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CATHERINE COULTER: La sposa di Sherbrooke

A ventott’anni suonati, il quarto conte di Northcliffe, Douglas Sherbrooke, si trova a fronteggiare un grave e incombente dovere dinastico: deve mettere la testa a posto e prendere moglie, così da garantire alla casata il legittimo nuovo erede. La faccenda, tuttavia, a un esame più approfondito potrebbe rivelarsi oltremodo piacevole, in quanto Douglas ha deciso che la nuova contessa sarà la splendida, affascinante, incomparabile Melissande Chambers. Anzi, è talmente impaziente di impalmare la magnifica creatura che, essendo inviato in missione in Francia, incarica il cugino Tony di sposare Melissande per procura. Ma… Tornato a casa Douglas si ritrova sì regolarmente maritato, ma con la Chambers sbagliata! Toni gli ha fatto infatti sposare Alexandra, dolce, ingenua, innamorata ma purtroppo ben lontana dallo splendore della sorella. Come se ciò non bastasse, nelle stanze nuziali del castello ha ripreso a girovagare la Sposa Vergine, un vecchio fantasma che da tempo infesta il castello. Decisamente, nella vita di Douglas ci sono due femmine di troppo, e in qualche modo bisognerà provvedere… Tra gli antichi manieri dell’Inghilterra d’inizio Ottocento si svolge questa favola insolita e divertente, maliziosa e romantica, che mostra come il vero amore riesca a trionfare a dispetto anche delle più infelici premesse.
Questo libro risale a diversi anni fa, è un vecchio Euroclub che mi è stato gentilmente prestato. Che sia un libro d’annata è ben evidente dalla discrezione della copertina (ben lontana dalle plastiche e ammiccanti immagini moderne), dalle dimensioni del volume (perché non vengono più pubblicati romance di una certa lunghezza?). Il nome dell’autrice è di quelli che da tempo non vengono più pubblicati in Italia.
Sono al mio secondo libro della Coulter, dopo aver letto in inglese Midsummer Magic, fino ad ora il mio unico esperimento di lettura in lingua originale. Devo dire che la cosa che mi ha colpita di più sono state le somiglianze tra le due storie, tanto che mi è venuto il sospetto che l’autrice tenda a ripetere gli stessi moduli. Devo provare a leggere ancora qualcos’altro per poterne essere certa. La storia inizia in un modo alquanto insolito: il protagonista, Douglas Sherbrooke conte di Northcliffe, capisce che per lui è tempo di prendere moglie e, subito, gli viene in mente la bellissima Melissande che aveva conosciuto alcune stagioni prima. Poiché deve recarsi in Francia per una missione segreta manda il cugino a sposare per procura la donna dei suoi sogni (perché non può aspettare ancora qualche settimana in modo da andare lui direttamente?). Al suo ritorno ha l’amara sorpresa di trovare la splendida Melissande sposata al cugino e lui si ritrova legato alla ben più scialba sorella minore di lei, Alexandra.
All’inizio il rifiuto di Douglas è categorico e la povera Alexandra deve subire dei duri torti da parte di tutti, in primis dal marito, un rifiuto palese; ma con il passare del tempo, grazie alla sua arguzia, al suo caratterino e anche a certe doti nascoste riesce a catturare l’attenzione e l’affetto del marito.
La storia, secondo me, è piacevole ma non di quelle indimenticabili. Quello che maggiormente mi è piaciuto è stato il rapporto tempestoso, e anche divertente in certi momenti, dei due protagonisti che litigano sempre, anche in maniera abbastanza violenta. Le fughe, gli inseguimenti, la passione sfrenata sono i puntelli del rapporto tra Douglas e Alex. La donna non nasconde il suo amore per il marito, anche quando questi sembra rifiutarla sdegnosamente, e alla fine la sua tenacia vince. Una delle scene più belle è quella in cui Douglas capisce di amarla e lo fa quando si rende conto della caparbia di lei nell’essere presente nella sua vita, nello stargli accanto, nel volerlo proteggere ad ogni costo, nonostante lui non ne abbia proprio bisogno. E in quel momento lui, finalmente, riesce ad amarla con dolcezza e a bisbigliarle “Je t’aime aussi”(2 CUORI)

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