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ANNE HERRIES: Il frutto proibito

TITOLO: Il frutto proibito
AUTRICE: Anne Herries
TITOLO ORIGINALE: Forbidden Lady
USCITA ITALIANA: GRS 631, aprile 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 1/5
Inghilterra, 1485
Ripudiato dall'adorata Lady Melissa Whitbread e orribilmente sfigurato dai famigliari di quest'ultima, Robert di Melford lascia l'Inghilterra in cerca di fortuna. Ma il tempo della vendetta non è lontano: spodestato Riccardo III e salito al trono con il nome di Enrico VII, il nuovo re incarica Robert di conquistare il castello dei Whitbread, fedeli al precedente sovrano. E così Melissa si ritrova in balia del pretendente che ha duramente respinto. Più di ogni altra cosa lui vorrebbe punirla, eppure, quando la fanciulla gli giura di essere stata costretta dal padre a rifiutarlo e di averlo fatto per salvargli la vita, il risentimento di Robert vacilla. Ma com'è possibile perdonare quella pur vulnerabile bellezza, quando in volto si porta il segno indelebile della sua crudeltà?
Un romanzo assolutamente detestabile che ho fatto una fatica tremenda a finire. Ero già partita prevenuta, perché di solito non mi piacciono i libri ambientati nel '500, ma questo ha superato ogni altro detestabile intreccio precedentemente letto.
La storia parte con un amore contrastato da parte della famiglia di lei. Melissa di Whitbread è costretta e rinunciare a Robert di Melford ma non immagina che l'uomo che ama sarà aggredito dal suo fratellastro e gravemente ferito al volto. La sua vita al castello di Whitbread è penosa, tanto che lei vorrebbe rifugiarsi in un convento, invece il padre la costringe a fidanzarsi con il marchese di Leominster. Ma si sta preparando un profondo cambiamento: re Riccardo III sarà spodestato dal futuro Enrico VII e Robert si pone al suo servizio e per suo conto conquista il castello dei Whitbread. I due innamorati sono di nuovo l'uno di fronte all'altra...
Di questo libro NON mi è piaciuto:
  • La trama ha uno sviluppo a dir poco semplicistico, ci sono delle situazioni del racconto decisamente assurde, molto ingenue, dei dialoghi elementari che danno l'impressione che questo libro sia stato scritto da un'autrice inesperta, cosa che non è.
  • Ci sono delle situazioni che ho trovato del tutto incoerenti tra di loro o addirittura superflue: perché q uel riferimento alla madre di Melissa presunta morta, poi non più, Owain la trova ma lei non vuole farsi vedere dalla figlia, prima dice perchè la sua vita è nel convento, poi rivela che è malata di lebbra. Anche quest'ultimo particolare: per anni ha curato i lebbrosi ed era quasi venerata perchè avevaa proprio questa capacità di guarire, e poi si ammala. Perchè aggiungere questo personaggio se non doveva mai entrare in contatto coi protagonisti?
  • Il romanzo è piuttosto ripetitivo su certe cose ma è, secondo me, piuttosto approssimativo sulla storia d'amore di cui non si capisce nulla: come, perché i due protagonisti si sono innamorati, cosa amano l'uno dell'altra? In cosa consiste la loro storia d'amore se le loro scene insieme si limitano ad alcuni litigi e poi ad alcune scene di rimorso?
  • E che dire dei due protagonisti? Sono del tutto inconcludenti, poco delineati e per nulla motivati. Melissa è un personaggio, a mio modo di vedere, debole che si lascia trascinare dagli eventi, rispetto ai quali la sua unica reazione è quella di scappare, nella solitudine. Robert è arrabbiato perché non solo è stato rifiutato dalla donna che ama ma, per colpa sua, è stato anche orrendamente sfigurato. Per buona parte del libro la tratta male e poi, all'improvviso e senza nessuna spiegazione, muta il suo odio in tenerezza e la sua rabbia in rimorso. Cosa è successo esattamente per fargli cambiare idea?
Se proprio devo trovare qualcosa che mi è piaciuto:
  • l'immagine di copertina è, in effetti, bella, ma non mi spingo oltre.
Davvero un pessimo libro che mi pento di aver comprato.

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