Marco è molto preoccupato per il suo cognome, perché gli ricorda brutti momenti del suo passato e un senso di colpa, ma poi questo elemento scompare per poi riaffiorare alla fine. Oppure, troppe strane coincidenze di personaggi che si rincontrano un po' troppo casualmente e provvidenzialmente.
  • Lisa è, secondo me, una protagonista femminile un po' insipida: è il classico personaggio che si fa troppo trascinare supinamente dagli eventi, in balia delle decisioni altrui. E' la parente povera che cerca di scomparire nello sfondo, poi viene cacciata e si deve trovare un nuovo lavoro, poi accetta la proposta di Marco e si fa sballottare un po' qua un po là, accettando le sue condizioni, i suoi limiti, imponendosene altri per un suo spirito masochistico. Sicuramente non è quella tipologia di personaggio che mi piace di più, anche se potrebbe risultare più storicamente attendibile di altri personaggi.
Di questo romanzo mi è piaciuto:
  • L'idea generale della trama, il tema del matrimonio finto, con tutti gli imbarazzi, i fraintendimenti che il tema può condurre. Non è un filone particolarmente seguito, anche se è uno spunto già visto e molto interessante. Certo, è un po' ingenuo da parte di Marco, pensare di risolvere i suoi problemi proponendo al padre una moglie finta senza chiedersi cosa questo gli comporterà, ma è una scelta foriera di conseguenze interessanti e anche divertenti, soprattutto nel vedere come i personaggi secondari controllino e studino la coppia.
  • Marco è un personaggio che mi è piaciuto abbastanza perché è un uomo orgoglioso, testardo e un po' incosciente nel cacciarsi in una situazione senza via d'uscita. Ha anche dei momenti di durezza, nei confronti della protagonista, ma non è mai un uomo duro e spietato nei confronti di Lisa. Al contrario, anche dopo aver rifiutato il sentimento, si sente costretto a rivelare per primo a Lisa i suoi sentimenti e, soprattutto, i dubbi durano nella sua mente solo per una frazione di secondo e poi ritorna a credere nella sua donna.
  • Posso dire che i motivi che separano i protagonisti sono abbastanza credibili; per lo meno anche adatti per il periodo in cui è ambientata. Lisa, infatti, non si ritiene degna di Marco innanzitutto perché non è arrivata vergine alla loro prima notte di nozze, e per il tempo questa doveva essere una grande vergogna, ma soprattutto perché sentiva di avere sulla coscienza la vita del fratello di Marco, morto, secondo lei, per difendere il suo onore. Così invece non era (altra svolta della trama gestita un po' semplicisticamente).
Nel complesso, un libro nella media, non imperdibile ma leggibile.



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DENISE LYNN: La spada del Falco


