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DONNA CLAYTON: Una strana eredità

Chi ha detto che il bene non paga?
A Laura Adams ha fruttato una bella eredità da parte di uno sconosciuto. Insieme a una quota della Mitchell Corporation, Laura riceve pure l’incarico di aprire un asilo all’interno dell’azienda per i figli dei dipendenti.
Una mattina sulla spiaggia, ci si gode una bella mattinata di relax quando la pace di una madre in compagnia del proprio figlio viene rovinata dalle grida di una bambina che rischia di essere rapita e chiama disperata il nonno. Questa è la circostanza nella quale Laura Adams conosce la piccola Abbie Mitchell e il nonno Alfred. Come segno di ringraziamento per l’aiuto arrecato alla nipote e con un augurio di realizzare il sogno di aprire il proprio asilo, l’uomo le dona una cifra importante che di lì a poco viene richiesta indietro dal figlio dell’anziano, Dylan Mitchell, che la tratta con estrema durezza.
Qualche mese dopo Laura scopre che Alfred è morto e l’ha citata nel suo testamento: le ha lasciato il 10 % dell’azienda, l’incarico di aprirvi un asilo per i figli dei dipendenti e la sollecitazione per il figlio di imparare dalla donna.
Ma Dylan si chiede che cosa possa imparare da lei. Presto svelato: Dylan deve imparare a staccare dal lavoro e ad occuparsi un po’ di più della figlia e Dylan sembra imparare presto. Ma l’uomo duro e freddo ritorna in superficie quando rispunta all’orizzonte Teresa, la madre della piccola Abbie, la donna dalla quale ha comprato la figlia, visto che lei sembrava disinteressarsene, ma che ora vuole recuperare il tempo perduto.
Quel fragile sentimento che Laura era riuscita a costruire nel cuore di Dylan si spezza immediatamente, soprattutto perché lei si sente di difendere il desiderio della donna di stare con la figlia.
La trama è molto interessante, per nulla banale così come la capacità dell’autrice di tratteggiare con poche pennellate i personaggi, sia adulti che bambini, di questo racconto.

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