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lunedì 28 maggio 2012

HELEN KIRKMAN: Il sogno del guerriero


TITOLO: Il sogno del guerriero
AUTRICE: Helen Kirkman
TITOLO ORIGINALE: Untamed
USCITA ITALIANA: GRS 611, novembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
Inghilterra, 876
Da molti anni lady Aurinia si è ritirata a vivere nel castello di Wytch Heath, circondata soltanto dalla brughiera e dagli animali selvatici, per sfuggire a coloro che intendono servirsi di lei e dei suoi poteri magici per i loro loschi fini. Una notte, bussa alla porta del maniero un guerriero di nome Macsen, che la supplica di aiutare il suo giovane compagno, ferito in uno scontro contro gli invasori Vichinghi. Aurinia riconosce immediatamente in Macsen l'uomo dai capelli corvini che turba i suoi sogni da numerose notti, l'uomo di cui si è innamorata prima ancora di incontrarlo, e gli apre le porte del suo castello... e del suo cuore. Ma il fragile legame che li unisce, sottile come una ragnatela eppure forte come l'acciaio, riuscirà a resistere alla furia dell'orda di selvaggi che sta per abbattersi su Wytch Heath?
Quello che va riconosciuto a questa autrice è la capacità di scrivere in maniera molto originale. A partire dall'ambientazione dei suoi romanzi nel periodo caotico, quello che vede l'Inghilterra contesa tra i Sassoni e i Vichinghi, con la partecipazione delle antiche popolazioni britanniche (celtiche). Questo è già il quarto romanzo della serie Guerrieri dello stendardo del Drago relativo a un gruppo di guerrieri fedeli al re Alfredo del Wessex. Il suo protagonista, Macsen, era già apparso nei precedenti libri, di lui sappiamo che è in grado di avere visioni del futuro. Lo incontriamo appena sfuggito al campo di battaglia insieme al giovane Bertred, ferito gravemente. Per farlo curare lo porta al castello di Wytch Heath.
Lì abita Aurinia, una fanciulla cresciuta in quel luogo isolato, figlia illegittima di un nobile Sassone e ritenuta da tutti una strega. È un'esperta guaritrice, ha un potere che le consente di guarire le ferite del giovane e del valoroso guerriero.
Aurinia e Macsen si riconoscono immediatamente perchè entrambi si sono più volte visti in sogno o in visione ed entrambi sanno di essere destinati ad amarsi.
Naturalmente, la loro storia d'amore è ostacolata da più parti: la fama inquietante di lei, il rifiuto del padre di Macsen di accettarla; le difficoltà del momento storico.
Come sempre la Kirkman costruisce un romanzo più sull'esperienza interiore dei personaggi che sull'azione, nonostante ci siano anche varie vicende da seguire, e ci sia un cattivo che trama. I due protagonisti sono entrambi figure molto tormentate da un passato doloroso e dalle implicazioni dei loro poteri. Aurinia si sente inadeguata perchè nella sua vita ha vissuto solo il rifiuto: da parte del padre e di tutti coloro che temono i suoi poteri, per lei non è semplice accettare di poter essere la degna compagna di Macsen. Macsen convive con un pesantissimo senso di colpa e con tutta una serie di malintesi che ha irrimediabilmente incrinato il rapporto con il padre e la sua capacità di affidarsi nelle mani di qualcuno.
Come negli altri libri di questa autrice, trovo che la storia d'amore sia interessante ma l'insistenza sulle riflessioni e i pensieri dei personaggi rende la lettura leggermente pesante e poco avvincente.

SERIE GUERRIERI DELLO STENDARDO DEL DRAGO
  • Lo straniero
  • L’artiglio dell’aquila
  • Il mercenario della Frisia
  • Il sogno del guerriero
  • Il prezzo dell’amore

