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EMILIE RICHARDS: Amori appesi a un filo

E’ luglio, un’estate afosa. Una donna sola vive in una fattoria, in Virginia. Helen è caparbia, tenace, indurita dagli anni, dalle prove della vita, e si rifiuta di aprire la porta a Nancy, sua figlia, e Tessa, sua nipote. Nessuna di loro ha intenzione di cedere: sono donne diverse per temperamento, gusti e abitudini, si sentono legate soltanto dal vincolo della parentela, ma fin dall’inizio, malgrado non vogliano riconoscerlo, è evidente che le unisce qualcosa di molto più profondo, a cominciare da quell’identica caparbietà.
La convivenza si rivela ricca di sorprese. Col passare delle settimane le tre cominciano a scoprirsi e soprattutto a mettere insieme le loro storie, le memorie di un passato che le lega, i fantasmi che nessuna ha mai avuto il coraggio di affrontare da sola.
Cosa può diventare un’estate di forzata convivenza per tre generazioni di donne che, da sempre, non hanno fatto altro che scontrarsi? L’inizio di questa storia sembra tragicomico con la vegliarda del gruppo, Helen, che lancia vestiti contro la figlia Nancy e la nipote Tessa appostate all’ingresso della sua abitazione. Tutto lascia pensare che Nancy voglia far ricoverare la madre non più autosufficiente, in una clinica per anziani. E questa sua scelta sembra avvalorata dallo stato di caos disastroso in cui trovano la casa dell’anziana: dappertutto ammucchiati oggetti vecchi, logori, magari presi dalla spazzatura. Helen non sembra più in grado di intendere e volere! Le due donne più giovani iniziano a sistemare la casa tra i brontolii della più anziana.
Ma fra il mucchio di oggetti privi di valore si trovano anche dei tesori: le trapunte lavorate e cucite da Helen, delle vere e proprie opere d’arte che, tra l’altro, raccontano anche la storia della sua famiglia.
Ed è soprattutto attorno alla più preziosa, intitolata Anello nuziale che si dipana la storia della famiglia e che fa emergere insicurezze, errori, bisogno d’amore che hanno tutti e tre le donne. La trapunta è un modo per raccontare la storia della famiglia. Essa era stata cucita da Helen in previsione del suo matrimonio con Fate Henry.
Helen aveva amato da subito questo ragazzo privo di ogni mezzo, cresciuto presso la famiglia dei vicini, con nessuna prospettiva per il futuro. Ma Fate era ambizioso e desideroso di migliorarsi così si arruola presso la Marina, ma prima di partire per la sua prima missione sposa Helen. Di lì a poco morirà durante l’attacco a Pearl Harbour, lasciando la moglie in attesa di un figlio. In breve tempo Helen perderà tutta la sua famiglia restando da sola a occuparsi della fattoria e della figlia. Tutto ciò l’ha indurita molto e non si è mai permessa di dimostrare il suo affetto per paura di perdere le persone che amava.
Nancy ha poi trapuntato Anello nuziale quando ha sposato Billy, giovane rampollo di una ricca famiglia. I due si sono dovuti sposare perché Nancy era rimasta incinta e la famiglia di lui l’ha sempre fatta sentire inadeguata, nonostante i suoi sforzi per migliorarsi. Sia lei che il marito sono cresciuti con dei genitori poco propensi a dimostrare il loro affetto, per questo loro stessi non sono stati capaci di rivelarsi reciprocamente i loro sentimenti. Hanno vissuto insieme per quasi quarant’anni convinti che il loro matrimonio fosse solo abitudine e dovere. Ma questa estate porterà allo scoperto anche i loro sentimenti.
Infine c’è Tessa che scopre e restaura Anello nuziale. È un’insegnante da sempre dedita con passione al suo lavoro. Ha un marito splendido, Mack, e una figlia meravigliosa, Kayley. Ma un giorno questo ritratto di famiglia viene sconvolto da un incidente che porta via Kayley ad appena cinque anni. La scomparsa della bambina ha sconvolto tutti, ma l’equilibrio psichico di Tessa è compromesso. Non riesce ad andare avanti e superare il dolore e vive rifiutando la solidarietà del marito. Quando viene a sapere che il giovane, che guidava ubriaco e che ha causato la morte della sua bambina, è stato liberato per buona condotta, impazzisce del tutto: si apposta davanti alla casa dove il ragazzo è agli arresti domiciliari in attesa che compia un altro delitto per potersi vendicare.
Che dire di questo libro? È un’immagine molto realistica di quell’America profonda, rurale, semplice che noi conosciamo meno perché siamo piuttosto abbagliati dalla Grande Mela o da quella parte scintillante che le grandi serie televisive ci fanno vedere (anche se mi sembra che qui si respiri lo stesso spirito di “Una mamma per amica”). Ho trovato questo libro molto bello perché intreccia storie di uomini e donne “vere” senza troppi orpelli. Ancora una volta, questa autrice mi ha sorpresa favorevolmente (3 CUORI)

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