martedì 25 settembre 2012

AA VV Il falco e la rosa


TITOLO: Il falco e la rosa
AUTRICE: O. Albanese; M. Camocardi; R. Ciuffi; M. Formenti; M. Masella; T. Melville; P. Picasso
USCITA ITALIANA: I Romanzi 1000, marzo 2012
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
AMORI E PASSIONI NELL'EREDITA' DI UNA STIRPE
Storie di guerrieri, congiurati, pittori, musicisti, patrioti ed ereditiere si avvicendano attraverso i secoli all'ombra di un palazzo maestoso, custode di segreti e di misteri, mentre il medaglione di una schiava passa di sposa in sposa, pegno di amori tormentati ma sempre vittoriosi. Speranze e avidità, orgoglio e illusioni, inganni e rivincite si intrecciano così, dalle Crociate al Novecento, nella storia della nobile famiglia fiorentina dei Monfalco. Ne sortisce un affresco di amori e passioni in una Firenze indimenticabile, raccontato dalla penna di sette grandi autrici italiane in un romanzo unico, in tutti i sensi.
Iniziativa molto interessante offerta da I Romanzi Mondadori in occasione dell'uscita del numero 1000 della collana Classic. E pensare che mi ricordo quando uscì il numero 500! che, per la cronaca, era La pazzia del cuore di Mary Jo Putney. Questa è un'antologia di racconti scritti dalle principali autrici italiane della collana. La particolarità è che questi racconti sono uniti dallo stesso filo conduttore, rappresentato dalla storia di una nobile famiglia fiorentina, i Monfalco, dal 1200 al 1900, da quando Lanfranco sposò Rosa, una schiava liberata, donandole un medaglione con inciso sopra lo stemma della famiglia, un falco che tiene un giglio e una rosa. Questo medaglione percorre i secoli affiancando tutti gli amori felici della famiglia.
Di questa antologia mi sono piaciuti:
  • l'idea di viaggiare nei secoli e di far affrontare a varie autrici una serie di racconti ma legati tra loro. Addirittura, in alcuni casi, ci sono rimandi con altri racconti, quindi il lavoro di raccordo deve essere stato complesso.
  • La storia di questa famiglia si intreccia a quella dell'Italia e della sua nobiltà. I racconti mostrano come i secoli d'oro per la Penisola siano stati quelli medievali-rinascimentali e come ci sia stata una decadenza delle istituzioni e della nobiltà a partire dal Settecento. La nobiltà, pur cercando di adattarsi alla nuova società borghese non si è saputa rinnovare ed è andata incontro alla dissoluzione.
  • Tra tutti i racconti ho particolarmente apprezzato quello di Theresa Melville intitolato “Guardami”. Trovo che sia stato il più originale e il meglio riuscito, pur nella limitatezza della lunghezza del racconto.
Non mi sono piaciuti:
  • la forma del racconto non è assolutamente la mia preferita. Si deve essere eccezionalmente bravi per riuscire a concentrare in poco spazio una trama esauriente, avvincente e con un adeguato sviluppo dei personaggi. Non sempre questi racconti ci riescono. Troppo spesso sono frettolosi e risolti in maniera semplicistica.
  • Il finale mi ha lasciata un po' di amaro in bocca. La nobiltà si è saputa rinnovare ma solo varcando i confini della nazione. Non che abbia particolare nostalgia dei nobili, ma ancora una volta le opportunità si trovano altrove, e poi francamente rabbrividisco pensando al Chianti trapiantato in California (scusate per lo spoiler!). Un'ultima fonte di amarezza è pensare al castello di famiglia trasformato in un albergo. Il che mi fa pensare al patrimonio artistico di questo paese dimenticato o deturpato da scelte discutibili. Ma scusate, non voglio partire con una delle mie filippiche.
Infine, posso dire che l'idea è buona, qualcosa di simile viene già fatta in USA. Spero che queste collaborazioni continuino, possono essere per tutti fonte di miglioramento.

