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DIANE PERKINS: Contratto di nozze

TITOLO: Contratto di nozze
AUTRICE: Diane Perkins
TITOLO ORIGINALE: The Marriage Bargain
USCITA ITALIANA: I Romanzi 785, ottobre 2007
GIUDIZIO PERSONALE:Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
UN MATRIMONIO PER INTERESSE PUO’ DIVENTARE UN AMORE PER SEMPRE?
Emma Chambers accetta di sposare Spencer Keenan. All’apparenza sembra un ottimo affare per entrambi: Emma otterrà completa libertà, Spencer avrà chi si occuperà della sua tenuta. Ma quando il giovane viene gravemente ferito in un duello, Emma è al suo fianco per assisterlo: la timida fanciulla che ha preso in moglie per convenienza è diventata la donna che ha sempre sognato. Riuscirà ora a convincerla del proprio amore e a farsi concedere una seconda possibilità?
Autrice del tutto nuova per me e romanzo abbastanza coinvolgente nel solco del Regency tradizionale.
La storia prende avvio con una scena di duello in cui il nostro eroe sembra essere stato ferito mortalmente. A questo punto i suoi due migliori amici lo portano nella sua proprietà di campagna dove verrà seppellito nella tomba di famiglia. Qui vive un’ignara moglie che accoglie con sgomento la notizia della dipartita del marito, finché non chiede di vedere un’ultima volta il volto del marito e si scopre che questi è in realtà vivo e stava rischiando di essere sepolto vivo.
Il protagonista è Spencer Keenan conte di Kellworth: era un figlio cadetto che ha ereditato il titolo alla morte del fratello dovuta a un incidente causato da lui. Dopo aver sposato Emma, per sottrarla alle attenzioni indesiderate di suo zio, fugge da tutte le responsabilità del matrimonio e della contea, andando sul Continente a combattere contro Napoleone. Per anni Emma ha dovuto amministrare le proprietà con dei fondi che diventano sempre più esigui, senza che il marito facesse nulla per alleviarle il disagio.
Quando Blake e Wolfe, gli amici di Spence, notato le cattive condizioni in cui versa la proprietà dell’amico, iniziano a indagare e informano Spence. Da quello che dice Emma è evidente che qualcuno si è impossessato del denaro che lui e ha sempre mandato alla moglie e cerca di scoprire chi sia. Dopo un iniziale e comprensibile diffidenza Emma inizia a fidarsi del marito e della sua apparente volontà di voler rimediare ai disagi che le ha causato. Ma, nonostante sia mosso da buone intenzioni, la donna sa bene che quando si sarà ripreso dalle ferite, Spence la abbandonerà come ha fatto anni prima. Per questo gli chiede di stipulare un accordo. I due protagonisti sono entrambi molto ben tratteggiati.
Spencer è un uomo che si porta dietro un pesantissimo rimorso: quello di aver causato la morte del fratello. Oltre ciò, ha subito anche il dolore della perdita dei genitori. Per questo motivo fa enorme fatica a concedersi di amare una persona, perché ha sempre il terrore che gli venga sottratta dal destino. Questo è il principio per cui evita assolutamente di affezionarsi troppo anche a Emma e, pur avendola sposata per nobili propositi, l’ha evitata per anni. Ora la ritrova donna, non più timida e fragile fanciulla, e non può evitare di amarla.
Emma, da parte sua, è sempre stata sola, la sua unica parente, la madre, l’ha sempre trascurata. Abituata a vivere in campagna non si è sentita a suo agio a Londra durante la sua prima Stagione, né ha particolarmente gradito le attenzioni di Keenan. Al contrario ha sempre visto Spence come il principe azzurro sul cavallo bianco che, però,  prima l’ha salvata e poi l’ha abbandonata a se stessa. È diventata una donna forte perché da sola ha dovuto gestire e salvare una vasta proprietà. Ora è tornato suo marito ma questo la pone di nuovo di fronte alla sua fragilità perché l’ultima cosa che vorrebbe è sentirsi di nuovo abbandonata. Ci sono molte cose bene in questo romanzo scorrevole e ben scritto.
Tra tutti a colpirmi maggiormente sono stati i due personaggi dei due amici di Spence, Bleke e Wolfe, così ben delineati, anche se non eccessivi nell’economia generale del romanzo, l’uno solare e ottimista, l’altro cupo e cinico, meritano sicuramente un loro romanzo e non so se la Perkins l’abbia scritto, non sono riuscita a recuperare nessuna informazione al riguardo.
Se potessi dare una piccola annotazione negativa, ma lo faccio con ironia, è la particolare sfortuna di Spence che, oltre a rischiare di essere sepolto vivo e oltre ad aver subito vari attentati dal cattivo della situazione, non fa altro che provocare incidenti in calesse e mettere in pericolo la vita dei suoi passeggeri. Ritirategli la patente!

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