sabato 19 novembre 2011

HELEN KIRKMAN: Il mercenario della Frisia

TITOLO: Il mercenario della Frisia
AUTRICE: Helen Kirkman
TITOLO ORIGINALE: Fearless
USCITA ITALIANA: GRS 597, agosto 2007
GIUDIZIO PERSONALE:Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
Inghilterra, 875
Costretta ad abbandonare le sue terre, occupate dai vichinghi, l’impavida Principessa Judith trova rifugio alla corte di Alfredo del Wessex. Relegata tra le dame di compagnia della regina, assiste impotente alla guerra tra il suo popolo e le orde danesi, finché il sovrano stesso non le affida una missione di fondamentale importanza per la sopravvivenza del regno: convincere il ricco mercante Einhard ad aiutarli ad allestire una flotta in grado di proteggere la corte del Wessex. Einhard, però, non ha intenzione di lasciarsi coinvolgere in una contesa che potrebbe compromettere la delicata missione in cui è impegnato. Di fronte al suo rifiuto, l’ingegnosa Judith decide dunque di ricorrere a misure poco temerarie per ottenere l’aiuto dell’affascinante mercante frisone. Un piano che potrebbe funzionare, se solo…
I tempi sono estremamente drammatici per il piccolo regno sassone del Wessex governato da re Alfredo e stretto dalla morsa dei vichinghi. I suoi cavalieri gli hanno giurato fedeltà e si sono messi al suo servizio. Anche se non è un cavaliere, anche Judith, principessa senza regno dell’Anglia orientale, ha giurato di far di tutto per proteggere e combattere per l’amato re Alfredo, incluso affrontare un terribile mercante frisone. Judith si è proposta per accompagnare l’ambasciatore di Alfredo, Hunferth, inviato per rintracciare Einhard, famoso mercante della Frisia, allo scopo di chiedergli di allestire una flotta che possa contrastare quella vichinga. Einhard si trova lungo le coste dell’Anglia per occuparsi dei propri interessi e non ha nessuna intenzione di farsene distogliere per servire un re straniero. A questo punto entra in gioco Judith, disposta persino a recitare la parte dell’irresistibile seduttrice (proprio come il personaggio biblico di cui porta il nome) pur di convincere il mercenario a passare alla loro causa. Einhard, però, è molto più scaltro di lei e capisce le sue intenzioni. Quello che nessuno dei due si era aspettato è la profonda attrazione fisica che scatta ogni volta che i due semplicemente si sfiorano.
Sono, però, troppi i misteri tra i due e poca è la fiducia reciproca: Einhard teme che la ragazza voglia raggirarlo con la seduzione, Judith teme di riporre la propria fiducia nell’uomo sbagliato e che lui li possa tradire, passando nelle file dei vichinghi. I due protagonisti sono indubbiamente dei personaggi tormentati: ciascuno di loro si porta sulle spalle il peso di passati dolori e sensi di colpa, ciascuno di loro riesce a trovare nell’altro il giusto conforto.
Judith, da donna forte e indipendente, ha dovuto subire la distruzione della propria casata e del proprio regno, la morte dei suoi cari, la tortura subita dal fratello senza poter far nulla. Si ritiene responsabile di quel fallimento e di non aver avuto il coraggio di fare la sua parte. Da quel momento ha costruito un muro protettivo attorno a sé, fatto di freddezza, distacco e negazione del dolore, e ha accettato il destino di principessa esule. Ora, però, ha il coraggio di prendere in mano il proprio destino e di combattere per l’uomo che ama.
Einhard è gravato da vari sensi di colpa: la morte precoce della moglie dopo il parto, la morte del padre e il rapimento del figlio di 8 anni mentre lui era via per mare. In ogni circostanza di pericolo lui sembra non essere in grado di proteggere chi ama. Per questo cerca disperatamente di mantenere le distanze da Judith.
Devo confessare che gli altri libri della serie non mi erano particolarmente piaciuti, per cui mi accostavo a questo libro con un po’ di dubbi. Invece man mano che andavo avanti la storia mi prendeva sempre più. Molteplici gli elementi che mi piacevano: la grandissima passione tra i due protagonisti che si esplicava in dolcissime scene d’amore; il protagonista maschile, così appassionato e tormentato. Mi piace il modo in cui l’autrice riporta i pensieri dolorosi e nascosti dei sue personaggi, quel modo che ha di dire  e non dire così da non rivelare immediatamente tutti i segreti dei suoi personaggi, ma di farli scoprire via via ai propri lettori.
Quest’autrice ha uno stile molto particolare a cui ci si deve abituare pian piano: l’azione è bilanciata dalla riflessione: in molti passaggi si riportano le meditazioni dei personaggi, non necessariamente in modo lineare, a volte lasciando in sospeso qualche ragionamento per farlo, poi, scoprire in un secondo momento. È uno stile che può risultare ostico, per me a volte lo è stato, ma in questo caso è contemperato da una fortissima storia d’amore.

