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MARY JO PUTNEY: La sposa del destino


TITOLO: La sposa del destino
AUTRICE: Mary Jo Putney
TITOLO ORIGINALE: The Bartered Bride
USCITA ITALIANA: I Romanzi 1012, luglio 2012
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
DA UN ATTO DI CORAGGIO INIZIA L'AVVENTURA DELLA PASSIONE
Alexandra Warren, rimasta vedova in Australia e madre della piccola Katie, sta tornando in Inghilterra quando la sua nave è attaccata dai pirati. Fatta prigioniera, Alexandra viene condotta su un'isola indonesiana e venduta come schiava. Il capitano Gavin Elliott, dopo essersi costruito una fortuna nei mari della Cina, si trova sulla stessa isola per concludere affari con il sultano locale prima di rientrare in Inghilterra, intenzionato a sposarsi e a riprendere il posto che gli spetti in società. Ma basta un solo sguardo alla bellissima schiava bianca del sultano per sentirsi rubare il cuore. E per salvarla, sarà disposto davvero a tutto...
Finalmente arriva in Italia un libro che risale a ben 10 anni fa che va a completare una trilogia pubblicata diverso tempo fa da Mondadori. Si tratta di un romanzo di un'autrice che amo in maniera particolare con poche altre: Mary Jo Putney; il suo titolo è La sposa del destino ed è il terzo volume della trilogia Bride dopo La pazzia del cuore e La donna di giada. Oltre a questa trilogia, il libro è legato anche alla serie Angeli caduti perchè la sua protagonista è la figlia di Catherine, protagonista di Un marito provvisorio, il mio primo romanzo della Putney in assoluto.
Alexandra Warren dopo il suo matrimonio si è trasferita in Australia con il marito. Alla morte di quest'ultimo, decide di tornare in Inghilterra con la figlia Katie, ma la loro nave è assalita dai pirati. Le due vengono separate e Alex viene venduta come schiava ed è costretta a subire ogni tipo di vessazione e violenza. Nonostante ciò, non perde la sua forza e il suo coraggio, tanto da non cessare di ribellarsi e di sperare di liberarsi. Giunta, nei suoi vari spostamenti, nell'isola di Maduri, approfitta della presenza di un uomo misericordioso per cercare di liberarsi. Lui è Gavin Elliott, già visto in La donna di giada dove era amico e socio di Kyle, ospite del sultano Kasan che vorrebbe fare di lui il suo socio. Notata la schiava europea, Gavin chiede la sua liberazione e per ottenerla dovrà affrontare una serie di prove. Grazie alla forza e al coraggio di entrambi, Alex viene liberata, Katie viene recuperata i tutti insieme tornano in Inghilterra. Per soccorrerla dall'ennesima difficoltà Gavin sposa Alex.
Non posso evitare di dire che, come sempre, i libri della Putney mi piacciono. In questo, in particolare, mi piace:
  • Gavin: è un eroe forte, coraggioso, generoso, come ne abbiamo visti altri in diversi libri della Putney. È anche una persona fortemente legata a delle convinzioni “democratiche”, antiaristocratiche. Per questo è fortemente colpito quando si ritrova ad essere lui stesso Conte di Seabourne finché capisce che quello che crede un privilegio può essere messo a disposizione della collettività.
  • Alex: è una donna forte, pur essendo provata. Si intravede in lei una qualche forma di conflitto rispetto a una madre troppo spesso indicata come emblema di perfezione. Per questo motivo si è voluta allontanare dalla famiglia, anche se ora la riscopre come rifugio dopo tante disavventure. È molto ferita dalle violenze subite e questo le dà una percezione sbagliata di sé e le ha provocato paure profonde, soprattutto degli uomini. Ma sa anche reagire, tanto da decidere di imparare dei mezzi di autodifesa o di perseguire chi pratica commercio di schiavi. Ha un problema serio nell'accettare l'intimità col marito (motivo che ricorda un po' troppo la storia della madre) e grazie alla pazienza di Gavin riesce e superarlo.
  • Rivedere vecchi personaggi a cui sono particolarmente legata: non solo Kyle e Troth, coppia mista ormai tranquillamente trapiantata in Inghilterra; ma soprattutto Michael e Catherine, che ora hanno ben tre figli (certo, immaginarli più avanti negli anni è un po' strano), e Stephen e Rosalind che ormai ha acquistato il piglio da duchessa.
  • Come sempre lo stile della Putney è avvincente: dalla descrizione particolareggiata ma non pesante, ai dialoghi, il tutto contribuisce a far sembrare la storia molto realistica.
Non mi è piaciuto:
  • il fatto che la storia sembri troppo affrettata. Sicuramente dietro c'è un taglio dissennato rispetto all'originale. Difficilmente la Putney svolge le sue storie in maniera così lineare, con esiti così immediati, le svolte sembrano troppo veloci.
Insieme a questo libro consiglio, chiaramente, gli altri due della trilogia, ma un po' tutti i libri della Putney che riuscite e trovare.

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2 commenti:

Tiziana ha detto...

Bentornata Agata!
Come va?
dove ti hanno mandato quest'anno?
Per quanto riguarda il libro, non l'ho letto anche se da come ne parli mi interessa. La Putney mi è sempre piaciuta in tutti i suoi romanzi che ho letto (o quasi).

Aghi ha detto...

ciao Tiziana, grazie ben ritrovata a te! per il lavoro sono ancora in alto mare. Ho preso alcune ore in una scuola media e aspetto che mi chiamino per completare in un liceo. La Putney piace tanto anche a me. Fino ad ora mi ha raramente delusa e quando l'ha fatto ci deve essere stato di mezzo lo zampino dei tagli di traduzione. Baci

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