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MARIANAGELA CAMOCARDI: Un'adorabile bugiarda

La vita non è stata benevola con Elisa, strappandole perfino i sogni. Quando la sorte le offre inaspettatamente l’opportunità di prendersi la rivincita su chi le ha causato affanni e dolore, lei la coglie al volo. Da semplice domestica, Elisa diventa una dama del bel mondo. Al suo fianco avrà un aristocratico ufficiale francese, Giles de Ronsard, per scoprire che anche un amore appassionato può essere una dolce vendetta…
Ci troviamo nell’Italia dell’inizio dell’Ottocento, nelle repubbliche giacobine instaurate da Napoleone. All’inizio esse erano state presentate come uno strumento per liberare il popolo dai soprusi della nobiltà e per arrivare al libero governo voluto dai cittadini. Non avviene nulla di tutto ciò, ma il popolo viene ora vessato dalla nuova classe dirigente. Dilaga un sentimento antifrancese.
Ed è quello che prova Elisa dopo aver dovuto subire un nuovo atto di violenza da parte di un ufficiale francese. Così quando il giovane fratello Angelo viene arruolato a forza, accetta ben volentieri di potersi vendicare rovinando il matrimonio di un francese. La mattina in cui si celebrano le nozze si presenta in chiesa affermando di essere la legittima moglie di Giles de Ronsard e brandendo in mano un documento a riprova di ciò. Enorme è la sua sorpresa quando si accorge che il suo presunto marito è quell’ufficiale che ha abusato di lei alcune settimane prima.
Nonostante il piano escogitato da Jacques, cugino di Giles sembrasse così accurato, Elisa viene presa e tenuta prigioniera allo scopo di farle rivelare la verità. Lei tace soprattutto per proteggere la sua famiglia. Giles continua a trattarla male finché non gli arrivano le prime notizie su chi realmente sia Elisa Baroni, una povera cameriera violentata dal suo datore di lavoro e poi cacciata e costretta a lavorare come cameriera (e solo cameriera) in un locale malfamato. Da questo momento inizia la metamorfosi di Giles che presenta in pubblico Elisa come sua moglie e la tratta con tutti i riguardi. Un cambiamento, a mio avviso, troppo repentino e troppo radicale.
La storia prosegue con la scoperta e il fallimento di ulteriori piani di un pazzo Jacques determinato a distruggere il cugino tanto odiato.
La vicenda si conclude con la piccola Cenerentola che, nonostante la differenza di classe sociale, conquista il suo Principe Azzurro nel rispetto dei principi della Rivoluzione Francese che venivano esportati proprio dall’esercito napoleonico.
I miei dubbi su questa autrice sono sempre i soliti: trama poco consistente e linguaggio troppo artificioso.
Per quanto riguarda il primo punto devo dire che, anzi, essendo un libro di alcuni anni fa, la Camocardi aveva ancora un po’ di inventiva: sicuramente è molto meglio di alcuni suoi ultimi romanzi dove la trama era inesistente.
Per quanto riguarda il linguaggio è irrealistico, soprattutto quando fa parlare gente del popolo e bambini. Capisco il tentativo di far rivivere in qualche modo il linguaggio del tempo, ma il lettore del XXI secolo si perde in periodi arzigogolati e infarciti di termini forzatamente ricercati e tutto ciò toglie piacevolezza alla lettura.
Se si vuole leggere la Camocardi consiglio alcuni dei suoi primi romanzi, quelli sì che erano stupendi (Sogni di vetro; Il prezzo del peccato)

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