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PINO CACUCCI: Tina

Una biografia ma anche un romanzo. L'avventura di una donna che consacrò la vita a arte e rivoluzione. Tina si chiamava Assunta Adelaide Luigia Modotti. Era nata a Udine nel 1896, da un'umile famiglia, con un padre muratore di idee socialiste. Dovette ben presto lasciare la scuola  e lavorare per aiutare la famiglia a tirare avanti, poi emigrò negli Stati Uniti dove stavano crescendo i grandi movimenti sindacali. La vita culturale e artistica in fermento a San Francisco, Los Angeles, Hollywood e a Citta del Messico le dischiusero la via prima del teatro e del cinema, poi della fotografia. Il matrimonio col pittore e poeta Roubaix de L'Abrie Richey, detto Robo, e la relazione con il fotografo Edward Weston stimolarono la sua creatività. Donna appassionata, si dedicò alla causa rivoluzionaria in Messico, lavorò per Soccorso Rosso, combattè con le Brigate Internazionali in Spagna. Con il suo grande fascino fece innamorare follemente di sè molti uomini, di molti divenne amica, e frequentò personaggi illustri come Diego Rivera, per il quale posò, Ernest Hemingway, John Dos Passos, Robert Capa. Morì in circostanze poco chiare a Città del Messico nel 1942.
Non ricordo esattamente il motivo per cui più di un anno fa mi sono decisa a comprare questo libro. Certo la mia pila di libri da leggere, sempre più alta, ha ritardato notevolmente il momento in cui ho affrontato questa "impresa". Per fortuna il libro è costituito da soli 210 pagine, altrimenti sarebbe stata un'impresa titanica. Forse da queste mie prime battute si è capito che non ho molto apprezzato questa lettura. Forse dipende dal fatto che il genere biografico mi è un po' nuovo e non rientra esattamente nei miei gusti. Le poche biografie che avevo precedenetemente letto erano state tutte abbastanza romanzate, questa invece è molto accurata dal punto di vista storico e ha qui e là qualche apertura all'immaginazione.
La protagonista è una donna friulana, Tina Modotti, emigrata negli Stati Uniti all'inizio del secolo scorso e divenuta lì attrice e, in seguito, fotografa. La sua vita si intreccia con alcuni degli eventi più importanti della prima metà del Novecento. Innanzitutto ha frequentato gli intellettuali più importanti dell'epoca sia europei che americani (Frida Kalho, Ernest Hemingway, Pablo Neruda, per citare solo quelli che conoscevo). All'indomani della Rivoluzione d'ottobre è diventata una comunista militante e ha lavorato per il Partito, affrontando numerosi pericoli e insidie sia da parte degli altri governi che dei suoi stessi compagni. Ha visto con i propri occhi la degenerazione della Rivoluzione proletaria con Stalin e questo le ha provocato un'atroce delusione. Stanca e disillusa si è allontanata dal suo lavoro e dai suoi amici intellettuali e "compagni" fino ad una morte improvvisa e piuttosto misteriosa. La storia di una italiana che ha vissuto intensamente il suo tempo, ma se la protagonista era Tina perchè il libro è diventato un piccolo saggio sul comunismo sovietico?

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