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MARY NICHOLS: La contessina ribelle


TITOLO: La contessina ribelle
AUTRICE: Mary Nichols
TITOLO ORIGINALE: Working Man, Society Bride
USCITA ITALIANA: GRS 621, febbraio 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 1/5
Inghilterra, 1844
Inarrestabile come il progresso, la ferrovia inizia a espandersi nelle campagne inglesi, trasformando per sempre non solo campagne e città, ma anche la vita di coloro che vi abitano. Ed è appunto quando a Luffenham Hall iniziano i lavori per la posa dei binari che Miss Lucinda Vernley incontra finalmente un uomo capace di farle battere forte il cuore. Myles Moorcroft è un operaio alto e muscoloso, dai modi gentili e dal luminoso sorriso, ma di certo non è il marito che i suoi genitori vorrebbero per lei. Eppure Lucy non accetta di piegarsi alle ottuse convenzioni del bel mondo, che le impongono di sposare un nobile suo pari, e coraggiosamente decide di lasciarsi guidare dall'istinto. Ma non ha fatto i conti con il suo autoritario padre, che ha deciso a quale gentiluomo la figlia dovrà concedere la propria mano.
Se cercate un romance appassionante, eccitante, coinvolgente, lasciate perdere questo perchè è assolutamente una noia mortale. Non conoscevo questa autrice, ma sapevo che ha scritto parecchi testi di successo. Sulla base di quello che ho letto, non riesco a capirne la ragione. Spiegare la trama di questo romance è abbastanza facile perché è molto esile. La protagonista, Lucinda Vernley, è quasi fidanzata al giovane nobile Edward Goodridge, anche se non prova per lui particolare trasporto. Quando incontra un giovane manovale che lavora per l'azienda che si occupa della costruzione della linea ferroviaria, ne rimane colpita. Ma un amore per un povero operaio sarebbe inaccettabile per la sua famiglia. In realtà, Myles Moorcroft non è affatto un manovale bensì il figlio del proprietario della società di costruzioni, ma in quanto esponente di una nobiltà recente resta altrettanto sgradito al Conte di Vernley.
Di questo libro mi è piaciuto:
  • Il tema di sottofondo del progresso e della diffusione delle ferrovie, con tutti i cambiamenti, sia di tipo economico che sociale, che porterà. Poteva essere un buono spunto attorno al quale organizzare un romance originale che guardava a un nuovo periodo storico, con nuove caratteristiche. Peccato che questo tema, in realtà, sia stato usato in maniera poco efficace dall'autrice, magari realistico, perché la modernità spaventava la vecchia aristocrazia.
Di questo libro non mi è piaciuto:
  • Lucinda è assolutamente una protagonista inadeguata. Intanto perché si sarebbe innamorata di Myles? Perché questi aveva dei bei muscoli? Ad un certo punto, piuttosto frettolosamente e senza che abbia davvero conosciuto Myles si dichiara innamorata, senza che si sia stato un processo di innamoramento. Di fronte agli ostacoli cosa fa? Doveva essere una protagonista anticonvenzionale perché si innamora nonostante le barriere sociali, quindi dovrebbe essere una ragazza risoluta. Da lei si ha, come reazione, nient'altro che un pianto sconsolato e irritante.
  • Myles può sembrare originale, anche se piuttosto moderno, il rampollo che vuole dimostrare le proprie capacità e di non essere un “raccomandato”, vuole essere amato per quello che è e non per i suoi soldi e per questo si fa passare per un operaio. Questo è l'unico elemento che lo contraddistingue, per il resto è assolutamente opaco, non fa che seguire la protagonista con sguardo adorante, senza fare nulla per imporsi con risolutezza. E poi trovo abbastanza incredibile il modo, quasi filantropico, che ha lui, insieme alla sua famiglia, di condurre la sua società.
  • Ho trovato totalmente assurdi certi dialoghi, condotti in maniera quasi elementare degli scambi di una tale banalità che non sembravano neanche opera di un'autrice con una certa esperienza.
  • In generale, tutto il corso della trama è inverosimile, assurdo e, cosa ancora più grave, noioso.
Un libro che non vedi l'ora di toglierti davanti. Assolutamente sconsigliato.

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