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JOANNE ROCK: La signora del castello

TITOLO: La signora del castello
AUTRICE: Joanne Rock
TITOLO ORIGINALE: In the Laird's Bed
USCITA ITALIANA: GRS 846, ottobre 2012
GIUDIZIO PERSONALE: 2/5
Scozia, 1070
Quando Duncan di Culcanon si presenta al castello di Domhnaill e chiede di ospitalità per la notte, Lady Cristiana è tentata di rifiutare nonostante la terribile tempesta che infuria fuori dalle mura. Non può dimenticare che un tempo lei e quel valoroso cavaliere erano promessi sposi, finché un torto irreparabile ha scavato un solco incolmabile tra le loro due famiglie. Non potendo sottrarsi ai doveri di castellana, Cristiana si ritrova suo malgrado a dover fare i conti con la presenta ingombrante dell'uomo che nonostante tutto non ha mai dimenticato. Ma non ha intenzione di permettere alla passione di offuscare la sua capacità di giudizio... anche se Duncan sfodera tutto il proprio fascino per riconquistarla.
Durante una violenta tempesta, il cavaliere Duncan di Culcanon si presenta alle porte del castello di Domhnaill, confidando di venire ospitato, nonostante il suo arrivo non sia propriamente gradito. Nonostante i tanti dubbi, Lady Cristiana di Domhnaill non può abbandonare degli uomini al gelo e raccoglie il drappello. Nel momento in cui Duncan entra nel castello è come se cinque anni dolorosissimi non fossero mai passati. Al tempo, infatti, i due erano promessi sposi e forte era l'attrazione e la passione tra di loro. Il fratello di lui, però, si era macchiato di un terribile delitto e il fidanzamento era stato sciolto. Ora Duncan vuole tentare il tutto per tutto per riconquistare quella donna e quel castello e Cristiana ha grande difficoltà a resistergli.
Di questo libro NON mi è piaciuto:
  • La trama, in generale, che è abbastanza tradizionale e prevedibile nei romance medievali che qui, per giunta, è affrontata con una superficialità e ingenuità disarmante. Tutto si distrugge e si ricostruisce senza una vera motivazione: i due protagonisti si sono lasciati quando Cristiana aveva giuste motivazioni per odiare la famiglia di lui senza un giusto confronto e ora quell'odio e quel risentimento vengono superati in nome di una profonda passione fisica.
  • Non mi è piaciuto il protagonista, Duncan.
  • Così come non mi è piaciuta la protagonista Cristiana, entrambi per gli stesso motivi: non sono personaggi completi, a tutto tondo; sono abbastanza stereotipati; in loro predominano le azioni istintive. Poco sappiamo della loro costruzione psicologica, soprattutto per quanto riguarda Duncan. La forza e la fierezza di Cristiana consiste solo nella sua capacità affaristica e nell'essere riuscita a gestire da sola un castello. Per il resto non sappiamo altro di lei, se non che si è assunta il compito di crescere una figlia non sua.
Di questo libro mi è piaciuto:
  • Un personaggio secondario, Edwina di cui, al contrario della protagonista, riusciamo a capire qualcosa in più. È stata fino ad ora una donna sfortunata, costretta a rinunciare all'uomo che ama, costretta a fidanzarsi con un uomo brutale che la violenta; costretta ad abbandonare la figlia e ad andare in esilio a corte. Di lei percepiamo il dolore, la delusione subita nella sua vita. Ho trovato lei e l'ex spasimante Cullen di Blackstone molto più interessanti e degni di un libro loro (non so se esiste già).
  • Sarà una motivazione futile, ma di questo libro mi è piaciuta la copertina, con questa bella figura femminile che ben si accorda a come mi sarei immaginata Cristiana.
Assolutamente deludente!


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