domenica 9 febbraio 2020

KATE MORTON: Il giardino dei segreti


è il 1913 e sulla costa dell’Inghilterra una nave è pronta a salpare per l’Australia. A bordo una bambina di quattro anni, Nell, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace, che dovrebbe prendersi cura di lei e l’abbandona, invece, sul ponte. Dopo una traversata che sembra infinita, la piccola Nell si ritrova sperduta nel porto di Maryborough. Sarà Hugh, il capitano del porto, a proteggere e accogliere come figlia quella bimba smarrita, una creatura che sembra piovuta dal cielo a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Solo la sera del ventunesimo compleanno Nell apprende dal padre il segreto delle sue origini. Ossessionata dai ricordi confusi di un’epoca lontana, Nell decide di partire alla ricerca della sua vera identità. La ricerca la porta in Cornovaglia, dove sorge la tenuta di Blackhurst, un tempo proprietà della nobile famiglia Mountrachet. La donna  comincia a ricostruire la propria storia, ma all’improvviso è costretta a rinunciare. Nel 2005, alla morte di Nell, sua nipote Cassandra riceve un’eredità inaspettata: un cottage inglese, nel cui giardino dimenticato è sepolta la memoria di un passato oscuro: quello della sua custode, Eliza Makepeace, autrice di fiabe inquietanti, e dei Mountrachet. Quel luogo conserva un fascino misterioso e Cassandra decide di riportarlo allo splendore di un tempo. Ma quando inizia a scavare tra le erbacce non immagina che, alla fine, sarà proprio il giardino a restituirle la verità sulle proprie radici, e a sciogliere l’antico enigma della bambina perduta.
ho avuto la sensazione di una trama un po’ troppo contorta, forse per l’intreccio dei tre piani temporali, che non mi ha facilitato la lettura. Non ho particolarmente apprezzato il clima di mistero celato dietro il labirinto o il giardino segreto, anzi probabilmente questo tema poteva essere reso un po’ meglio, mi aspettavo cioè un clima un po’ più inquietante. Va dato merito all’autrice che ha reso il finale abbastanza avvincente, abbastanza inatteso, anche se per certi aspetti un po’ deludente, in quanto la spiegazione dell’abbandono di Nell è abbastanza “banale”, anche se efficace nella sua banalità.
Bello il tema del ritrovamento delle proprie radici, aggiustando i fili del passato per poter ricominciare a vivere.

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