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THERESA MELVILLE: Leggenda di sangue a amore

Susan Ballantyne, raffinata contessa vittoriana, e Muriel Graves, astuta falena dei bassifondi, non potrebbero essere più diverse, eppure un’inaspettata amicizia le unisce. È la torrida estate del 1888 e a Londra non si parla che di Jack lo Squartatore. E Murile potrebbe averlo addirittura incontrato. Nathan Odell, detective di Scotland Yard, indaga sugli efferati crimini del mostro, e l’amore tra lui e Susan divampa. Ma lo Squartatore è sempre in agguato…
Therese Melville rilegge e rivive la leggenda di Jack lo Squartatore e ci fa vivere la torrida estate del 1888 che vide in azione lo spietato serial killer delle prostitute di Whitechapel. Il tutto viene rivisto attraverso gli occhi della giovane contessina Susan Ballantyne che si ritrova a fare amicizia con Muriel Graves, una giovane prostituta del quartiere più malfamato di Londra. Grazie a questa sua insolita amicizia, la povera Susan si ritrova coinvolta nella serie di efferati omicidi che vedono vittime delle prostitute barbaramente uccise e squartate. Tutto ciò consente però a Susan di conoscere anche il giovane detective di Scotland Yard, Nathan Odell. I due non possono essere più dissimili per educazione e stile di vita, nonostante ciò sono molto attratti l’uno dall’altro anche se non fanno altro che litigare.
Nel complesso questo libro mi è piaciuto abbastanza, ha un andamento cronachistico che scandisce, giorno per giorno, la vicenda di Jack lo Squartatore, che ho trovato molto azzeccato. Lascia decisamente con il fiato sospeso in attesa della scoperta del terribile assassino.
Rispetto al giallo manca la consistenza della storia d’amore: i due protagonisti si dichiarano ben presto attratti e, poi, innamorati ma non c’è una vera alchimia, una poeticità nel loro rapporto d’amore che si vede ben poco.
Probabilmente la storia andava sviluppata così, è un vero giallo, abbastanza ricco di particolari, anche macabri. La ricostruzione della Londra vittoriana con le sue sale da ballo, sale da tè, ma anche quartieri di disperati emarginati è molto ben fatta.
Sono contenta di dire che la Melville, che in precedenza non mi aveva quasi mai entusiasmata, in questo caso mi ha proprio colpita favorevolmente. (3 CUORI)

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