TITOLO: La spada del Falco
AUTRICE: Denise Lynn
TITOLO ORIGINALE: Falcon's Heart
USCITA ITALIANA: GRS 622 febbraio 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
Inghilterra – Francia, 1143
Quando Bryce di Ashforde trova tra le macerie del suo castello, distrutto da un terribile incendio, una spada sulla cui lama è inciso un falcone, intuisce immediatamente che il responsabile di quella tragedia non può essere altri che il temibile Rhys di Faucon. Per vendicarsi, decide dunque di rapire la giovane sorella del conte, Marianne, e di restituirla al fratello dopo aver finto di liberarla, in modo da ottenere la sua eterna riconoscenza. Il piano è apparentemente perfetto, ma qualcosa non va per il verso giusto e Bryce, dopo essersi visto portar via la fanciulla da sotto il naso, si ritrova a volerla salvare dai malviventi che l'hanno catturata e a riportarla al Castello di Faucon. E durante il viaggio...
Un libro davvero delizioso! Senza nessuna grandissima pretesa, ma gestito dall'autrice in maniera lineare, accattivante, sapendo toccare i tasti giusti.
Si tratta di un medievale molto tradizionale con una trama decisamente tradizionale, poco innovativa se volete, ma nella sua semplicità completamente avvincente.
Marianne di Faucon sta scalpitando perché ha ormai raggiunto i 17 anni, tutti i suoi fratelli si sono sposati (nei libri precedenti della serie) e lei assiste ai loro felici matrimoni, desiderando di avere la stessa opportunità. Per questo motivo una sera, in preda al nervosismo, esce dal castello e viene rapita da una banda di briganti che la portano dalla Normandia in Inghilterra. Lì viene liberata dal Conte Bryce di Ashforde che la vince ai dadi. Il loro incontro, in realtà, non è proprio casuale perché Brice ha lasciato il suo castello, distrutto, dove ha trovato una spada appartenente ai Faucon e ora medita vendetta contro di loro. Per questo intende portare con sé Marianne, far finta di averla salvata, guadagnarsi la fiducia di Rhys di Faucon per poi vendicarsi. Ma, naturalmente, durante il viaggio, i due protagonisti si innamorano e i piani si polverizzano.
Di questo romanzo mi è piaciuto:
  • Marianne è una ragazza, come ne abbiamo viste altre nei romance, probabilmente anche irreale per il Medioevo, ma è sicuramente una fanciulla che attira la simpatia della lettrice. Non ha nessuna pretesa di essere indipendente, libera di fare quel che vuole. Lei desidera semplicemente avere un marito, in realtà si affiderebbe anche alla scelta del fratello maggiore, ma questi ha rifiutato molte proposte perché è geloso della sorella. La sua attenzione viene subito attirata da Bryce e ne è anche attirata, ma non ha quella pretesa di dichiararsi innamorata dopo un paio d'ore di conoscenza, anzi continua a chiedersi se si tratta solo di attrazione o vero amore. Forse è troppo libera di andare e venire, di vestirsi da guerriero, ma è un personaggio molto accattivante.
  • Bryce, dall'altra parte, è un cavaliere fiero e coraggioso. È un uomo che si è costruito da solo la sua fortuna, si è guadagnato il titolo di Conte e una terra. Per questo, quando vede il suo sogno sfumare in cenere, medita la più feroce vendetta. Però è un uomo buono, infatti non è assolutamente un eroe alfa, e non riesce ad approfittarsi di Marianne. Anzi, tende assolutamente a proteggerla, anche da se stessa a volte. Ha una capacità di dire delle parole dolcissime, non ha remore a rivelare i suoi sentimenti. In più è bello e forte. Sarebbe un eroe da sogno!
  • Mi sono piaciuti troppo i tre fratelli Faucon, Rhys, Darius e Gareth, protagonisti dei tre precedenti libri della serie. Sono dei cavalieri forti, rudi, protettivi e gelosi nei confronti della sorella. Da una parte fa tenerezza Rhys che vuole proteggere a tutti i costi la sorella, che non trova nessun uomo degno di lei. Dall'altra gli altri due fratelli sono generosi nell'aiutarla a vivere la sua storia d'amore, fanno troppa tenerezza. Mi è piaciuto in maniera particolare quando Darius dice a Bryce che i Falconi si accoppiano per la vita, ammonendolo a rispettare la sorella, ma poi li lascia per far vivere loro la loro notte d'amore.
  • Mi piace molto lo stile dell'autrice, abile nel saper coniugare pagine di alto romanticismo (“Niente di tutto ciò è giusto. Non è giusto che non ci siamo incontrati in altre circostanze; non è giusto che io ti faccia del male; non è giusto che tu mi abbia rubato il cuore e che io non possa fare niente al riguardo. Niente è giusto” - pag 190) con pagine anche divertenti, di azione.
Non mi aspettavo granché, invece mi ha sorpresa. Consigliato!

