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SARAH ELLIOTT: Il marchese libertino

Giunta alla quarta stagione mondana senza aver trovato un marito che risponda alle sue aspettative, Beatrice Sinclair si è rassegnata a non conoscere mai le gioie dell’amore e ha deciso che quella, vada come vada, sarà la sua ultima esperienza in società. Poi però incontra Cherles Summerson, Marchese di Pelham, uomo dalla pessima reputazione ma capace di procurarle il genere di eccitazione a cui lei in cuor suo ha sempre anelato. L’attrazione fra i due si accende all’istante benché, ossessionato dal suo doloroso passato, anche Charles abbia deciso di non sposarsi mai. Quando la fanciulla e l’affascinante marchese vengono sorpresi in atteggiamento compromettente in un momento di incontrollabile passione, si ritrovano dunque costretti a convolare a nozze. La vita coniugale si rivela però molto diversa da ciò che Beatrice sognava. Tanto diversa e deludente, in effetti, da spingerla a fuggire…
Ma quanti libertini abitavano a Londra nel periodo della Reggenza? Avevano formato un club e si davano consigli e regole di comportamento?
Pare proprio che fosse così, stando ai vari Regencies che mi è capitato di leggere, diversi dei quali hanno protagonisti molto simili.
Per dirla in sintesi, questo libro non è particolarmente originale ma contiene alcune caratteristiche interessanti. L’autrice, Sarah Elliott, è molto giovane e questo è il suo primo romanzo, ma ha già dimostrato segni di discrete capacità, con maggiore esperienza potrà, probabilmente, scrivere ancora meglio.
La protagonista è Beatrice Sinclair che, nonostante la sua bellezza e la partecipazione a varie Stagioni londinesi non ha ancora trovato marito, o per lo meno non ha accettato le proposte che le sono state fatte.
Quando inciampa in Charles Sommerson il cuore le salta in gola e capisce che è LUI l’uomo del destino. Ma la pessima reputazione di questo famigerato libertino la frena tantissimo, anche perché Charles manifesta subito la sua intenzione di averla nel suo letto, ma non certamente di sposarla.
A questo punto inizia un gioco di inseguimenti tra Beatrice che cerca di sfuggire alle sue grinfie e lui che la insegue. Ad un certo punto si incontrano “casualmente” in una libreria tra scaffali di libri. Che bello! Sarebbe il mio sogno trovare il mio lui tra i libri (lo prenderei al volo a scatola chiusa)! E non è che lui vi si muova come un elefante tra la cristalleria, ama proprio i libri! E poi, addirittura, ha anche letto “Ragione e sentimento”  della Austen e non esita a dirlo apertamente. Da questo punto di vista ha guadagnato per me dieci punti.
Per il resto non è che sia un personaggio particolarmente interessante e originale.
Sa essere malizioso e sexy, da bravo libertino:
<<Come mai non siete ancora sposata?>>
<<Un sacco di persone non sono sposate. Potrei farvi la stessa domanda>>
<<Sì, ma io non voglio sposarmi. Il fatto che vi troviate a Londra per la Stagione indica che non condividete il mio desiderio. Che cosa ve lo impedisce? Siete intelligente e spiritosa, per non parlare del fatto…>> e i suoi occhi si incupirono, <<che siete la donna più bella della città. Siete proprio sicura di volere un marito?>>
Lei avvampò ancora una volta <<Si tratta di una proposta?>>
Non avrebbe mai dovuto chiederglielo. Lui si limitava a prenderla in giro ed era impossibile prevedere quale risposta scandalosa le avrebbe dato.
Charles si accostò di nuovo all’orecchio, questa volta per sussurrarle: <<Non di matrimonio>>
Ma è soprattutto un uomo che vuole giocare a fare il duro e l’insensibile ma, in realtà è un tenerone che non sa stare lontano da Beatrice anche se non vuole ammettere di amarla. Proprio perché non riesce a tenere le mani a posto, viene scoperto con Beatrice in una situazione compromettente e costretto al matrimonio.
Beatrice è la classica ragazza romantica che ha sviluppato una propria visione dell’amore, un po’ da romanzo, e che non si vuole rassegnare ad avere meno di quello che si era prefissata. Per questo non accetta di sposare nessuno dei suoi tanti corteggiatori, né può accettare una sorta di matrimonio a singhiozzi che Charles le propone.
Il personaggio, secondo me, più riuscito del libro è la piccola Helen, la sorella tredicenne di Beatrice. Una vera pestifera, commenta in maniera pungente le varie situazioni soprattutto il modo stupido di comportarsi dei due innamorati.
L’autrice, come ho detto, è molto giovane e alle prime esperienze. Dimostra di avere un certo margine di miglioramento e forse merita di essere seguita nelle sue prossime fatiche (3 cuori)

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