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MIRANDA JARRETT: La scommessa del duca


TITOLO: La scommessa del duca
AUTRICE: Miranda Jarrett
TITOLO ORIGINALE: The Duke's Gamble
USCITA ITALIANA : GRS 615, dicembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 2/5
Londra, 1805
Eliot Fitzharding, Duca di Guilford, è un ricco aristocratico la cui sfrenata passione per le donne e il gioco d'azzardo è ben nota nei salotti londinesi. Annoitato dai soliti passatempi mondani, il giovane gentiluomo decide di scommettere con gli amici che in meno di quindici giorni riuscirà a sedurre l'integerrima Amariah Penny, la nuova proprietaria della casa da gioco di cui è assiduo frequentatore. Amariah tuttavia non è disposta a mettere a repentaglio la propria reputazione per nulla al mondo, e tanto meno per diventare l'amante di un noto libertino. Da lei e dal suo atteggiamento decoroso dipendono infatti la rispettabilità del club e i proventi necessari a finanziare la sua segreta attività di beneficenza. E l'affascinante gentiluomo in cerca di emozioni, trova finalmente pane per i suoi denti!
Si conclude con questo libro la serie Penny House di Miranda Jarrett di tre sorelle proprietarie di una casa da gioco che è, per loro, fonte di finanziamenti per le loro attività di beneficenza. Amariah Penny è rimasta l'unica sorella ad occuparsene a tempo pieno dopo il matrimonio delle altre due. Si è sempre occupata con estremo srupolo della gestione finanziaria di Penny House non lasciando spazio a nessuna distrazione. Per questo si è diffusa l'idea che sia una virago, impossibile da conquistare e, per smentire ciò, Eliot Fitzharding Duca di Guilford scommette di riuscire a sedurla nell'arco di breve tempo. Nonostante le resistenze di Amariah, la presenza di Guilford è per lei confortante e rassicurante, soprattutto quando le minacce di un anonimo sembrano voler rovinare Penny House. Tra i due, nonostante sbocci la passione piuttosto rapidamente, ci sono molte incomprensioni e contrasti. Eliot sembra mettere continuamente in crisi la fiducia accordatagli da Amariah che, da parte sua, è piuttosto veloce nel ritirarla.
Di questo libro mi sono piaciuti:
  • Sicuramente la scrittura è scorrevole, molto lineare. Sembra un compitino svolto molto diligentemente, anche con una certa attenzione, di quelli che a scuola prendono più che la sufficienza ma non possono arrivare all'eccellenza. Resta tutto a un livello mediocre perchè non c'è nulla del grande romanzo: né una storia forte, né un personaggio interessante. Però, lo ribadisco, è una storia scorrevole che si legge con una certa facilità.
  • L'unico personaggio che mi sento di salvare è il cattivo Westbrook, l'unico a cui l'autrice ha dato un po' di spessore psicologico. La sua malignità e volontà di distruggere i protagonisti, seppur un filo esagerati, sono credibili e hanno un certo fascino. Westbrook è un giovane nobile la cui vita dissipata è causa della sua distruzione morale e materiale. Attribuisce sempre agli altri, l'origine dei suoi mali e questo lo porta a sprofondare sempre più nel baratro.
Non mi sono piaciuti:
  • La trama è scontatissima: quanti libri abbiamo letto in cui il protagonista scommette di sedurre la protagonista? Di fronte a una trama così banale, mi sarei aspettata che l'autrice si concentrasse nel creare personaggi originali. Nulla di tutto ciò avviene.
  • Al contrario, i personaggi sono inconsistenti, soprattutto dal punto di vista psicologico: lei è la figlia di un vicario diventata proprietaria di una sala da gioco. In teoria è una donna che in un contesto piuttosto libertino vuole dare un'immagine di severità e austerità. L'unica cosa che sappiamo di lei è questa. Mi pare troppo poco. Eliot è un duca sfaccendato, se può perdere il suo tempo a scommettere. Sembra superficiale ma poi, non si sa perchè, se per un impulso di generosità o per far colpo ai suoi occhi si lascia andare a gesti di solisarietà. Nel corso della scommessa si innamora di Amariah ma non si capisce né quando, né dove, né perchè. Davvero dei protagonisti inutili.
Questo libro non mi è piaciuto affatto: stranamente ho avuto difficoltà sia a trovare aspetti positivi che negativi perchè la mediocrità (che, secondo me, è peggio di un libro cattivo) lo caratterizza in tutto. Non consiglio a nessuno di leggerlo se non a chi, magari, ha già letto i primi due, riesce a trovarlo (perchè è un libro di parecchi anni fa) e vuole sapere come finiva la serie.

Serie Penny House
  • La posta in gioco
  • La scommessa di Bethany
  • La scommessa del duca


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