venerdì 21 settembre 2012

MICHELLE STYLES: Nell'antro della sibilla


TITOLO: Nell'antro della Sibilla
AUTRICE: Michelle Styles
TITOLO ORIGINALE: A Noble Captive
USCITA ITALIANA: GRS 613, dicembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
Mar Egeo, 75 a.C.
Catturato da una nave pirata mentre veleggia sulla sua trireme lungo le coste del Mediterraneo, il tribuno romano Marco Livio Tullio viene condotto su un'isola a nord di Creta e tenuto prigioniero nel tempio di Cibele, in attesa che giunga da Roma il riscatto. Il compito di vigilare su di lui e sui pochi superstiti del naufragio è affidato alla futura sacerdotessa della dea. La giovane, allevata fin da bambina per assumere quel ruolo, sente però di non avere il necessario dono della preveggenza e l'arrivo di Tullio, così diverso dal conquistatore brutale e prepotente che immaginava, riaccende in lui il desiderio di condurre la vita di una donna normale, con un marito e dei figli. Ma innamorarsi di un romano, l'odiato nemico, significherebbe tradire il suo popolo...
Questo libro è una sorta di “Uccelli di Rovo” classico e invertito. Ambientato nel I sec a.C. In un'isola greca, non ben specificata, del mar Egeo dove si cura il culto della dea Cibele, racconta di una futura sacerdotessa strappata al suo destino.
Nell'isola dedicata a Cibele viene condotta dai pirati una trireme romana catturata insieme al suo equipaggio. Presentatisi davanti alla sacerdotessa il comandante romano Marco Livio Tullio pronuncia la formula rituale di richiesta di protezione per cui il gruppo di Romani viene accolto nel tempio, in attesa che arrivi il riscatto per liberarli. La sacerdotessa mascherata è, invece, Elena, sua nipote, destinata a succederle ma, al momento in difficoltà a causa della malattia della zia e della sua paura nel gestire il tempio e il culto della dea. Inoltre, ci sono numerose pressioni, da parte dei pirati e della zia Zenobia, di mettere in difficoltà la sacerdotessa e di spingere la ragazza a sostituirla. Con sua enorme sorpresa, di fronte a tutti questi assilli, l'unica persona che sembra darle una mano e un sostegno è proprio quel romano che vorrebbe tanto odiare. L'attrazione che prova per lui, inoltre, mette in dubbio le sue scelte per il futuro.
Di questo libro mi sono piaciuti:
  • La trama è piuttosto insolita: non è il solito romance, né, in particolare, il romance ambientato nel mondo antico. Non ci sono battaglie, combattimenti o personaggi storici prestati alla trama. Tutto, invece, è giocato attorno al dilemma che affligge la protagonista. Si toccano, inoltre, i temi dei culti iniziatici affidati a sacerdoti e indovini, molto spesso donne e quello dei pirati che infestavano ancora nel I secolo a.C. Il Mediterraneo e che creavano grandi difficoltà a Roma che aveva molte merci che arrivavano dall'Oriente.
  • Da tutto ciò si evince che l'autrice ha studiato un po' di storia romana. Mi è piaciuto il fatto che abbia ricostruito il contesto storico in maniera abbastanza attendibile, non solo per quanto riguarda ambientazione e fatto storici, ma anche nei dettagli più minuti della vita quotidiana.
  • È un libro che si legge con estrema velocità, è lineare e la scrittura è molto semplice e facilmente comprensibile, nonostante tratti temi probabilmente sconosciuti ai più.
Non mi sono piaciuti:
  • L'eroe è un po' carente, soprattutto rispetto all'eroina. Sicuramente a causa del suo stato di prigioniero / supplice non può permettersi grandi azioni, ma sembra una figura pallida, un “gladiatore” inconsistente che si sveglia un po' sul finale per salvare l'eroina.
  • Non c'è nessun vero cattivo. C'è sullo sfondo la figura del perfido pirata Androcele che attacca le navi e quello di Zenobia che vuole mettere in forse l'autorità della Sibilla, ma non si vede bene qual è la loro minaccia. La loro sconfitta, poi, è straordinariamente semplice e veloce. Non fanno da contrappunto efficace agli eroi.
Non è male come libro, lo consiglio soprattutto a chi ha passione per la storia antica, per coloro a cui piacciono le eroine efficaci e i romanzi basati sui disagi interiori che sui contrasti.

martedì 18 settembre 2012

BETH KERY: Un'esplosione di desiderio


TITOLO: Un'esplosione di desiderio
AUTRICE: Beth Kery
TITOLO ORIGINALE: Explosive
USCITA ITALIANA: Harmony Passion 55, marzo 2012
GIUDIZIO PERSONALE:3/5
Sophie Gable è un medico irreprensibile. Conosce l'affascinante Thomas Nicasio solo di sfuggita, ma tra loro c'è stato un crescendo di sguardi, ammiccamenti, battute allusive. Quando la vita di Thomas è improvvisamente travolta da una tragedia familiare, tutto cambia, anche il suo atteggiamento nei confronti di Sophie.
Il raffinato uomo d'affari di successo si trasforma in un predatore torvo e taciturno, affamato di sesso, dalle apparizioni inspiegabili e dalle assenze altrettanto incomprensibili. Sophie è trascinata in un vortice d'intensa attrazione erotica, d'incontri ad alto tasso di seduzione, ma sente che Thomas nasconde qualcosa. Perchè l'FBI gli sta dando la caccia? Perchè si trova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato? Forse le persone di cui più si fida sono proprio coloro che gli hanno rovinato la vita...
Poteva risultare un libro molto più interessante e coinvolgente, questo è il motivo per cui il mio giudizio si ferma ad una valutazione appena sufficiente. Tutto ciò è determinato dal fatto che la trama risulta fortemente penalizzata, secondo me, dalle troppe scene di sesso.
La storia ha inizio quando improvvisamente Thomas Nicasio si presenta a casa della dottoressa Sophie Gable e trascorre con lei un'intensa nottata di passione. I due si conoscono appena: il fratello di lui frequenta lo studio di medici psichiatrici dove lavora lei. Tra di loro c'è sempre stata un'evidente attrazione che non era mai sfociata in nulla. Sophie è sbalordita da quella improvvisa apparizione e, ancora di più, nell'accorgersi che il giorno dopo Thomas non ricorda nulla di quella notte. Subito la dottoressa capisce che Thomas è affetto da un'amnesia seguita a un trauma, inoltre si rende anche conto che l'uomo è in pericolo ed è vittima di attentati alla sua vita. Thomas no sta passando un bel periodo: ha appena perso il fratello e il nipote, vittime di un attentato, a seguito delle scoperte del fratello sulla mafia. Ora ha appena scoperto che il padre adottivo, Joseph Carlisle, è tra gli indagati come capo della Cosa Nostra locale, nonchè mandante dell'uccisione del figlio. Naturalmente si rifiuta di credere a tutto ciò.
Di questo libro mi sono piaciuti:
  • la trama è molto promettente per il mistero da risolvere della morte di Rick e Ben Carlisle, per i continui riferimenti alla malavita locale, per la terribile posizione in cui si trova Thomas, diviso tra sospetti e affetto per il padre.
  • Thomas Nicasio è un bel protagonista: di lui si dice che è bello e aitante, ma non ci si ferma ad una mera contemplazione. È un uomo che ha un passato molto difficile alle spalle: i genitori sono stati uccisi quando lui era un bambino, è stato adottato dalla famiglia del datore di lavoro del padre. Ha vissuto una vita agiata e privilegiata che non avrebbe avuto con i genitori, e la sua nuova famiglia ha conquistato il suo affetto. Non mi meraviglia che ora si rifiuti di credere che l'uomo che considera suo padre possa essere una persona spietata e legata alla malavita. Si attacca spasmodicamente a Sophie come un'ancora in questo momento in cui tutto sembra crollargli addosso.
  • Sophie Gable è molto interessante perchè è una donna che, in certi momenti della trama, sembra reggere la coppia, quando Thomas si sente del tutto disorientato. A volte potrebbe sembrare indebolita dall'amore e quasi supplice rispetto ai momenti di rifiuto di Thomas. In realtà, alla fine, è lei l'elemento forte della coppia. Forse soccombe un po' troppo alle esigenze erotiche di Thomas, ma è anche vero che nei rapporti della coppia anche lei acquista maggiore consapevolezza di sè e libertà.
Sicuramente non mi sono piaciuti:
  • la trama, per certi versi promettente, è troppo a lungo sospesa per le innumerevoli scene di sesso. Questo, probabilmente, dipende dai tagli apportati, ma c'è da dire che alcune di queste scene non erano comunque indispensabili. È vero che serve a far capire come questa coppia, grazie al sesso, si unisce e diventa un'unione forte e simbiotica. Credo che non fosse, però, necessario far sembrare che i due non facessero altro per giorni e notti.
  • Joseph Carlisle è un cattivo che non mi è piaciuto proprio. È troppo inquietante, è un cattivo all'ennesima potenza e non riesco a concepire l'idea che un padre faccia uccidere figlio e nipote per salvare i propri interessi. Poi aleggia nel libro come una presenza incorporea, compare solo alla fine quando conferma a Thomas tutti i suoi misfatti quasi come se fossero cose normali. Poi, alla fine, in prigione muore quasi subito per un attacco cardiaco. Mi è sembrato per certi versi eccessivo, per altri inconsistente.
Consiglio questo libro solo a chi predilige in particolare i romanzi erotici.

