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JO BEVERLEY: Un uomo da evitare

TUTTA LA SUA VITA SEMBRAVA DECISA, MA L’AMORE LA SCONVOLGE
Octavius Fitzroger, ex ufficiale divenuto guardia del corpo, ha un passato scandaloso da tenere celato. Durante i festeggiamenti natalizi a Rothgar Abbey, viene assoldato dal potente padrone di casa per proteggere il cugino, marchese di Ashart. All’inaspettato annuncio di Ash del proprio matrimonio con un’altra donna, Damaris Myddleton, la giovane ereditiera promessagli in sposa, è sconvolta. Solo le attenzioni e il coraggio di Fitz potranno aiutarla e donarle l’amore.
Forse, pare, si spera (!) che la serie Malloren sia così finita. In effetti sarebbe più giusto utilizzare la terminologia e la classificazione dell’autrice che divide i propri libri in Medioevali, Georgiani e Regency. Tutti quelli raggruppati sotto il termine georgiano appartengono al cosiddetto mondo dei Malloren, riguardano cioè questa famiglia e possibili collegamenti esterni e sono tutti dominati dalla figura di Rothgar (Il consigliere del re).
Questo libro è strettamente collegato al precedente, Fuochi d’inverno, anzi, comincia laddove era finito quello con il nobile decaduto, marchese di Ashart, che dichiara di voler sposare l’altrettanto povera signorina Genova Smith e non la ricca ereditiera scelta per lui dalla dispotica nonna.
La ricca ereditiera in questione si chiama Damaris Myddleton e a quell’annuncio va su tutte le furie, fa una scenata e cerca di fuggire dalla dimora del marchese di Rothgar. A trattenerla provvede Octavius Fitzroger, amico di Ashart. Ritornata a più miti consigli, la ragazza torna indietro, chiede a Rothgar di farle da tutore e cerca di fingere di flirtare con Fitz per salvare le apparenze.
Stranamente, però, Rothgar la manda insieme a Fitz, ma anche ad Ashart e Genova nella casa del marchese, ultimo dei suoi desideri dover convivere con la rivale!
Il viaggio risulta abbastanza lungo e avventuroso e porta a una maggiore confidenza tra le ragazze. Damaris seppellisce l’ascia di guerra perché nel frattempo ha diretto le sue attenzioni verso Fitz, incurante della sua cattiva reputazione o dei suoi scarsi mezzi economici. È abbastanza ricca da potersi “prendere” qualsiasi marito voglia.
Il libro è ben costruito sul piano dell’avventura, anche se ci sono decisamente troppe persone in pericolo e troppi attentatori: Ashart è minacciato da chi vuole eliminarlo come possibile pericolo per la corona di Giorgio III; Damaris è perseguitata da qualcuno che si vuole impossessare della sua eredità e Fitz è tormentato da un fratello pazzo. Ce n’è per tutti i gusti! Tutto ciò ha mantenuto un po’ sottotono, secondo me, la storia d’amore. Il sentimento di Damaris sembra piuttosto un incapricciamento di una ragazzina viziata che vero amore. Soprattutto lei bada poco ai pensieri e ai sentimenti dell’altra persona rispetto alle sue esigenze.
Fitz, da parte sua, sembra più che altro il Rambo della situazione, tutto azione e poca vera risolutezza nella propria vita. È da sempre in balia di donne dalla volontà più forte: la madre, la cognata e ora Damaris. È eroico solo nel coraggio e nell’affrontare i pericoli, poco nella gestione della sua vita.
La Beverley è una brava creatrice di trame d’azione ma, soprattutto in questo, non mi ha soddisfatta sul versante della storia d’amore.(2 CUORI)

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