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MEGAN HART: Pensieri proibiti

TITOLO: Pensieri probiti
AUTRICE: Megan Hart
TITOLO ORIGINALE: Broken
USCITA ITALIANA: Harmony Passion 3, agosto 2007
GIUDIZIO PERSONALE:Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
“Vivevo per le storie che mi raccontava Joe, per potermi immaginare al posto delle donne che possedeva”
Joe ama tutte le donne, indistintamente. Le conquista, le seduce, le trascina in un vortice di passione con le sue consumate tecniche erotiche… e poi le lascia. Ogni conquista diventa un racconto che Sadie ascolta avidamente, ogni primo venerdì del mese, su una panchina del parco.
Non è sicura che tutte le storie di Joe siano vere, ma non le importa, perché con le sue parole lui le provoca quei brividi erotici che un crudele scherzo del destino le ha negato. Ma quando la fantasia ha la possibilità di diventare realtà, Sadie sceglierà di entrare in una delle storie di Joe da protagonista o resterà spettatrice muta e distaccata? Come Sheherazade, la voce dei protagonisti tesse la trama di racconti ad alto contenuto erotico, che si susseguono in una galleria di donne, d’incontri, di desideri…
Megan Hart è proprio bravissima! Con questo romanzo ha confermato una precedente idea sulla capacità di questa autrice di intrecciare storie intense al racconto erotico. Le va dato merito di riuscire a descrivere scene erotiche estreme senza mai risultare volgare. Ma quello che colpisce di più dei suoi romanzi è la profondità dell’analisi psicologica dei personaggi e la capacità di trasferire sul foglio quegli stati d’animo scandagliati.
In riferimento a questa storia, abbiamo una protagonista Sadie Danning che vive una doppia vita: abile psicologa e paziente moglie di un tetraplegico, una volta al mese si prende una pausa da tutto questo per incontrare nel parco un uomo che le racconta le sue scorribande amoroso-sessuali. Pian piano questi incontri diventano per Sadie una vera e propria necessità e si immerge talmente tanto in quei racconti che ne diventa, nella sua mente la protagonista.
Joe Wilderè un dongiovanni che le racconta senza scrupoli e senza rimorsi la sua concezione usa e getta della sessualità. Allo stesso tempo, però, non dà l’impressione di essere un uomo insensibile, forse un tantino cinico, ma dietro la corazza di avventatezza e spudoratezza che si è costruito, si intravede un profondo desiderio di essere amato. Questi incontri diventano, per entrambi, quasi una necessità ma per Sadie procurano anche un grandissimo senso di colpa nei confronti del marito relegato in casa. La storia con il marito è stata una grandissima storia d’amore, iniziata ai tempi dell’università, dove Adam era un brillante studente di Letteratura, culminata con il matrimonio ma spezzata da un brutto incidenti con gli sci che ha paralizzato l’uomo dalla testa in giù. Da quel momento tutto per Sadie si è come fermato e lei non è più esistita come donna ma solo come moglie e infermiera di Adam. Deve fare anche i conti con l’amore altalenante e il carattere difficile del marito. Per questo quelle fughe nel sogno con Joe sono diventate necessarie…
Sadie è un personaggio meraviglioso. Il libro è raccontato in prima persona dal suo punto di vista,tranne per gli incontri erotici di Joe che sono, invece, raccontati dal punto di vista delle sue compagne di letto, e non è strano perché, anche se è Joe a raccontare queste storie, è come se Sadie perdesse la propria identità per acquisire quella della ragazza di turno.
Tutto questo perché è il tema dell’identità e della consapevolezza di sé a dominare questo racconto: Sadie si deve via via liberare da tutte quelle maschere (pirandellianamente parlando) che ha indossato per la società: la moglie paziente, la figlia e sorella affettuosa ed equilibrata, la brava psicologa; per lasciare libero sfogo al proprio io… non a caso nell’ultimo incontro con Joe non sarà più qualcun’altra ma sarà finalmente Sadie…
Credo che si sia notato, in questa recensione, il mio entusiasmo per questo libro e questa autrice: non è volgare, è profonda, analizza molto bene i suoi personaggi, scrive, a mio parere, molto bene. Ci sono alcune scene di un’intensità tale che ti fanno sentire nei panni dei personaggi, e non mi riferisco alle scene di sesso, ma ad esempio quando Sadie racconta dell’esigenza di essere abbracciata, di sentire attorno a sé le braccia del marito che ormai sono inerti, o quando Adam gli muore tra le braccia e lei cerca in ogni modo di salvarlo, mi sembrava di provare il suo stesso panico.
Un libro veramente da leggere!

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