martedì 11 settembre 2012

JULIA QUINN: Il vero amore esiste


TITOLO: Il vero amore esiste
AUTRICE: Julia Quinn
TITOLO ORIGINALE: On the Way to the Wedding
USCITA ITALIANA: I Romanzi 810, aprile 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
ALLEATI NELL'INGANNO, TRAVOLTI NEL SENTIMENTO
Gregory Bridgerton crede nel vero amore. Ma quando incontra Hermione Watson, la donna dei suoi sogni, scopre che lei ama un altro. Comunque deciso a conquistarla, Greg ha un asso nella manica: lady Lucinda Abernathy, la più cara amica della fanciulla, si offre di aiutarlo. Ma ciò che Lucy, fidanzata dall'età di dieci anni con il futuro conte di Davenport, non ha previsto è di innamorarsi perdutamente proprio dal pretendente dell'amico.
E siamo a quota otto per quanto riguarda i Bridgerton e con questo avremmo dovuto concludere la serie. La cosa non mi dispiace visto che alla fine mi sembrava proprio che la Quinn avesse perso il mordente delle prime esperienze. Quello che, però, non possiamo rimproverare a questa autrice è che i suoi libri siano ripetitivi e tutti uguali, possono essere più o meno intriganti ma mai fotocopia l'una dell'altro.
Questo è il turno di Greogry Bridgerton, il piccolo di casa, ormai arrivato a 26 anni e quindi oggetto delle mire matrimoniali della madre, Violet Bridgerton. Gregory ha un'idea tutta romantica dell'amore, probabilmente rafforzata dalle esperienze dei matrimoni dei suoi fratelli, tutti così ben riusciti. Lui pensa che capirà immediatamente quando incontrerà la persona che fa per lui. E questo sembra avvenire quando, durante una festa organizzata dalla cognata Kate, si innamora della... nuca di una fanciulla ospite. Si tratta della squisita signorina Hermione Watson: lì per lì, Gregory è totalmente incantato da lei, anche se la ragazza non sembra corrispondere ai suoi sentimenti. Per poter meglio comprendere il suo cuore, il ragazzo si serve degli utili, ma a volte infruttuosi, consigli dell'amica di lei, lady Lucinda Abernathy. Durante questo country party tra i due nasce una bella amicizia, fatta di scambi sinceri e disinteressati. Le mire amorose di Gregory vanno inesorabilmente deluse, ma questa amicizia, fatta di solidarietà, complicità e sincerità, tra i due ragazzi produce un dolce sentimento nei loro cuori. Gregory non capisce immediatamente che è proprio quello il vero amore che va cercando... diciamo che dovrà dare un'occhiata più attenta alla nuca di Lucinda.
Sicuramente non è il libro Bridgerton che mi ha esaltato di più. Di esso mi è piaciuto:
  • Lucinda: è una magnifica protagonista femminile, molto realistica. È una maniaca dell'ordine, tutto deve essere sistemato secondo una sua precisa organizzazione, fa le addizioni a mente per riflettere... ma soprattutto è una fanciulla molto pragmatica, fa delle scelte anche difficilissime per il bene della famiglia, sembra voltare le spalle al grande amore pur di fare il suo dovere. È una donna arguta che ben può rispondere alle altre donne Bridgerton che, altrimenti, la fagociterebbero.
  • La trama ha alcuni aspetti originali: la scena del matrimonio di Lucy, oltre che essere quasi cinematografico, mi sembra (se non ricordo male) del tutto inedita nel mondo del romance. Devo dire che soprattutto la prima parte era fuori dai canoni del classico romance.
  • Io adoro i dialoghi della Quinn. Riguardo a questo sarò ripetitiva rispetto alle recensioni degli altri libri della Quinn che ho letto. I suoi dialoghi sono, oltre che comici, realistici, quasi visivi, nel senso che ti illustrano benissimo le scene, sono fulminei e ti lasciano quel gusto dello humour britannico tipico dell'ambiente descritto.
Non mi è piaciuto:
  • La prima parte del romanzo: nonostante abbia detto che esso ha alcuni aspetti di originalità, trovo anche piuttosto irritante quel modo che ha Gregory di innamorarsi improvvisamente, e in maniera puerile, di una ragazza di cui ha visto solo la bellezza e di decantare con parole poetiche e altisonanti questo sentimento. E alla fin fine quando le sue speranze vanno deluse, non batte di ciglio di fronte al fatto che Hermione sposi un altro uomo.
  • Gregory: mi dispiace dirlo, Gregory non è assolutamente all'altezza dei suoi fratelli. Questo può anche essere verosimile per un ragazzo che è cresciuto all'ombra dei fratelli, però non lo rende un buon protagonista, semmai lo avrei visto come esponente di una coppia di un romance secondario. È vero che, come gli dice la madre, questa in fondo è la prima difficoltà della sua vita che si trova ad affrontare e, tutto sommato, lo fa bene, però sembra non soppesare mai la gravità della situazione e le conseguenze delle sue azioni e sembra che ripetendo ossessivamente “Io vi amo” possa risolvere tutto. La prova è nella scena in cui è assieme a Colin e, seppur questi dica poche frasi, giganteggia per carisma rispetto a lui. No, assolutamente, il piccolo Gregory, neanche nell'epilogo, mi sembra adeguato.
Non ci sono dubbi sulla bravura di questa autrice, ma sono contenta che con i Bridgerton abbia finito qui.

