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REBECCA BRANDEWYNE: La rosa di Delhi


TITOLO: La rosa di Delhi
AUTRICE: Rebecca Brandewyne
TITOLO ORIGINALE: The Crystal Rose
USCITA ITALIANA: GRS 617, gennaio 2008
Inghilterra, 1850
Mentre si aggira tra i banchi del mercato di Covent Garden, Rose Windermere viene travolta da un uomo dal volto scuro e dai lucenti capelli neri il quale, affidandole una lettera, le sussurra un'inquietante lettera prima di svanire tra la folla inseguito da due loschi individui. Una volta a casa, Rose si accorge che la busta porta un sigillo a lei ben noto, quello della famiglia Thornleigh. All'improvviso, il passato a lungo sopito riemerge con i suoi dolorosi ricordi, e alla dolce Rose sembra di tornare indietro nel tempo, a quando era bambina, in India, nella tragica notte in cui il suo migliore amico, Hugo Thornleigh, scomparve tra le fiamme di un terribile incendio. Mille interrogativi si agitano nella mente della fanciulla, e a uno in particolare il suo cuore desidera trovare risposta: possibile che il giovane straniero che le ha dato la lettera sia il suo amato Hugo, tornato finalmente da lei?
Mantiene di questo libro è praticamente inesistente perchè è costituita da una accozzaglia di episodi messi insieme in maniera confusa e, peggio ancora, per nulla interessante. Ho difficoltà a trovare aspetti interessanti in questo libro. La trama parte dall'India dove abita la numerosa famiglia Windermere. Una notte la piccola Rose Windermere scopre che la casa dei loro vicini è stata incendiata e che gli occupanti, incluso il suo miglior amico, Hugo Drayton, sono rimasti vittime. Spaventati da tanta violenza la famiglia decide di tornare in Inghilterra. Passano gli anni e, un giorno, mentre va al mercato, Rose viene investita da un uomo che fugge e che le lascia uno strano biglietto. Ritrovato questo misterioso personaggio, scopre che si tratta del tanto rimpianto Hugo che pare stia investigando su un tentativo di uccidere la regina Vittoria, oltre a cercare di riprendere il proprio titolo.
Faccio fatica a trovare degli aspetti positivi, ma dico che mi è piaciuto:
  • Certe scene familiari in casa Windermere con la signora, tutta presa dal problema di sposare questa nidiata di figlie, tutte con nomi di fiori, non avendo tanti mezzi. Mi ricordavano, vagamente, certe scene di Miss Bennett e le sue figlie di Orgoglio e Pregiudizio.
Non mi è affatto piaciuta:
  • è una trama oltremodo noiosa: difficilmente mi capita, come in questo caso, di voler scorrere le pagine velocemente, possibilmente saltando passaggi pur di finire il prima possibile.
  • Ho trovato certe svolte della trama decisamente elementari, quasi puerili: l'uomo misterioso lo è davvero poco, se ne scopre l'entità piuttosto facilmente; il cattivo viene preso piuttosto facilmente, anche perchè nel momento della fuga si va a rifugiare dove tutti lo vanno a cercare immediatamente. Ma anche semplicemente il fatto che la famiglia Windermere non appartiene all'aristocrazia, ma da un giorno all'altro viene viene accolta nei migliori salotti e immediatamente le signorine diventano tra le più corteggiate di Londra.
  • I dialoghi sono assurdi: sembrano quelli di Beautiful con i vari personaggi che ripetono sempre le stesse cose e si esprimono in maniera del tutto irrealistica.
  • Infine aggiungo anche certi noiosissimi passaggi didascalici nei quali l'autrice cita un posto di Londra e ne fa la storia; ti spiega la genesi e l'organizzazione della Grande Esposizione voluta dal principe Alberto.
Bocciato, che più bocciato non si può!




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