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MARGARET MOORE: Il cavaliere errante

Inghilterra, 1243
Risvegliandosi dopo una colossale sbornia, Sir Henry D’Alton scopre nella sua camera due damigelle: la bionda e bellissima Giselle e la meno avvenente Mathilde, figlie del defunto Barone di Ecclesford. Le fanciulle sono lì per chiedergli aiuto, o meglio per comprare i suoi servigi di cavaliere errante affinchè le difenda da un avido cugino che vuole impadronirsi del castello e delle floride terre che lo circondano. Ammaliato dalla bellezza di Giselle, eppure irresistibilmente attratto anche dalla tenacia e dalla intelligenza di Mathilde, Sir Henry accetta la proposta. Mentre il castello si prepara a far fronte all’assalto del nemico, a poco a poco Mathilde si scopre innamorata del prode cavaliere, e si ritrova così a doversi fidare dei propri sconcertanti sentimenti e di un uomo disposto a combattere fino alla morte pur di provarle il proprio amore.
Nuovo episodio della serie Fratelli D’Arme della Moore. Protagonista è Sir Henry D’Alton il cavaliere spensierato, gioviale, luminoso, ottimista che avevamo già conosciuto in Il segreto del cavaliere. Già in quel libro il suo migliore amico, Merrick, aveva messo in dubbio la sua lealtà: era finito pure in prigione. Da quel momento si era staccato dai suo amici d’infanzia, Merrick e Ranulf, e aveva iniziato a viaggiare in cerca di avventure e di guadagni come cavaliere di ventura. Durante lo spensierato soggiorno in una locanda viene sorpreso, completamente nudo, nel suo letto da due fanciulle che lo ingaggiano per la difesa del loro castello dall’attacco di Sir Roald De Sayres. Il cavaliere accetta, vuoi perché allettato dai guadagni vuoi perché affascinato dalle due giovani, Giselle e Mathilde.
Stranamente, e che grande novità!, Henry, dopo un primo abbagliante momento di fascinazione nei confronti della bellissima ma silenziosa e timida Giselle, inizia ad essere più attratto dalla forte, risoluta, testarda Mathilde che però è decisamente meno bella della sorella.
Mentre i due si preparano ad affrontare l’assalto di De Sayres iniziano a consocersi, a condividere le loro paure, le loro insicurezze. Ma anche a trovarsi irresistibilmente attratti l’uno dall’altro. Per entrambi è una sorpresa perché si sentono inadeguati: Mathilde perché non è abbastanza bella per l’affascinante Henry e perché, inoltre, non è più vergine; Henry perché è solo un povero cavaliere senza terre né ricchezze con la sola speranza della sua abilità di guerriero. E quando anche questa gli viene meno…
La storia di questo libro è bella e per nulla banale. Mathilde non è la classica bellona da romanzo: l’autrice non si sofferma mai a descrivere il suo aspetto fisico né si sforza di farla apparire improvvisamente bella agli occhi di Henry. Questi sa benissimo di non avere di fronte la solita fanciulla dolce e bella, piuttosto apprezza il suo coraggio e la sua forza e riesce a desiderarla e ad amarla grazie soprattutto a questi.
Henry non è il classico protagonista alfa. Egli è sicuro solo della sua capacità di combattere. Per il resto mostra le sue insicurezze nei rapporti con gli amici e con la famiglia e anche nella possibilità di essere un marito degno per Mathilde. È un piacevole cambiamento il suo modo di affrontare serenamente le sue paure e i suoi tormenti senza per questo incupirsi troppo, sa mantenere sempre quell’atteggiamento positivo.
Come al solito apprezzo nella Moore la sua capacità di ricostruire il Medioevo. Anche in questo caso ha saputo ricostruire la vita nel castello e le tecniche militari del tempo illustrando molto bene le tecniche di assedio dei castelli, le macchine da guerra utilizzate, come l’ariete, e la tattica difensiva. (3 cuori)

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