SERIE BRIDGERTON
  • Il duca e io
  • Il visconte che mi amava
  • La proposta di un gentiluomo
  • Un uomo da conquistare
  • A Sir Phillip, con amore
  • Amare un libertino
  • Tutto in un bacio


lunedì 10 settembre 2012

KINLEY MACGREGOR: Il ritorno del guerriero


TITOLO: Il ritorno del guerriero
AUTRICE: Kinley MacGregor
TITOLO ORIGINALE: Return of the Warrior
USCITA ITALIANA: RM 803, marzo 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
UNA SFIDA IMPROVVISA, UN AMORE INASPETTATO
Christian d'Acri ha sposato la regina Adara quando era ancora una bambina. Dimenticate le promesse matrimoniali, l'unico obbligo che sente è partecipare alle missioni della misteriosa Confraternita della spada. Ma quando un usurpatore minaccia il regno di Adara, la regina si rende conto che solo Christian può salvarla. Partita alla sua ricerca, lo trova in una locanda e si introduce furtivamente nella sua stanza per sedurlo. Il trono ha bisogno di un erede...
Secondo volume della serie Confraternita della Spada di Kinley MacGregor, con protagonista l'Abate, ossia Christian d'Acri. La Confraternita è costituita da un gruppo di guerrieri, partiti per la Terra Santa e costretti a una lunga prigionia in Oriente, subendo torture e soprusi di vario genere. Le difficoltà li hanno uniti tanto da indurli a giurarsi reciproco aiuto. Per questo motivo quando un membro della Confraternita è in difficoltà, gli altri vanno in suo soccorso.
Christian si trova in Inghilterra quando viene raggiunto da una donna misteriosa che gli si presenta nuda sotto il mantello che indossa, come una novella Cleopatra. Lo stupisce ancora di più quando la donna si dichiara essere sua moglie. Pian piano un lontano passato riemerge perchè Christian è il principe ereditario di Elgedera e sposo della regina di Taagaria, entrambi regni nei pressi di Bisanzio.
Adara di Taagaria è fortemente minacciata dall'usurpatore del trono di Elgedera che la vuole in moglie per poter unire i due regni. Ma lei da bambina è stata sposata a Christian e ora intende recuperare il marito e ricondurlo al suo trono. Christian, pur rifiutando il suo ruolo di regnante, non può esimersi dall'aiutare la donna a tornare nel suo regno e a reinsediarsi sul suo trono. Comincia così un lungo viaggio che li porta ad attraversare l'Europa verso l'Oriente. Durante il viaggio, naturalmente, si scatena la passione tra i due e, suo malgrado, Christian dovrà accettare i suoi doveri.
Di questo libro mi sono piaciuti:
  • la trama, in generale, ha una costruzione di ampio respiro, molto articolata con una gradevole mescolanza di azione, di pericolo, di passione. Vi contribuiscono, oltre ai protagonisti, una varietà di personaggi secondari molto ben tratteggiati, tanto da poter sembrare tutti papabili protagonisti di prossime storie.
  • Christian: è un protagonista piuttosto insolito: oltre ad essere il classico covaliere forte, coraggioso e indomito, ha una maggiore complessità del classico eroe medievale. Ha un carattere complesso, a volte misterioso, dotato di una componente mistica. Nella prigione orientale era l'anima caritatevole che portava conforto agli altri, che cercava di mantenere un tocco di umanità anche nei momenti più bui. Anche lui ha delle ferite alle spalle, legate alla separazione dagli adorati genitori, uccisi in un'imboscata, e alla sua dolorosa esperienza in monastero e poi, naturalmente, nella prigione saracena. Come al solito, questo eroe, avendo subito il dolore della perdita delle persone amate, teme di legarsi a qualcuno e rifiuta l'amore per Adara,
  • Adara: è un personaggio molto realistico: è forte, coraggiosa ma è anche incapace di attacchi d'ira, di sfuriate che spesso colpiscono un impreparato e sconcertato Christian. È una principessa legata al sogno del "principe azzurro" intravisto da bambina quando lei e Christian sono stati sposati e non vuole rinunciarvi, anche contro la reticenza di questi. Ha saputo tener testa da soli a molti nemici e al clima di congiura che la circonda, ma sa anche quando è il momento di affidarsi alla forza dei coraggiosi cavaalieri.
Non mi è piaciuto:
  • La troppa folla di Fratelli dai nomi strani (Fantasma, Falco ecc), a cui si aggiungono anche nuovi membri, per cui non si capisce mai quanti fossero in questa prigione saracena. Questa presenza di tanti personaggi da una parte dà un tocco di realismo, ma dall'altra è molto confusionaria.
  • Lo scioglimento, con l'eliminazione del cattivo, mi è sembrato un po' troppo frettoloso. Ma, soprattutto, questi usurpatori di cui tanto si parlava, compaiono solo alla fine e per poco. Avrei gradito che la loro presenza si fosse palesata prima e ci preparasse alla serie di attentati, di cui sono vittima i protagonisti, che invece arrivano all'improvviso e sono spiegati solo sulla base delle deduzioni dei protagonisti.
In conclusione, direi che questo libro è piacevole, nulla di esaltante e clamoroso, ma è un buon medievale, sicuramente diverso dai soliti. Lo consiglio se vi va di provare una trama un po' particolare.
SERIE CONFRATERNITA DELLA SPADA
  • LA POETESSA E IL CAVALIERE
  • IL RITORNO DEL GUERRIERO