venerdì 18 novembre 2011

HELEN KIRKMAN: L'artiglio dell'aquila

TITOLO: L’artiglio dell’aquila
AUTRICE: Helen Kirkman
TITOLO ORIGINALE: Destiny
USCITA ITALIANA: GRS nr 586 maggio 2007
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Per la seconda volta mi accingo a recensire un libro di Helen Kirkman e per la seconda volta mi trovo in grande difficoltà, sia nel descriverne la trama che nel giudicarlo. Sicuramente non è un romanzo banale, dall’insolita e problematica ambientazione alle caratteristiche dei suoi protagonisti. Sicuramente non è un libro leggero né superficiale nella caratterizzazione. Allo stesso tempo, però, è un libro che non mi ha mai catturata totalmente nella storia dei suoi protagonisti.
Come nel precedente, Lo Straniero, siamo nel mezzo delle guerre tra Sassoni e Vichinghi per il controllo dell’Inghilterra. Berg, principe dell’Anglia caduta in mano ai nemici, ha prestato giuramento di fedeltà al re Alfredo del Wessex e per lui combatte. Il suo corpo, ma soprattutto il suo volto, mostrano le cicatrici di questa lunga e spietata guerra, ma ancora più profonde sono le ferite per il regno perduto, per il cugino, il re Edmund, torturato e ucciso davanti ai suoi occhi, per la famiglia scomparsa e per la promessa sposa, Elgiva, che lo ha abbandonato dopo che lui ha perso tutte le sue sostanze. Durante una battaglia si imbatte in una giovane che fugge dall’accampamento vichingo.
Eleneha vissuto per vario tempo con i Vichinghi diventando l’amante del loro spietato capo, Kraka. Ha accettato quest’umiliante situazione per salvare la vita dei genitori, ma il suo sacrificio è servito a poco. Assoggettata fisicamente, psicologicamente non si è mai arresa e ha sfruttato il momento propizio della battaglia per fuggire. È caduta nelle mani del manipolo dei Sassoni guidati da Berg che l’hanno presa con loro. La scopo di Elene è quello di raggiungere i suoi genitori, senza sapere che Kraka li ha uccisi da tempo, e decide di seguire il gruppo di soldati che le assicurerebbe una certa protezione. Non sa che tra di loro troverà il pericolo maggiore, quello di doversi arrendere a dei sentimenti che le fanno troppa paura. Berg è per lei un enigma: è abituata ad essere sfruttata e sottomessa a un uomo; la sua dolcezza e pazienza la disorientano. Percepisce il suo passato di amante del Vichingo come una macchia infamante e incancellabile che la rende indegna di Berg.
L’uomo, da parte sua, adopera tutta la sua pazienza per abbattere questi muri costruiti da Elene, cercando di farle capire di essere stato una vittima degli eventi, di essere una persona assolutamente degna. Ciò non toglie che anche lui ha i suoi fantasmi, legati alla morte del cugino, re Edmund, alle torture subite che gli hanno deturpato una parte del volto. Da questo punto di vista c’è una straordinaria consonanza di sentimenti e pensieri tra i due protagonisti: l’uno rivede e rispecchia nell’altro le proprie sofferenze.
Senza dubbio è una storia ben costruita e ben raccontata, ma questo eccesso di densità emotiva, questo profonda drammaticità che emerge pagina dopo pagina, sempre più cupa, a me personalmente toglie un po’ di piacere. Non c’è luce, tutto è buio e cupo: insomma diventa un po’ troppo deprimente!
Ci sono alcuni elementi della trama che non mi hanno convinta: ad esempio, come mai i due protagonisti non si riconoscono quando si accorgono di avere i due pezzi della moneta che si erano scambiati da bambini, al loro fidanzamento ufficiale? L’autrice parla di una sorta di rimozione volontaria che non ritengo del tutto credibile.
Il mio giudizio è che questa è una buona lettura da consigliare a chi cerca un romance non convenzionale e molto giocato sui temi drammatici.