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DIANA GABALDON: Tamburi d'autunno

Tutto ha avuto inizio in Scozia dopo la Seconda Guerra Mondiale, con un magico cerchio di pietre che spalanca le porte del passato  a pochi eletti. Claire Randall, infermiera inglese in viaggio con il marito, si trova catapultata nel diciottesimo secolo, nel pieno delle rivolte giacobite contro l’Inghilterra e si innamora follemente del nobile scozzese Jamie Frazer. Una storia divenuta ormai leggenda. Ora, alla volitiva e imprevedibile Claire, che dopo quel primo viaggio ha avuto l’opportunità di tornare nel presente per poi scegliere di seguire – a tutti i costi – il suo sogno d’amore nel passato, sia affianca un’altra protagonista altrettanto determinata e affascinante: Brianna, figlia di Claire e Jamie, cresciuta nell’America del Ventesimo secolo. Brianna  viene a sapere un terribile segreto sulla sorte dei suoi genitori e senza esitare abbandona il fidanzato scozzese Roger, studioso di storia e attraversa il cerchio di pietre tuffandosi nell’ignoto per cercare Claire e Jamie e salvarli da morte certa, cambiando il corso del destino. Ma nel passato si possono fare anche brutti incontri, e Brianna finirà ben presto in mani assai pericolose…
Che fatica! E ancora sono a metà del percorso, visto che ora mi aspetta la seconda parte dell’opera, Passione oltre il tempo. Ogni volta che leggo un nuovo capitolo delle avventure di Claire e Jamie mi sembra come se l’esperienza mi avesse spossato fisicamente, come se anche io insieme a loro avessi dovuto attraversare ogni tipo di avventura e prova.
Questa volta, e siamo nel 1767-68, i due coniugi si sono trasferiti nelle Colonie americane, dopo aver recuperato il nipote Ian. La vicenda inizia con una scena di impiccagione dalla quale si salva fortuitamente un certo Stephen Bonnet che Jamie e Claire contribuiscono a far fuggire e per tutta ricompensa, questi li deruba. E ancora non è tutto, visto che Bonnet sarà il grande cattivo della seconda parte, la nemesi di Brianna.
Dopo essersi rifugiati per un certo periodo presso Jocasta Cameron, zia di Jamie, l’highlander e la moglie partono per esplorare il territorio ancora selvaggio del North Carolina dove costruiranno la loro tenuta, Fraser’s Ridge. Occorrerà un po’ di tempo prima che la semplice casupola diventi una vera abitazione e le terre diano i loro frutti, ma i due coniugi lavorano alacremente facendoci vedere la vita quotidiana dei primi pionieri d’America, tra i pericoli offerti dalla natura e la minaccia del selvaggi.
Stavolta ho trovato questo libro troppo lungo e troppo lento e, ripeto, sono ancora a metà. L’avventura finisce con l’essere noiosa e ripetitiva, pur dimostrando l’autrice una fantasia incredibile nel proporre situazioni sempre diverse, alla fine questo continuo presentarsi di ostacoli da superare diventa poco credibile.
Poi ci sono gli eroi che cominciano ad essere un po’ avanti con gli anni (più vicini ai 50 che ai 40) e la loro relazione, sempre appassionata, non può avere quell’appeal, quella tensione dei primi libri. Per questo la Gabaldon cerca una nuova soluzione inserendo la storia d’amore, ancora non del tutto sbocciata tra Brianna Randall e Roger Wakefield e non a caso essa avrà più spazio nella seconda parte.
Quello che, secondo me, inizia a rendere meno piacevoli questi libri della serie è che la passione, il romance, la storia d’amore tende ad avere meno spazio rispetto all’avventura. E questa stessa è esageratamente lunga e contorta. I protagonisti hanno tanti e tali di quelle prove che non basterebbero cento vite per poterle affrontare tutte. Ma chi lo dice che ogni libro deve essere di più di 1000 pagine? Non può cercare di scrivere qualcosa di meno prolisso?
Ma che lo dico a fare? Pare che la serie in America sia già finita, mentre da noi arriveranno questa estate gli ultimi due volumi.
Io ho già comprato sia La croce di fuoco che Vessilli di guerra  ma aspetterete un bel po’ prima che li legga, prima mi dovrò disintossicare dalla Gabaldon. Intanto mi appropinquo ad aprire Passione oltre il tempo, sicura di trovarci almeno più passione di quanta ne abbia letto in questo.
- La straniera
- L’amuleto d’ambra
- Il ritorno
- Il cerchio di pietre
- La collina delle fate
- Tamburi d’autunno

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