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LAURA DAVE: Ti aspetterò per sempre (ma non metterci troppo)


LAURA DAVE: Ti aspetterò per sempre (ma non metterci troppo)
Sono passati tre anni da quando Emmy Everett, fuggita poco prima delle nozze, si è rifugiata in un paesino del Rhode Island per cominciare una vita indipendente. Ora deve ritornare a casa dei genitori a New York e partecipare al matrimonio del fratello Josh. Ma questi, a poche ore dal grande passo, le confida di non essere più sicuro. Dopo l'inaspettata rivelazione, Emmy decide di aiutare Josh a prendere la decisione giusta, quella stessa a cui lei stessa si è sottratta.
Commedia agrodolce che parla d'amore, ma soprattutto romanzo di formazione Ti aspetterò per sempre (ma non metterci troppo) è stato accolto negli Stati Uniti come un caso letterario e ha già incantato decine di migliaia di lettrici anche in Italia.
Non so di preciso cosa scrivere di questo romanzo perchè non mi ha proprio esaltata, ma non posso neanche dire che sia stata una lettura penosa. L'idea di fondo, diciamo, era buona, anche se, secondo me, è stata realizzata in maniera troppo approssimativa.
La vicenda si svolge in tre giorni, l'arco di un week end che dovrebbe culminare con il matrimonio di Josh e Meryl. La nostra protagonista, Emmy Everett, è la sorella della sposa, costretta a tornare a Scarsdale, la sua cittadina d'origine, dopo tre anni da quando cioè, ha lasciato Matt, il suo fidanzato, poco prima delle nozze per rifugiarsi a Rhode Island in un paese di pescatori. Da quel momento ha lavorato a un documentario sulle mogli dei marinai che non arriva mai alla fine. Per lei ritornare alla sua cittadina è un momento difficile. A peggiorare la cosa, arriva la notizia del fratello che non si sente più pronto al grande passo, soprattutto perchè, scopre Emmy, è innamorato di un'altra donna.
Questi tre giorni potranno essere lunghissimi, soprattutto perchè saranno un'occasione per poter ripensare alla propria vita e alle proprie scelte. Emmy, ad esempio, capirà che l'aver lasciato Matt di soppiatto e non aver chiarito con lui i problemi l'ha portata a non chiudere definitivamente con lei e di avere, in realtà, passato gli ultimi tre anni ad aspettarlo, proprio come facevano quelle mogli che intervistava. In questo modo è come se avesse lasciato la sua vita in un limbo sospeso. Trovarsi di fronte Matt e scoprire che lui, invece, nel bene o nel male, è andato avanti con la sua vita è, probabilmente, una delle molle che fa scattare in lei la consapevolezza. Insieme anche alla visione della difficoltà in cui si dibatte il fratello, senza saper fare una scelta, e la presenza del vecchio amico Berringer.
Di questo libro mi è piaciuta l'idea di base, anche se trovo che poi non sia stata realizzata in maniera adeguata.
Ho trovato interessante l'analisi del risvolto psicologico delle scelte di vita della protagonista, il gioco di scelte consce e inconsce ben descritte dall'autrice. Il tutto, però, secondo me, è stato sviluppato in maniera superficiale: è come se ci fosse molta carne al fuoco, ma che questa venga sviluppata solo parzialmente. Ci sarebbero diversi personaggi e diverse situazioni di cui sarebbe valsa la pena avere maggiori conoscenze.
Tutto ciò mi ha mantenuto, alla fin fine, piuttosto indifferente rispetto ai personaggi del libro.
Non mi sento di consigliarne la lettura.

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1 commenti:

Blogger ha detto...

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