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TORI PHILLIPS: Il rubino

TITOLO: Il rubino
AUTRICE: Tori Phillips
TITOLO ORIGINALE: Halloween Knight
USCITA ITALIANA: GRS Luglio 2001; GRANDI SAGHE 25 giugno 2007
GIUDIZIO PERSONALE:Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
Inghilterra, 1542
Quando Mark Hayward riceve da Sir Brandon Cavendish l’incarico di salvare la figlia, tenuta prigioniera dal cognato a Bodiam Castle, accetta solo per la ricompensa che gli viene promessa. L’incantevole e caparbia Belle Cavendish, tuttavia, si rifiuta di abbandonare il suo castello in mani nemiche. Mentre l’amore nasce furtivo tra i due, a Bodiam iniziano a verificarsi dei misteriosi fenomeni soprannaturali destinati a mettere in fuga il perfido cognato, Mortimer. L’avidità di costui, però, ha la meglio persino sui suoi superstiziosi timori e Mark si ritrova imprigionato con ben poche prospettive di cavarsela. Ma l’ingegnosa Belle…
Prosegue la saga  della famiglia Cavendish, grazie alla quale si ripercorrono gli anni del potere Tudor in Inghilterra. Siamo arrivati alla terza generazione e, cronologicamente, ci troviamo negli ultimi anni del regno di Enrico VIII. Ritroviamo Brandon Cavendish preoccupato per la figlia illegittima LaBelle Cavendish rimasta da poco vedova e tenuta prigioniera dal cognato a Bodiam Castle. Per liberarla, essendo lui momentaneamente impossibilitato a causa di un infortunio, affida l’incarico al suo vecchio scudiero, ora cavaliere di ritorno dall’Irlanda, Mark Leyland Hayward, promettendogli in ricompensa delle terre.
Mark è da sempre stato la vittima degli scherzi e dei dispetti di Belle quando era piccola ma, comunque, le è sempre stato affezionato, quindi si precipita in suo soccorso. Entra a Bodiam spacciandosi per un corteggiatore della terribile Griselda, sorella di Mortimer Fletcher, il perfido cognato che tiene prigioniera Belle. Il cavaliere trova la ragazza in uno stato di prostrazione, tenuta prigioniera con l’unica compagnia di un gatto. Cerca di farla fuggire, ma lei si rifiuta di abbandonare il proprio castello e vuole solo cercare di mandare via Fletcher. I due escogitano un piano piuttosto insolito: faranno credere che il castello è infestato dai fantasmi in maniera tale da far fuggire i superstiziosi Fletcher e Griselda. Inizia qui una sequenza che dovrebbe essere divertente in cui vengono escogitati vari inganni con i protagonisti aiutati da Kit Cavendish, figlio di Brandon e Kat di La rosa d’oro e Jobe, un congolese capitato non ho capito come in Inghilterra. Ho trovato questa parte piuttosto noiosa, ripetitiva e abbastanza assurda, non confacente a un romance in cui siamo abituate a battaglie per la conquista e la presa dei manieri. Nell’ultima parte, quando l’inganno viene scoperto e Mark fatto prigioniero e processato, riemerge un po’ di romance storico sapientemente scritto.
Ho trovato la trama abbastanza improbabile e assurda ma ancora una volta, come già avevo scritto nella recensione de La rosa d’oro mi ha ricordato l’atmosfera di alcune commedie shakespeariano. Questo, però, non basta a farmi piacere la lunga sequenza degli scherzi ai fratelli Fletcher. La scena del processo finale, ad esempio, con Belle travestita da avvocato mi è sembrata un riferimento evidente a un’analoga scena de Il Mercante di Venezia.
I due personaggi principali sono piacevoli, anche se psicologicamente poco tratteggiati: Belle ha vissuto la scoperta della sua natura di figlia illegittima come una grande crisi e una perdita di tutte le sue sicurezze, questo elemento è stato poco approfondito, così come la sua necessità continua di stuzzicare e tormentare Mark. Questi, da parte sua, sembra un debole, continuamente assoggettato al fascino della ragazza, uno che subisce qualsiasi cosa lei gli faccia. E non fa cambiare molto idea qualche velata protesta condotta nel corso del libro.
Resta sempre positivo quell’umorismo tipico dell’autrice che anche qui si presenta, ma in forma meno smagliante del solito. Lo consiglio a chi, come me, sta leggendo tutta la serie, altrimenti è un libro evitabile.

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