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BONNIE VANAK: La Concubina


BONNIE VANAK: La Concubina
Egitto, 1889. Badra è una giovane donna a cui la vita ha dato ben poco, a parte una grande forza d'animo e un'esotica e sensuale bellezza. Un dono, quest'ultimo, che si è però trasformato per lei in una sorta di dannazione... All'età di undici anni era infatti stata venduta al crudele Fareeq, capo della tribù Al Hajid, che non solo aveva fatto di lei la sua concubina ma l'aveva condannata a una vita di soprusi e violenze. Fino a quando, anni dopo, non era giunta per lei l'ora di scappare da quell'inferno. Approfittando di un attacco sferrato agli Al Hajid dai Khamsin, loro acerrimi nemici, la giovane si era rifugiata presso questi ultimi e, grazie alle cure del giovane Khepri, era finalmente tornata a sorridere. Accanto a quel ragazzo così leale e coraggioso, Badra si era sentita per la prima volta al sicuro e, con il passare del tempo, aveva capito che la loro amicizia si stava trasformando in un tenero legame di affetto e complicità. Eppure la donna, che negli anni ha visto guarire le ferite del corpo ma non quelle dell'anima, non riesce ancora ad abbandonarsi alla passione, per quanto la desideri, per quanto non faccia che pensare a Khepri. E quando lui – che ignora il suo drammatico passato – le chiede di sposarlo, lei rifiuta seccamente. Per il giovane è un colpo durissimo. E a dolore si somma dolore quando un inglese giunge all'accampamento con la notizia che Khepri è in realtà Kenneth Tristan, Duca di Caldwell ed erede di una vasta fortuna. Rifiutato dalla donna che ama e sconvolto da quella rivelazione, Kenneth decide di lasciare l'Egitto e di non farvi più ritorno. Ancora non sa che il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Badra e che il loro amore, nato fra le dune infuocate del deserto, è destinato ad atraversare i mari e a superare ogni ostacolo.
La trama di questo romanzo è piuttosto complessa e intreccia diversi motivi, alcuni dei quali spiegati nel risvolto di copertina, altri si scoprono con la lettura. L'ambientazione, l'Egitto alla fine del XIX secolo non è delle mie preferite. In questo caso il motivo delle ricerche archeologiche si intreccia con quello della vita delle tribù locali, sceicchi e harem inclusi. I due protagonisti hanno avuto entrambi una vita piuttosto avventurosa: Khepri Bin Tarik Hassid / Kenneth Tristan Duca di Caldwell è stato cresciuto dalla tribù Khamsin sin da bambino, ma in realtà è il figlio di un nobile inglese aggredito e ucciso dalla tribù degli Al Hajid. Badra è stata venduta da bambina ad un bordello per essere venduta allo sceicco Fareeq da cui ha avuto una figlia che le è stata sottratta, e da cui ha ricevuto innumerevoli violenze finché non è stata liberata dai Khamsin. Khepri diventa la sua guardia del corpo e si innamora di lei, ma la ragazza, pur essendole affezionata, non riesce a pensare di subire di nuovo l'intimità con un uomo. Ferito dal suo rifiuto, Khepri decide di riacquisire la sua identità di Kenneth, abbandonare la sua vita in Egitto e tornare in Inghilterra. Ma per Khepri / Kenneth e Badra i guai non sono finiti e si ritroveranno coinvolti in un piano di vendetta che però li porterà a riavvicinarsi.
Questo libro non mi ha del tutto coinvinta. Ho apprezzato:
  • Lo spazio di denuncia dato al tema della violenza sui bambini, e non solo, rappresentato da Badra e l'analisi delle conseguenze psicologiche e comportamentali di una violenza subita. Badra, in particolare, non ha stima e fiducia in se stessa. Chiaramente, non riesce a concepire di accettare l'intimità con un uomo e, per questo motivo, rifiuta più volte Khepri, nonostante sia attratta da lui e ne sia innamorata.
  • Il personaggio di Khepri / Kenneth, non solo per il suo dissidio di uomo diviso tra due mondi e due culture e non sentirsi pienamente appartenente a nessuno dei due. Inoltre, mi è piaciuto molto vedere, per una volta, l'uomo inseguire la donna, professarsi innamorato e subirne il rifiuto.
  • La scrittura, molto figurativa, soprattutto nelle descrizioni di paesaggi, del deserto e del cielo egiziano. Molto realistici ed evocativi.
Non mi è piaciuto:
  • La trama, in generale, a volte eccessivamente ingarbugliata, tanto da sembrare di essere sempre allo stesso punto, cosa che mi ha reso difficile andare avanti.
Questo libro è un po' datato, quindi non si trova facilmente, io vi suggerisco di evitare anche di cercarlo, si può tranquillamente perdere.


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