venerdì 7 settembre 2012

SARAH MCCARTY: Angelo tentatore


TITOLO: Angelo tentatore
AUTRICE: Sarah McCarty
TITOLO ORIGINALE: Caaine's Reckoming
USCITA ITALIANA: Harmony Passion 9, gennaio 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
Caine non è quello che si definisce un buon partito: insomma, con lui ci si può divertire, ma non convolare a giuste nozze sperando nella fedeltà e nell'amore incondizionato. Dunque, quando incontra Desi, il suo primo desiderio è quello di sedurla. Tuttavia capisce ben presto che Desi non è come le altre ragazze che ha conosciuto. Appena la tiene tra le braccia, sa di essere completamente perduta e non desidera altro che fare l'amore con lei, per sempre. Perchè Desi è la donna, con quel viso da tentatrice e una volontà di ferro. Purtroppo, la vita è complessa e la realtà intralcia i loro sogni: Desi è in pericolo e Caine deve innanzitutto salvarla prima di poterla legare definitivamente a sè, stravolgendo la propria esistenza e ciò in cui ha sempre creduto.
La storia di un'eroina e del suo salvatore. Un romanzo da leggere pensando che i sogni, a volte, si avverano.
Primo volume della serie Hell's Eight di ambientazione western ad alto contenuto erotico.
La storia si apre con il salvataggio di alcune donne rapite dai comancheros, una delle quali mostra una forza di tutto rispetto nell'opporsi a quegli uomini rudi. Gli Hell's Eight, un gruppo di Texas Rangers, sono stati ingaggiati per liberarli. Immediatamente le altre donne emarginano la giovane Desi, oltre al fatto che questa mostra evidenti intenzioni di fuggire. Spetta a Caine Allen riacciuffarla e offrirle la sua protezione, ma per fare ciò le viene imposto di sposarla, nonostante il suo passato di prostituta. Caine la porta con sè nella residenza degli Hell's Eight e farà di tutto per farle riacquistare fiducia in sè e nel futuro di una vita serena.
È un libro molto interessante, in particolare mi è piaciuto:
  • La protagonista, Desi: nonostante il terribile passato che ha alle spalle, non si arrende mai. Le vicissitudini di questa donna sono toccanti: lei e la gemella, insieme alla famiglia benestante, si sono trasferiti dall'est su desiderio del padre. Sono stati attaccati e il padre, il fratello e la madre sono stati uccisi, lei e la sorella Ari sono state violentate dai comancheros, poi Desi è stata venduta a Peter che l'ha sfruttata per mesi come prostituta. Le sue ferite, sia esterne che interne, sono numerose, profonde e dolorosissime. La sua lotta non è ancora finita perchè stavolta Desi dovrà conquistare la possibilità di credere nella felicità, credere che esistono degli uomini buoni, credere che lei, che ormai si crede impura, possa ancora meritare la felicità. Il suo dissidio è ancora più forte perchè a contatto con Caine sente una natura selvaggia in sè che lei crede cattiva. La complessità di questo personaggio è davvero molto interessante.
  • Il protagonista, Caine: forse appare e si mette in evidenza troppo poco rispetto alla sua eroina, è comunque un uomo forte ma allo stesso tempo dolce e comprensivo. Ha parecchia difficoltà nel trattare con Desi: lui è un'anima troppo semplice per certi versi per poter caapire cosa la tormenti. Si limita volontariamente per non farle del male, ma allo stesso tempo riesce a provocarla e a sedurla con gli allettamenti del piacere.
  • La serie sembra promettente, tiguarderà tutti gli otto uomini del gruppo fino al ritrovamento di Ari. Per chi fosse interessata l'ultimo capitolo della serie è stato pubblicato proprio lo scorso mese di luglio.
Nonostante quanto detto sopra, l'unico aspetto che in qualche modo ha rovinato il tutto è:
  • Alcuni passaggi sono poco sviluppati e c'è tanto di sottinteso. È come se l'autrice avesse messo troppa carne al fuoco che ha diversi tempi di cottura per cui riusciamo ad assaggiarne solo alcuni pezzi per il momento e ci resta l'acquolina per quanto rimasto. Bisognerà leggere tutta la serie per capire l'architettura complessiva.
Questo libro mi è piaciuto abbastanza, sono curiosa di leggere gli altri della serie. Lo consiglio, con l'avvertenza per chi non ama troppe scene di sesso abbastanza esplicite, potrebbe non apprezzare questo libro.

