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MOLLY LIHOLM: A caccia di guai

Kate Ross, vivace e attraente, possiede tutto ciò che ogni donna desidera dalla vita, ma le manca un figlio. A tutto c’è rimedio, e se per Kate nessun uomo merita di essere sposato, le rimane una sola scelta: l’inseminazione artificiale. Ma proprio il suo peggior nemico doveva essere il padre del bambino? Robert Devlin è il suo più acerrimo rivale nella scalata alla presidenza della società per cui lavora, e se Kate ha fatto una cosa che può apparire originale, be’, decisamente Robert non è da meno…
Capita spesso di trovare protagoniste sole, incinte e abbandonate, a volte anche abbastanza disperate, ma è la prima volta che me ne capita una che se l’è pure cercata con un’inseminazione artificiale. Segno dei tempi…
Kate Ross ha 36 anni e l’impellente esigenza di avere un figlio e non trova niente di strano a rivolgersi a una banca del seme (evidentemente negli USA da single si può…). Tentativo riuscito: si ritrova incinta e, per la prima volta nella sua vita, la pressione dell’ambiente lavorativo passa in secondo piano di fronte alla bella notizia.
Lei e il suo eterno rivale, Robert Devlin, concorrono per il posto di vicedirettore del marketing per l’azienda per cui lavorano ed ora lei sembra destinata a dover cedere le armi. Dall’altra parte della barricata, però, non trova quel mostro spietato e fagocitatore che si aspettava ma un uomo tenero che si impegna per risolvere i problemi di tutti. E quando si accorge che anche lei ha un problemino, stando per diventare ragazza madre, si inizia ad attivare anche per la ragazza. Senza sapere che l’ha già aiutata parecchio…
E toccherà anche a lei aiutarlo a superare le sue insicurezze che gli impediscono di rivelarle il suo amore.
Una trama per certi aspetti surreale (quando si dice quanto è piccolo è il mondo!) ma sicuramente sia divertente che dolce  

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