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MARY BALOGH: Semplicemente amore

TITOLO: Semplicemente amore
AUTRICE: Mary Balogh
TITOLO ORIGINALE: Simply Love
USCITA ITALIANA: I Romanzi 775, agosto 2007
GIUDIZIO PERSONALE:Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
L’ATTRAZIONE PER QUELL’UOMO E’ INEVITABILE, MA LEI DEVE DIMENTICARE IL PASSATO…
Un momento fatale attende Anne Jewell, invitata con il figlio illegittimo nella tenuta dei Bewcastle in Scozia. L’incontro con Sydnam Butler, l’amministratore della proprietà, un uomo orribilmente sfigurato ma affascinante. Al primo sguardo, nasce tra loro un sentimento profondo. Una donna segnata nello spirito, un uomo ferito nel corpo, alla ricerca della passione. Riusciranno a convincere loro stessi di meritare l’amore?
Ogni volta che ci si accosta a un libro di Mary Balogh si è sicuri di affrontare un viaggio indimenticabile nelle vite e nelle anime dei suoi personaggi, tanto che alla fine si ha quasi l’impressione di salutare degli amici con i quali si è passata qualche ora a parlare, a conoscersi.
Questa volta ho rincontrato dei vecchi amici, due personaggi che già avevano suscitato la curiosità delle lettrici della Balogh. Anne Jewell fa l’insegnante nella scuola per ragazze di Miss Martin a Bath. Lei era già stata un personaggio secondario nel romanzo di Joshua e Freyja, Una lady scandalosa. È una donna nubile con un figlio avuto in seguito a uno stupro, da parte di Albert Moore, cugino di Joshua nonché futuro marchese di Hallemere. In quel libro si era scoperta la natura diabolica di questo personaggio, morto da tempo. L’impiego nella scuola, favorito da Freyja, aveva dato una nuova opportunità e maggiore sicurezza per la donna. Lì ha trovato un ambiente familiare e rassicurante dal quale non vorrebbe mai separarsi. Per questo ha difficoltà ad accettare l’invito di Joshua a trascorrere con la sua famiglia le vacanze estive in Galles. Alla fine, per amore del figlio che ha bisogno di trascorrere del tempo con altri bambini, accetta l’offerta dell’uomo.
Nel suo primo giorno di permanenza in Galles, Anne trova rifugio presso la spiaggia dove, inaspettatamente si trova davanti un uomo dall’aspetto orrendo che le mette paura e la fa scappare terrorizzata.
Sydnam Butler è quel fratello minore di Kit, protagonista di Un’estate da ricordare, quel giovane profondamente ferito nel corpo e nell’anima dagli anni trascorsi in Spagna durante le campagne napoleoniche. A primo acchito potrebbe sembrare un mostro: senza un occhio, senza un braccio con metà volto sfigurato dalle cicatrici, è ben comprensibile la reazione di Anne al loro primo incontro. Ma la donna capisce anche di aver ferito l’uomo con la sua reazione istintiva e si ripresenta a lui per porgergli le sue scuse. Inizia così un’amicizia che legherà i due per tutto il mese che Anne trascorrerà in Galles. Entrambi inizieranno ad apprezzarsi reciprocamente al di là del loro aspetto fisico o dei silenzi dei segreti taciuti. Finché l’ultimo giorno di vacanza i due, di comune accordo, faranno l’amore per suggellare il legame che è nato tra loro, ma senza aspettarsi di darvi un seguito. A meno che, come Sydnam mette subito in chiaro, da quel rapporto non dovesse essere concepito un bambino. E poiché Anne è molto fortunata (due rapporti sessuali, due figli, media del 100%) i due saranno “costretti” a sposarsi. In realtà, si vogliono già molto bene, devono trovare il coraggio di aprirsi l’uno all’altra, di confessarsi reciprocamente i loro più nascosti timori e speranze per trovare la strada per poter far crescere e prosperare il sentimento che li lega.
Come al solito, questo libro è un percorso nell’anima e nella mente di due personaggi profondamente feriti da un passato che ha imposto loro pesanti rinunce. Le ferite di Sydnam forse sono più visibili, ma quelle di Anne sono altrettanto dolorose. E solo il sostegno reciproco consentirà loro di guardare in faccia, affrontare e superare tali cicatrici.
Il romanzo, come è caratteristica della Balogh, non presenta tanta azione, ma è più incentrato sull’analisi dei sentimenti, della psiche dei personaggi e sulle loro riflessioni. In questo libro ho trovato i silenzi tra i protagonisti quasi altrettanto eloquenti delle loro discussioni. Ci sono alcune situazioni tipiche della Balogh, ragion per cui qualcuno a volte dice che quest’autrice scriva sempre le stesse storie, i country party, le riunioni familiari, la ripresentazioni di personaggi di vecchi libri. A me personalmente, tutto ciò piace, anche perché mi affeziono a loro e mi fa piacere “rivederli”. Nulla può essere paragonabile all’immagine del duca di Bedwin col figlioletto in braccio. A parte i personaggi che già conoscevamo, ce ne sono alcuni nuovi, o comunque meglio approfonditi in questo libro: ad esempio il piccolo David Jewell che è straordinariamente tratteggiato nella sua natura di bambino bisognoso di affetto, di una figura maschile di riferimento e di compagni di gioco.
Che altro dire quando si legge il libro di una grande maestra?

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1 commenti:

Blogger ha detto...

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