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MARY BALOGH: La prima neve

Mary Balogh, La prima neve
L’aveva sedotta e poi abbandonata…ma ora la desidera
Alexander Stewart, visconte di Merrick, sta rientrando a Londra, ma una bufera di neve lo costringe a cercare ricovero per la notte. Ad accoglierlo c’è una fanciulla in abiti dimessi che lui, senza riflettere, compromette. Quando scopre che la ragazza è Anne Parrish, figlia di un barone, l’onore gli impone di sposarla… Non esiste alcun codice, però, che lo obblighi a dividere la sua vita con lei, così dopo matrimonio Alexander parte, deciso a non rivederla mai più. Ma il destino ha in serbo altri piani…
Quando devo “giudicare” un romanzo di Mary Balogh provo sempre un grande imbarazzo perché è difficile dire qualcosa su una grande maestra del genere. Questo romanzo è del 1986 ed è uno dei primi da lei scritti, ma è già piuttosto evidente la sua mano e la sua bravura. Alcune caratteristiche di questa prima fase sono rimaste invariate, altre sono state modificate, corrette, limate dall’autrice.
L’ambientazione invernale, anche se non proprio natalizia, è uno dei classici elementi ricorrenti così come le riunioni familiari cui partecipa tutta la “gens”, cioè tutta la dinastia in tutte le sue diramazioni in un caotico e pittoresco  turbinio di zii, cugini, vicini che mette un po’ in difficoltà il lettore in un primo momento.
Procedendo con ordine, possiamo dire che i protagonisti di questo racconto sono Alexander Stewart, visconte Merrick e Anne Parrish. I due si incontrano quando, durante una tempesta di neve, l’uomo chiede ospitalità nella casa della ragazza che era sola in casa. Il mattino successivo, quando torna il fratello di lei, obbliga Alex a sposare Anne. La fanciulla è una ragazza timida, non molto attraente e ingenua e viene abbandonata subito dopo la consumazione del matrimonio. Passa un anno in solitudine, abbandonata dal marito quando le arriva l’invito da parte della nonna di Alex, la duchessa di Portland, per partecipare ai festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario di matrimonio dei duchi. Nella casa di famiglia trascorrerà quindici giorni memorabili in compagnia del parentado e di un marito sempre meno desideroso di abbandonarla.
È chiaro che la trama si basa tutta su una catena di equivoci: Alex sbaglia a ritenere Anne una domestica quando le chiede rifugio; Anne sbaglia a pensare che Alex le proponga il matrimonio mosso da un qualche sentimento. Via via gli equivoci diventano sempre più radicali e riguardano gli stessi sentimenti dei personaggi. Entrambi sono troppo orgogliosi, troppo testardi per ammettere con l’altro la profondità dei loro sentimenti e finiscono per ferirsi, loro malgrado, a vicenda dicendosi cose che non pensano.
La Balogh è bravissima nel descrivere i suoi personaggi come se li avessimo davanti ai nostri occhi: i rossori, l’imbarazzo, Anne che si tormenta le mani e si stropiccia le vesti quando è nervosa. Certe scene sono di un tale realismo che fanno semplicemente venire i brividi. Superba! (4 CUORI)

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