martedì 4 settembre 2012

MARY JO PUTNEY: La sposa del destino


TITOLO: La sposa del destino
AUTRICE: Mary Jo Putney
TITOLO ORIGINALE: The Bartered Bride
USCITA ITALIANA: I Romanzi 1012, luglio 2012
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
DA UN ATTO DI CORAGGIO INIZIA L'AVVENTURA DELLA PASSIONE
Alexandra Warren, rimasta vedova in Australia e madre della piccola Katie, sta tornando in Inghilterra quando la sua nave è attaccata dai pirati. Fatta prigioniera, Alexandra viene condotta su un'isola indonesiana e venduta come schiava. Il capitano Gavin Elliott, dopo essersi costruito una fortuna nei mari della Cina, si trova sulla stessa isola per concludere affari con il sultano locale prima di rientrare in Inghilterra, intenzionato a sposarsi e a riprendere il posto che gli spetti in società. Ma basta un solo sguardo alla bellissima schiava bianca del sultano per sentirsi rubare il cuore. E per salvarla, sarà disposto davvero a tutto...
Finalmente arriva in Italia un libro che risale a ben 10 anni fa che va a completare una trilogia pubblicata diverso tempo fa da Mondadori. Si tratta di un romanzo di un'autrice che amo in maniera particolare con poche altre: Mary Jo Putney; il suo titolo è La sposa del destino ed è il terzo volume della trilogia Bride dopo La pazzia del cuore e La donna di giada. Oltre a questa trilogia, il libro è legato anche alla serie Angeli caduti perchè la sua protagonista è la figlia di Catherine, protagonista di Un marito provvisorio, il mio primo romanzo della Putney in assoluto.
Alexandra Warren dopo il suo matrimonio si è trasferita in Australia con il marito. Alla morte di quest'ultimo, decide di tornare in Inghilterra con la figlia Katie, ma la loro nave è assalita dai pirati. Le due vengono separate e Alex viene venduta come schiava ed è costretta a subire ogni tipo di vessazione e violenza. Nonostante ciò, non perde la sua forza e il suo coraggio, tanto da non cessare di ribellarsi e di sperare di liberarsi. Giunta, nei suoi vari spostamenti, nell'isola di Maduri, approfitta della presenza di un uomo misericordioso per cercare di liberarsi. Lui è Gavin Elliott, già visto in La donna di giada dove era amico e socio di Kyle, ospite del sultano Kasan che vorrebbe fare di lui il suo socio. Notata la schiava europea, Gavin chiede la sua liberazione e per ottenerla dovrà affrontare una serie di prove. Grazie alla forza e al coraggio di entrambi, Alex viene liberata, Katie viene recuperata i tutti insieme tornano in Inghilterra. Per soccorrerla dall'ennesima difficoltà Gavin sposa Alex.
Non posso evitare di dire che, come sempre, i libri della Putney mi piacciono. In questo, in particolare, mi piace:
  • Gavin: è un eroe forte, coraggioso, generoso, come ne abbiamo visti altri in diversi libri della Putney. È anche una persona fortemente legata a delle convinzioni “democratiche”, antiaristocratiche. Per questo è fortemente colpito quando si ritrova ad essere lui stesso Conte di Seabourne finché capisce che quello che crede un privilegio può essere messo a disposizione della collettività.
  • Alex: è una donna forte, pur essendo provata. Si intravede in lei una qualche forma di conflitto rispetto a una madre troppo spesso indicata come emblema di perfezione. Per questo motivo si è voluta allontanare dalla famiglia, anche se ora la riscopre come rifugio dopo tante disavventure. È molto ferita dalle violenze subite e questo le dà una percezione sbagliata di sé e le ha provocato paure profonde, soprattutto degli uomini. Ma sa anche reagire, tanto da decidere di imparare dei mezzi di autodifesa o di perseguire chi pratica commercio di schiavi. Ha un problema serio nell'accettare l'intimità col marito (motivo che ricorda un po' troppo la storia della madre) e grazie alla pazienza di Gavin riesce e superarlo.
  • Rivedere vecchi personaggi a cui sono particolarmente legata: non solo Kyle e Troth, coppia mista ormai tranquillamente trapiantata in Inghilterra; ma soprattutto Michael e Catherine, che ora hanno ben tre figli (certo, immaginarli più avanti negli anni è un po' strano), e Stephen e Rosalind che ormai ha acquistato il piglio da duchessa.
  • Come sempre lo stile della Putney è avvincente: dalla descrizione particolareggiata ma non pesante, ai dialoghi, il tutto contribuisce a far sembrare la storia molto realistica.
Non mi è piaciuto:
  • il fatto che la storia sembri troppo affrettata. Sicuramente dietro c'è un taglio dissennato rispetto all'originale. Difficilmente la Putney svolge le sue storie in maniera così lineare, con esiti così immediati, le svolte sembrano troppo veloci.
Insieme a questo libro consiglio, chiaramente, gli altri due della trilogia, ma un po' tutti i libri della Putney che riuscite e trovare.

giovedì 26 luglio 2012

AMANDA MCCABE: Misteri veneziani


TITOLO: Misteri veneziani
AUTRICE: Amanda McCabe
TITOLO ORIGINALE: A Notorious Woman
USCITA ITALIANA: GRS 623 febbraio 2008
GIUDIZIO PERSONALE: 1/5
Venezia, 1525
Giulietta Bassano conduce a Venezia una vita tranquilla e ritirata, creando profumo raffinati per una clientela di nobili dame e seducenti cortigiane. Sotto il suo aspetto schivo e dimesso si nascondono tuttavia eccezionali poteri che, se scoperti, potrebbero costarle la vita. Così, quando Marco Antonio Velazquez, l'ardito capitano spagnolo celebre per aver sconfitto i pirati che minacciavano i commerci della Serenissima, la invita al più importante ballo in maschera della città, Giulietta avverte subito una potente sensazione di pericolo. Ma come resistere al fascino magnetico dell'uomo più bello che sia mai entrato nella sua bottega?
Primo libro della trilogia rinascimentale di Amanda McCabe e lettura decisamente poco affascinante. La trama è di difficile spiegazione perchè è, secondo me, del tutto incomprensibile.
La Venezia del '500 è un luogo molto animato ma anche molto pericoloso a causa delle trame e degli intrighi all'interno dell'aristocrazia mercantile della città. Nonostante ciò, Venezia è stata un rifugio per Giulietta Bassano, costretta a lasciare la natia Milano dopo la condanna a morte per stregoneria della madre. Nella città lagunare Giulietta ha messo a frutto le conoscenze acquisite grazie alla nonna francese e ha aperto un negozio di profumi. Il suo nome, però, viene collegato a una serie di strane e improvvise morti relative a membri del Consiglio dei Priori. Dall'altra parte il protagonista, Marco Antonio Velazquez, celebre navigatore spagnolo, in visita a Venezia, apparentemente al servizio del Doge, avendo sconfitto i pirati che minacciavano la città. Ha un'aria inquietante e si capisce che nasconde qualche progetto. Quando i due si incontrano si sentono subito attratti l'uno dall'altra, complice la magica atmosfera del Carnevale. Ma c'è un losco individuo, Ermanno Graziani, che nutre un'inquietante mira nei confronti di Giulietta. Verso di lui si scaglia anche la sete di vendetta di Marco.
Di questo libro non mi sono piaciuti:
  • La trama, praticamente ancora a metà libro non di capiva il piano generale della storia. Appariva come una serie di episodi sganciati l'uno dall'altro, priva di senso.
  • Marco e Giulietta sono dei protagonisti inutili, superficiali, non ben delineati dal punto di vista psicologico; irritanti perchè non si capisce nulla delle loro ferite passate, delle loro paure, dei loro desideri. Davvero irritanti.
Se proprio devo trovare qualcosa di passabile, non potendo dire che mi sia esattamente piaciuto, posso citare:
  • La descrizione e la ricostruzione della ricca Venezia del '500, e in particolare del peirodo del Carnevale.
Dalle altre letture di questa autrice, in realtà una sola, avevo sperato di meglio, ma è anche vero che questa non è un'ambientazione che di solito mi piace. In sostanza, ho letteralmente odiato questo libro, mi ha bloccata per tantissimo tempo perchè proprio non riuscivo ad andare avanti.
Evitatelo!

