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JENNIFER CRUSIE: Una scommessa per amore


Minerva Dobbs ha un piano per ogni evenienza, perfino per le nozze della sorella. La sua missione è perdere i chili di troppo e trovare un accompagnatore che la faccia ben figurare nel ruolo di damigella d’onore. Come se la rinuncia ai carboidrati non fosse già abbastanza dolorosa, l’uomo che Min aveva accuratamente selezionato per il matrimonio decide di mollarla a tre settimane dall’evento, sguinzagliando poi sulle sue tracce il donnaiolo professionista Calvin Morrisey. Per vincere una scommessa, l’affascinante sconosciuto dovrà persuadere Min a concedersi a lui entro un mese. Ma quando lei viene a sapere del complotto ordito ai suoi danni, decide di prendere le dovute distanze… Ma la sua vita non finisce qui e dovrà presto vedersela con un ex infinitamente geloso, uno psicoterapeuta testardo, un gatto estremamente astuto e la proposta più pericolosa di quanto non avesse potuto immaginare: il vero amore.
Questo libro mi ha dato la sensazione di un’opportunità mancata: qualcosa che poteva essere divertente, romantico e avvincente e che non realizza pienamente nessuna di queste tre cose.
La storia è abbastanza carina, anche se non particolarmente originale: una giovane donna, Minerva Dobbs, afflitta da alcuni chili di troppo e dal tormento della madre che la vuole perennemente a dieta, è stata lasciata dal suo ragazzo David, probabilmente perché ancora non ha accettato di andare a letto con lui. Nel contempo, Min lo ascolta proporre una scommessa che la coinvolge a un tipo che non conosce dall’aspetto divino: 10.000 dollari se se la porta a letto entro un mese, 10 dollari se riescono a uscire quella stessa sera. Quando il meraviglioso Adone in questione appare e attacca discorso con lei, decide di accettare l’invito, di tenerlo sulla corda per un mese per fargli perdere la scommessa. Quello che non aveva programmato è che la compagni di Calvin Morrisey le risulta molto piacevole.
Per una certa parte del libro non succede praticamente nulla: i due protagonisti continuano ad incontrarsi, anche contro la loro stessa volontà e a mangiare. Cal continua a ripeterle che lei è bella e sexy, anche con qualche chilo di troppo e a rimpinzarla come un tacchino.
Ad un certo punto il libro sembra decollare, quando almeno si inizia a intuire una qualche forma di sentimento tra i protagonisti, ma tutto resta a un livello troppo superficiale.
I due protagonisti potevano essere due personaggi interessanti: lei insicura per i suoi problemi di peso e per una madre che l’ha afflitta e controllata per tutta la vita; lui dislessico, ritenuto un idiota per troppo tempo, ha diretto tutta la vita a smentire tale giudizio. I personaggi, però, sono troppo piatti, la loro psicologia non è stata adeguatamente sviluppata.
Almeno fosse risultato un libro divertente (alla Kinsella, per intenderci)! È che qui e là si fa qualche risatina per qualche battuta, ma nulla di sensazionale. A suo merito, a volte i dialoghi sono ben sviluppati, veloci, quasi cinematografici.
Una gran delusione!

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Fantastico! 410 pagine lette in tre gg... Carina la storia, molto scorrevole la lettura, ma soprattutto risate dietro ad ogni pagina! A distanza di una settimana dall'aver terminato il libro,leggere il nome Minerva Dobbs mi fa venire ancora voglia di leggere per arrivare in fondo alla storia... peccato che sia già finita!
Francesca

Aghi ha detto...

Mi dispiace dirlo, ma io invece ho detestato questo libro, la mia recensione è decisamente critica.

Silvia Leggiamo ha detto...

Non l'ho letto, ma in effetti ne ho sentito parlare bene!
E va be', leggere anche qualche critica a me piace ^^

Aghi ha detto...

Non so in base a cosa si possa parlare bene di questo libro

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