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ELAIANE COFFMAN: La spada della vendetta

Scozia, 1746
Quando apprende che Lord Walter, l’odioso inglese che pochi anni prima aveva sequestrato sua sorella Claire e che solo a fatica lei era riuscita a mandare in prigione, è libero e la sta cercando per vendicarsi, Kenna Lennox decide di lasciare la Scozia e di rifugiarsi in Francia, dove conta di convincere un celebre maestro d’armi a darle lezioni di scherma. Se imparerà a difendersi da sola, infatti, forse non metterà più in pericolo le persone che ama. A Edimburgo, mentre cerca una nave che la porti a Calais, si imbatte in Colin Montgomery, un affascinante capitano che risveglia in lei la passione. Terrorizzata all’idea di poter essere la sua rovina, Kenna è a lungo combattuta tra i sentimenti che prova per il giovane e il suo innato bisogno di indipendenza. Ma quando Lord Walter riesce a scovarla, trova infine il coraggio di impugnare la spada e lottare per la vita e l’uomo che ama.
Poco romance e tanto cappa e spada. Il tutto non mi ha particolarmente entusiasmato. Fulcro della trama è una storia di vendetta (come dice il titolo stesso) il che dà veramente poco spazio ad altro.
Protagonista assoluta della storia è Kenna Lennox giovane esponente del clan scozzese dei Sutherland che era già apparsa nel precedente libro della serie Clan dei Graham quando aveva contribuito alla cattura di Lord Walter, avversario del proprio clan. Ammetto di non aver letto i precedenti libri della serie e che probabilmente il mio giudizio è inficiato da questa ignoranza, ma non sono riuscita ad appassionarmi a questa eroina e alla sua vicenda.
All’inizio della storia, la nostra protagonista si trova a Edimburgo in attesa di una nave che la conduca in Francia dove intende farsi addestrare dal miglior maestro d’armi del tempo per poter imparare a difendersi da sola da Lord Walter. A Edimburgo sale su una nave, la Dancing Water, capitanata da Colin Montgomery che non la può accompagnare ma la scorta su una nave svedese. Nonostante la brevità del loro incontro questo lascerà un segno nei cuori di entrambi.
Dopodiché Kenna vivrà una serie di avventure tumultuose in Francia che la porterà a conoscere vari gentiluomini francesi che, però, non le provocheranno lo stesso turbamento del capitano americano, quest’ultimo, tra l’altro, appare e scompare continuamente dalla vita della protagonista tra un viaggio e l’altro.
A un certo punto lui e Kenna ritornano in Scozia dove la ragazza ritorna al castello del clan dei McKay (famiglia di sua madre) che è passato in suo possesso. Qui Kenna e Colin continuano a lasciarsi e a ricongiungersi tra una litigata futile e l’altra più o meno basata sulla necessità di indipendenza di Kenna e la sua volontà di farsi giustizia da sola contrapposta al desiderio di Colin di proteggerla. Fino alla litigata finale…
Una volta sola, riprendono le minacce di Lord Walter e si arriva al duello finale che, francamente, dopo essere stato preparato per tutto il libro è piuttosto sbrigativo.
L’unico aspetto positivo che sono riuscita a trovare è l’ironia ben utilizzata in alcuni dialoghi dei personaggi. Probabilmente i personaggi più interessanti sono la coppia secondaria formata dagli amici dei protagonisti, Alejandro e Josette. Sono più divertenti, più vivi degli altri due.
Per il resto ho trovato questo libro noioso, privo del tutto di una vera storia d’amore con i personaggi quasi ingessati. Il protagonista maschile è quasi inesistente rispetto all’eroina. Quest’ultima è decisamente indipendente ma al punto che l’eroe è del tutto ininfluente e sembra quasi un comprimario.
Ricostruzione storica mancante e questo è un vero peccato per un libro ambientato in Scozia nel 1746, anno della battaglia di Cullonden. Francamente mi sarei aspettata di più da quel punto di vista.
Una sola osservazione: vi pare realistico che nella Scozia del 1700 e per giunta in un luogo sperduto come quello dell’estrema parte settentrionale delle coste scozzesi ci sia qualcuno che suoni il mandolino? (pag.277) Devo pensare che si tratti di un errore di traduzione…(2 CUORI)

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