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JO BEVERLEY: Nozze pericolose

IL MATRIMONIO SEMBRA INEVITABILE, MA IL SUO CUORE APAPRTENEVA A UN ALTRO
Felicity Monahan, giovane ereditiera, accetta di sposare Rupert Dunsmore, un uomo senza scrupoli attirato dalle sue ricchezze, per il bene del piccolo Kieran, il figlioletto che è stata costretta ad abbandonare appena nato. Miles Cavanaugh, tutore legale della ragazza, intuisce le intenzioni malvagie di Dunsmore e si oppone al matrimonio. Deciso a usare qualsiasi stratagemma per impedire le nozze, non immagina che sarà l’amore a dargli la forza per combattere per il futuro suo e di Felicity…
Il povero Miles Cavanaugh si sente attorniato da incarichi che non desidererebbe minimamente assumersi: non solo è l’erede del conte di Kilgoran ma è anche diventato tutore, per non si sa quale strano gioco del destino, della nipote del secondo marito della madre. Si tratta di una ragazza con la quale non ha nessun legale di sangue, che è poco più piccola di lui e che promette di essere una fonte inesauribile di guai. Il tutto si complica ulteriormente quando scopre che lei vuole sposare un inglese della peggior specie, Rupert Dunsmore e, nonostante il suo veto, continua ad intestardirsi al ruguardo.
La protagonista femminile è l’orgogliosa irlandese Felicity Monahan, da sempre piuttosto trascurata dalla famiglia, quindi abituata ad agire come le pare,  si trova ora costretta a sottostare al volere del tutore che pare intenzionato a compiere con meticolosità il suo dovere. Quello su cui non riesce ad avere la meglio è il suo desiderio di sposare Rupert Dunsmore. L’unione non è tanto ricercata per amore quanto per l’esigenza di difendere Kieran, il figlio di Dunsmore, di 4 anni da sempre tiranneggiato dal padre.
Miles intuisce che dietro la testarda pretesa di sposare un uomo indegno c’è la volontà di proteggere il bambino ma non immagina che questi è il figlio che Felicity ha avuto giovanissima da Dunsmore, dopo essere stata sedotta e costretta a partorire il bambino per affidarlo alla moglie legittima dell’amante e per consentire all’uomo di mettere le mani sulle ricchezze che sarebbero passate al suo legittimo erede.
Dunsmore minaccia Felicity ma, soprattutto, il bambino. Per questo scatta un piano, piuttosto macchinoso, per tenere al sicuro entrambi e far cadere in trappola il farabutto. Aiutano Miles in questo i suoi leggendari amici Furfanti. La trama è decisamente complessa e ingarbugliata, anche se, a dire il vero, non sempre è dinamica, anzi nella parte centrale, quando Felicity e Miles vanno in Inghilterra e meditano il piano che coinvolge i Furfanti, il racconto è essenzialmente statico e nessun evento degno di nota vi dà un’accelerata.
Il contrasto con il cattivo di turno è più basato su inganni e strategie che su vera azione che l’individuo in questione viene tolto di mezzo nella maniera più sorprendente e improbabile, per niente avvincente ed emozionante.
Dei due protagonisti, solo Felicity ha una certa complessità psicologica: ha un passato tormentato, un presente tribolato che comunque fa ben poco per cambiare eccetto accettarlo supinamente. Miles non pone nessun problema e, pur essendo molto protettivo nei confronti di Felicity, non si impone come il protagonista valoroso che salva la sua donna.
La trama è, a mio parere, un po’ troppo ingarbugliata nelle linee generali e, a tratti, un po’ lenta con troppi momenti morti. Ha delle buone premesse e dei discreti personaggi, frutto anche dell’abilità e dell’esperienza dell’autrice, ma non è certo una lettura indimenticabile o del tutto appassionante. 

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