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JULIA QUINN: Amare un libertino

TITOLO: Amare un libertino
AUTRICE: Julia Quinn
TITOLO ORIGINALE: When He Was Wicked
USCITA ITALIANA I Romanzi 782, settembre 2007
GIUDIZIO PERSONALEImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us:
TUTTO ERA MOLTO PIU’ SEMPLICE QUANDO LUI ERA UN PECCATORE
Quando Michael Sterling, il più audace libertino di Londra, incontra Francesca Bridgerton è amore  a prima vista. Un amore non ricambiato: Francesca sta per sposare suo cugino John. E anche se un evento improvviso libera Francesca da qualunque vincolo, Michael non osa confessarle il proprio amore e per dimenticarla parte per l’India. Ma al suo rientro, inaspettatamente, Francesca gli chiede consiglio per trovare un buon marito: potrà Michael sopportare di gettarla tra le braccia di un altro?
Quando si dice che una grande maestra non ti delude mai… la Quinn via via si sta dimostrando sempre più brava. È anche vero che quando una serie va avanti per troppi libri, può diventare noiosa e ripetitiva. Questo non sta avvenendo con la serie Bridgerton. Man mano che si va avanti ci sono degli exploit degni di nota, e questo Amare un libertino è uno di questi casi.
La storia di Francesca Bridgerton, se sta di otti figli, si intreccia a quella, contemporanea, dei due fratelli Colin ed Eloise dei due libri precedenti. Era stata spesso citata negli altri romanzi, ma non l’avevamo incontrata e, in effetti, lei stessa dice, in questo romanzo, di essere più timida e più appartata degli altri fratelli. Nonostante ciò, emerge come una donna risoluta ed energica da questa sua storia. Di lei sappiamo già che è vedova, in questo romanzo abbiamo un’ampia premessa che ci racconta di un matrimonio felice tra lei e John Sterling Conte di Kilmartin interrotto dalla prematura morte di quest’ultimo.
Michael Stirlingcugino, miglior amico ed erede di John è stato folgorato dall’amore per la sposa del cugino non appena l’ha vista. Per due anni ha mantenuto segreto questo sentimento e ha recitato il ruolo di miglior amico della coppia. Vive con un grande senso di colpa la morte del cugino perché questo lo rende erede del titolo ma rende anche più accessibile per lui Francesca. Come risultato, invece di confortare la ragazza, scappa dall’Inghilterra e va in India dove resta per quattro anni. Al suo ritorno nulla è cambiato: i suoi sentimenti per Francesca sono intensi e li vive ancora come una colpa , soprattutto nei confronti del ricordo di John. Allo stesso tempo, però, tutto è cambiato: lui non è più solo un libertino adorato dalle donne, è un conte bramato da tutte le fanciulle in cerca di marito. Francesca non è più la sua migliore amica, c’è qualcosa di imbarazzante tra di loro, ma soprattutto Michael vive con angoscia l’intento di lei di risposarsi.
Michael è un protagonista maschile tenero, nonostante la sua fama di libertino e nonostante sappia usare la seduzione quando vuole. Sicuramente è un uomo onesto e leale, nonostante le colpe, anche esagerate, che si attribuisce. È un uomo dolce, amorevole, anche quando nasconde a tutti i suoi sentimenti. È una bella novità di questo libro il vedere il protagonista innamorato dalla prima pagina e l’eroina no.
Francesca è una donna forte, molto realistica nel suo dolore, nella sua necessità di restare legata al ricordo del primo marito. All’inizio sembra che su di lei si abbattano troppe sciagure per un essere umano, una dopo l’altra, ma è notevole il modo in cui riesce a superarli non perdendo la sua voglia di vivere. Trovo molto positivo il fatto che, per una volta, il primo matrimonio non sia stato il solito incubo, ma un matrimonio d’amore riuscito e da rimpiangere. Certo, però, l’autricenon può fare  a meno di dotare Michael di maggiore perizia a letto di John, ma del resto questi si è sposato più giovane…
Ci sono molti aspetti di questo libro che mi sono piaciuti. Provo ad elencarne alcuni.
Innanzitutto è un romanzo molto divertente, dove l’ironia è la cifra dominante, soprattutto in alcuni dialoghi Michael ha delle battute fulminanti.
Allo stesso tempo ci sono dei momenti molto intensi, soprattutto quando i due protagonisti analizzano i propri sentimenti e vengono a patti con i loro sensi di colpa. La scena finale davanti alla tomba di John è semplicemente magnifica.
I personaggi sono, secondo me,  molto realistici nelle loro gioie, nei loro dolori, nelle loro incertezze, titubanze ed errori. Possiamo ben comprendere l’esigenza di fuga di Michael, ad esempio, così come quella di francesca di non voler vedere la verità.
Infine, ma non meno importante, è una delle poche volte che, secondo me, la copertina ben rappresenta la storia e i suoi personaggi. In effetti non potevo evitare di immaginare Michael e i suoi occhi di mercurio come l’immagine di copertina. E anche questo non è indifferente, viste le copertine, spesso pessime che ci propinano.

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