lunedì 23 luglio 2012

BONNIE VANAK: La Concubina


BONNIE VANAK: La Concubina
Egitto, 1889. Badra è una giovane donna a cui la vita ha dato ben poco, a parte una grande forza d'animo e un'esotica e sensuale bellezza. Un dono, quest'ultimo, che si è però trasformato per lei in una sorta di dannazione... All'età di undici anni era infatti stata venduta al crudele Fareeq, capo della tribù Al Hajid, che non solo aveva fatto di lei la sua concubina ma l'aveva condannata a una vita di soprusi e violenze. Fino a quando, anni dopo, non era giunta per lei l'ora di scappare da quell'inferno. Approfittando di un attacco sferrato agli Al Hajid dai Khamsin, loro acerrimi nemici, la giovane si era rifugiata presso questi ultimi e, grazie alle cure del giovane Khepri, era finalmente tornata a sorridere. Accanto a quel ragazzo così leale e coraggioso, Badra si era sentita per la prima volta al sicuro e, con il passare del tempo, aveva capito che la loro amicizia si stava trasformando in un tenero legame di affetto e complicità. Eppure la donna, che negli anni ha visto guarire le ferite del corpo ma non quelle dell'anima, non riesce ancora ad abbandonarsi alla passione, per quanto la desideri, per quanto non faccia che pensare a Khepri. E quando lui – che ignora il suo drammatico passato – le chiede di sposarlo, lei rifiuta seccamente. Per il giovane è un colpo durissimo. E a dolore si somma dolore quando un inglese giunge all'accampamento con la notizia che Khepri è in realtà Kenneth Tristan, Duca di Caldwell ed erede di una vasta fortuna. Rifiutato dalla donna che ama e sconvolto da quella rivelazione, Kenneth decide di lasciare l'Egitto e di non farvi più ritorno. Ancora non sa che il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Badra e che il loro amore, nato fra le dune infuocate del deserto, è destinato ad atraversare i mari e a superare ogni ostacolo.
La trama di questo romanzo è piuttosto complessa e intreccia diversi motivi, alcuni dei quali spiegati nel risvolto di copertina, altri si scoprono con la lettura. L'ambientazione, l'Egitto alla fine del XIX secolo non è delle mie preferite. In questo caso il motivo delle ricerche archeologiche si intreccia con quello della vita delle tribù locali, sceicchi e harem inclusi. I due protagonisti hanno avuto entrambi una vita piuttosto avventurosa: Khepri Bin Tarik Hassid / Kenneth Tristan Duca di Caldwell è stato cresciuto dalla tribù Khamsin sin da bambino, ma in realtà è il figlio di un nobile inglese aggredito e ucciso dalla tribù degli Al Hajid. Badra è stata venduta da bambina ad un bordello per essere venduta allo sceicco Fareeq da cui ha avuto una figlia che le è stata sottratta, e da cui ha ricevuto innumerevoli violenze finché non è stata liberata dai Khamsin. Khepri diventa la sua guardia del corpo e si innamora di lei, ma la ragazza, pur essendole affezionata, non riesce a pensare di subire di nuovo l'intimità con un uomo. Ferito dal suo rifiuto, Khepri decide di riacquisire la sua identità di Kenneth, abbandonare la sua vita in Egitto e tornare in Inghilterra. Ma per Khepri / Kenneth e Badra i guai non sono finiti e si ritroveranno coinvolti in un piano di vendetta che però li porterà a riavvicinarsi.
Questo libro non mi ha del tutto coinvinta. Ho apprezzato:
  • Lo spazio di denuncia dato al tema della violenza sui bambini, e non solo, rappresentato da Badra e l'analisi delle conseguenze psicologiche e comportamentali di una violenza subita. Badra, in particolare, non ha stima e fiducia in se stessa. Chiaramente, non riesce a concepire di accettare l'intimità con un uomo e, per questo motivo, rifiuta più volte Khepri, nonostante sia attratta da lui e ne sia innamorata.
  • Il personaggio di Khepri / Kenneth, non solo per il suo dissidio di uomo diviso tra due mondi e due culture e non sentirsi pienamente appartenente a nessuno dei due. Inoltre, mi è piaciuto molto vedere, per una volta, l'uomo inseguire la donna, professarsi innamorato e subirne il rifiuto.
  • La scrittura, molto figurativa, soprattutto nelle descrizioni di paesaggi, del deserto e del cielo egiziano. Molto realistici ed evocativi.
Non mi è piaciuto:
  • La trama, in generale, a volte eccessivamente ingarbugliata, tanto da sembrare di essere sempre allo stesso punto, cosa che mi ha reso difficile andare avanti.
Questo libro è un po' datato, quindi non si trova facilmente, io vi suggerisco di evitare anche di cercarlo, si può tranquillamente perdere.