Serie “Falcon”
  • Il falco e la leonessa
  • Il drago d’ametista
  • I segreti di Thornson
  • La spada del Falco



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MARY NICHOLS: La contessina ribelle


TITOLO: La contessina ribelle
AUTRICE: Mary Nichols
TITOLO ORIGINALE: Working Man, Society Bride
USCITA ITALIANA: GRS 621, febbraio 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 1/5
Inghilterra, 1844
Inarrestabile come il progresso, la ferrovia inizia a espandersi nelle campagne inglesi, trasformando per sempre non solo campagne e città, ma anche la vita di coloro che vi abitano. Ed è appunto quando a Luffenham Hall iniziano i lavori per la posa dei binari che Miss Lucinda Vernley incontra finalmente un uomo capace di farle battere forte il cuore. Myles Moorcroft è un operaio alto e muscoloso, dai modi gentili e dal luminoso sorriso, ma di certo non è il marito che i suoi genitori vorrebbero per lei. Eppure Lucy non accetta di piegarsi alle ottuse convenzioni del bel mondo, che le impongono di sposare un nobile suo pari, e coraggiosamente decide di lasciarsi guidare dall'istinto. Ma non ha fatto i conti con il suo autoritario padre, che ha deciso a quale gentiluomo la figlia dovrà concedere la propria mano.
Se cercate un romance appassionante, eccitante, coinvolgente, lasciate perdere questo perchè è assolutamente una noia mortale. Non conoscevo questa autrice, ma sapevo che ha scritto parecchi testi di successo. Sulla base di quello che ho letto, non riesco a capirne la ragione. Spiegare la trama di questo romance è abbastanza facile perché è molto esile. La protagonista, Lucinda Vernley, è quasi fidanzata al giovane nobile Edward Goodridge, anche se non prova per lui particolare trasporto. Quando incontra un giovane manovale che lavora per l'azienda che si occupa della costruzione della linea ferroviaria, ne rimane colpita. Ma un amore per un povero operaio sarebbe inaccettabile per la sua famiglia. In realtà, Myles Moorcroft non è affatto un manovale bensì il figlio del proprietario della società di costruzioni, ma in quanto esponente di una nobiltà recente resta altrettanto sgradito al Conte di Vernley.
Di questo libro mi è piaciuto:
  • Il tema di sottofondo del progresso e della diffusione delle ferrovie, con tutti i cambiamenti, sia di tipo economico che sociale, che porterà. Poteva essere un buono spunto attorno al quale organizzare un romance originale che guardava a un nuovo periodo storico, con nuove caratteristiche. Peccato che questo tema, in realtà, sia stato usato in maniera poco efficace dall'autrice, magari realistico, perché la modernità spaventava la vecchia aristocrazia.
Di questo libro non mi è piaciuto:
  • Lucinda è assolutamente una protagonista inadeguata. Intanto perché si sarebbe innamorata di Myles? Perché questi aveva dei bei muscoli? Ad un certo punto, piuttosto frettolosamente e senza che abbia davvero conosciuto Myles si dichiara innamorata, senza che si sia stato un processo di innamoramento. Di fronte agli ostacoli cosa fa? Doveva essere una protagonista anticonvenzionale perché si innamora nonostante le barriere sociali, quindi dovrebbe essere una ragazza risoluta. Da lei si ha, come reazione, nient'altro che un pianto sconsolato e irritante.
  • Myles può sembrare originale, anche se piuttosto moderno, il rampollo che vuole dimostrare le proprie capacità e di non essere un “raccomandato”, vuole essere amato per quello che è e non per i suoi soldi e per questo si fa passare per un operaio. Questo è l'unico elemento che lo contraddistingue, per il resto è assolutamente opaco, non fa che seguire la protagonista con sguardo adorante, senza fare nulla per imporsi con risolutezza. E poi trovo abbastanza incredibile il modo, quasi filantropico, che ha lui, insieme alla sua famiglia, di condurre la sua società.
  • Ho trovato totalmente assurdi certi dialoghi, condotti in maniera quasi elementare degli scambi di una tale banalità che non sembravano neanche opera di un'autrice con una certa esperienza.
  • In generale, tutto il corso della trama è inverosimile, assurdo e, cosa ancora più grave, noioso.
Un libro che non vedi l'ora di toglierti davanti. Assolutamente sconsigliato.

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