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ROBERTA CIUFFI: La preda magnifica

SOLO LA SUA PASSIONE LO DISTOGLIERA’ DALLA VENDETTA
La vita tranquilla di Felicita, vedova con due figlie, è sconvolta dall’arrivo di Caio Fabrizio d’Avalos, colonnello aitante e misterioso in cerca di vendetta. Assalito dai banditi, viene soccorso da Felicita e accolto nel castello di famiglia. Troppo tardi Caio si rende conto che l’uomo da uccidere è proprio il fratello della sua ospite. Non aveva immaginato, però, che in quella tenuta di campagna avrebbe trovato la donna che può infiammare il suo cuore…
Marche, seconda metà del Settecento. La regione faceva parte dello Stato Pontificio ma conservava ancora le antiche vestigia di un passato glorioso, soprattutto degli anni del Rinascimento.
La famiglia Bentivoglio è sopravvissuta a una storia ricca e prestigiosa della quale è rimasto solo un enorme castello, mezzo diroccato. L’antica ricchezza è solo un ricordo, la situazione patrimoniale è stata solo parzialmente salvata da un matrimonio di convenienza. L’ultimo marchese, però, non è altro che un buono a nulla che non riesce a venire a capo della propria situazione patrimoniale nonostante i rimproveri di fratello e sorelle. In effetti, i rappresentanti della famiglia Bentivoglio sono parecchi: dalla saggia, ma brutta e antipatica, Costanza al troppo giovane e spaesato Manfredi.
In mezzo c’è Felicita, la bella della famiglia, colei che aveva fatto un matrimonio prestigioso e aveva vissuto per anni tra viaggi in Europa e corti varie. Ma alla morte del marito Federico si è trovata sola con due figlie, un suocero avverso e una rendita da miseria. La sua vita al castello Bentivoglio sembra piombata nella noia interrotta solo dalle continue preoccupazioni economiche e sanitarie per le figlie, quando viene sconvolta dall’arrivo del cosiddetto “uomo bestia” che mette in allarma tutto il paese.
In realtà, si tratta di un comune uomo, aggredito da dei briganti e in evidente stato confusionale. Grazie all’intervento di Felicita, e con orrore della sorella, l’uomo viene portato e curato al castello. Così inizia l’incontro che cambierà la vita di Felicita.
L’uomo non è un povero mendicante ma il comandante Caio Fabrizio d’Avalos, uno degli uomini d’arme più famosi d’Europa che è stato protagonista delle infinite guerre che hanno caratterizzato il Settecento in Europa.
Dopo un’iniziale ritrosia, tutta la famiglia è onorata di avere un ospite così prestigioso, in maniera particolare il giovane marchese Bentivoglio.
In realtà, Caio si trovava in quella zona, prima dell’aggressione, perché aveva intenzione di affrontare proprio il marchese per vendicare la morte di una giovane parente, nonché sua promessa sposa, sedotta e abbandonata da lui.
Ma la famiglia Bentivoglio deve avere un qualche potere magnetico, visto che anche l’inflessibile Caio si trova imprigionato tra le maglie seduttive della bella Felicita, tanto da dimenticare quasi il motivo della sua missione lì.
La trama magari non è particolarmente originale ma è sapientemente condotta, quindi risulta tutto sommato piacevole. La differenza la fa, secondo me, lo stile e il modo di scrivere dell’autrice, sempre molto accurato e preciso. Ha popolato la storia di personaggi, tutti ben caratterizzati e, soprattutto i personaggi sullo sfondo, entrano in scena con efficacia imprimendo il loro segno, come ad esempio monsignor Tarcisio Bentivoglio.
Il Settecento è stato, secondo me, ben ricostruito, soprattutto per quanto riguarda la situazione dell’Italia, decisamente in decadenza rispetto alle vicine Francia e Austria.
Un’annotazione finale per il gioviale, dissoluto, dissipatore marchese Cristoforo Bentivoglio, emblema della nobiltà settecentesca. È il tipico nobile vanesio e fannullone, quasi un personaggio pariniano.
Lettura piacevole, discreta.(2 CUORI)

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