venerdì 6 luglio 2012

ROBERTA CIUFFI: Tra le tue braccia


TITOLO: Tra le tue braccia
AUTRICE: Roberta Ciuffi
USCITA ITALIANA: I Romanzi 996, marzo 2012
GIUDIZIO PERSONALE: 5/5
POTEVA PERDERE TUTTO, MA NON LEI
Dopo anni passati a combattere con lesue truppe mercenarie, Eric Buatere ha finalmente ottenuto quello che voleva: un feudo, una baronia e un titolo da trasmettere agli eredi. Tutto sembra però precipitare quando il nipote Arno rapisce Bianca, la figlia del conte Ranieri. E se l'unico modo per evitare il disastro è che il giovane la sposi, come può Eric permetterlo se al solo guardarla sente l'anima lacerarsi per la tentazione? Forse, la risposta è nel cuore di Bianca...
Questo è un libro davvero bello, inizierò in questo modo, forse poco originale ma efficace. Da molto tempo non mi capitava di sbirciare ansiosamente in avanti durante la lettura per capire come sarebbe andata avanti la storia. Raramente, è stato descritto in maniera così avvincente il medioevo italiano.
Siamo nel 1053 quando la protagonista della vicenda, Bianca di Castellana, fugge da casa per scoprire dove viva sua madre, cacciata e ripudiata in quanto adultera dal marito, il conte Ranieri. Nella sua fuga viene seguita dal fratellastro, Lando, che rimane vittima della scorreria di una banda di briganti. Ritenuta responsabile della morte del bambino, la ragazza viene mandata in un convento dove passerà i successivi sette anni. Finché il fratellastro maggiore, Leo, non la verrà a prendere per conto del padre che l'ha promessa sposa a Giordano, il figlio del principe di Capua. Ma durante il viaggio, Bianca viene rapita da un ragazzo e condotta nel vicino possedimento dello zio di questi, la Pietraia. Proprietario del maniero in costruzione è Eric Buatere che, grazie al suo valore, si è conquistato quel feudo. Ora, si ritrova con la possibilità che i suoi sacrifici vengano compromessi dall'avventatezza del nipote Arno. Per questo motivo decide di risolvere la situazione compromettente facendo sposare il nipote con la ragazza rapita. Ma un sentimento più potente è destinato a prevalere e sarà, invece, lui a prendere in moglie la ragazza. Tutto questo scatenerà un desiderio di vendetta in chi si sentirà offeso nei propri diritti.
Premetto dicendo che non c'è stato nulla, in questa storia, che non mi sia piaciuto. Invece ho apprezzato moltissimo diversi elementi che vorrei sottolineare:
  • Partendo dai personaggi, non si può non apprezzare il protagonista maschile: è un uomo forte, a tratti rude più abituato ad aver a che fare con le armi che con le fanciulle, per questo è sempre un po' impacciato nell'esprimere i propri sentimenti, ma quando lo fa, è dolcissimo. Il suo animo nobile si mette in evidenza nel suo modo di prendersi cura delle figlie, degli abitanti del suo castello. Non mancherei di sottolineare quella capacità di essere inconsapevolmente comico, ad esempio durante la scena del parto di Eifrid. Francamente, per una volta, non aver a che fare con un personaggio tormentato da una qualche vicenda del passato è stato un sollievo.
  • Al contrario, Bianca ha diversi macigni nel suo passato: una madre cacciata per adulterio, dopo essere stata sfigurata; un padre che non l'ha mai voluta. È una ragazza che è sempre stata sola, nella sua vita. Con una certa incredulità, si accorge di aver trovato nella Pietraia un luogo a cui appartenere e una famiglia a cui voler bene. Ma per un attimo quel doloroso ricordo della morte del fratello ritorna e sembra compromettere tutto.
  • Tra i due ci sono delle scene d'amore da nodo in gola: dal primo contatto della mano alla dichiarazione d'amore finale, ci sono momenti di forte intensità emotiva e, nonostante i suoi modi rudi, Eric riesce a esprimere, alla fine e nonostante molte reticenze, i suoi sentimenti in modo commovente.
  • Accanto ai due protagonisti c'è un gruppo di personaggi secondari, che animano il castello, davvero eccezionale. Ognuno di loro, anche attraverso pochi cenni, lascia intuire uno scorcio di vita interessante. Naturalmente tra tutti Eifrid e Gutbrand, il cui rapporto è tenero, oltre ad essere estremamente comico pensare a questo rude bestione nelle mani della donna che ha il diavolo in seno. Ma altrettanto interessanti risultano poi Leo e Gytta (naturalmente!), Arno e, io francamente, sono anche curiosa per la piccola serva Zita, secondo me potrebbe avere ottimi sviluppi.
  • Infine, e non di minor conto, ho apprezzato e ammirato la capacità dell'autrice di dare vita ai suoi personaggi, di farli sembrare veri, di riuscire a dare alla sua scrittura quella capacità di farci visualizzare luoghi e persone di cui parla. Oltre, naturalmente, ad aver intrecciato una storia per nulla banale (di solito nei medievali si parla di una castellana costretta a sposare un nemico), di essere riuscita a portarla avanti in maniera tale che avesse sempre un ritmo vivace e appassionante da indurre la lettrice a non staccarsene fino alla fine.
Sapete che io non incenso le autrici italiane per partito preso, ma la Ciuffi da Caterina in poi (il suo primo romanzo che ho letto) mi ha raramente delusa, per questo motivo vi dico che questo è assolutamente da leggere!